Recensione: Simple Talk

Di Susanna Zandonà - 5 Novembre 2022 - 19:49
Simple Talk
Etichetta: Metalville Records
Genere: Hard Rock  Rock 
Anno: 2022
Nazione:
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73

Dicono che la volontà di cambiare insita in una donna, sia direttamente proporzionale alla frequenza di incontri col parrucchiere… a questo proposito, Seraina Telli (Dead Venus), pare dimostrare la volontà di un taglio netto rispetto al passato, sia per quanto concerne i lunghissimi rasta che per lo stile musicale.

Simple Talk” è il primo album solista della cantante svizzera dopo la divisione ufficiale – avvenuta nel 2019 – con le Burning Witches, band heavy metal totalmente al femminile, attualmente “capitanata” da Laura Guldemond.
Un debutto decisamente agli antipodi rispetto al periodo della caccia alle streghe, in cui sceglie un approccio sperimentale ed edul(colorato), che forse farà storcere il naso a qualche fan incallito.

Seraina rimane fedele (nei capelli e nell’identità), ai colori della sua bandiera: blu e verde, riconfermandosi con piacere una vera rocker. Tuttavia assume un approccio più pop punk che si confà anche alle grandi masse.
Una decisione stilistica importante, che annuncia il desiderio di affermare la propria personalità artistica a 360° (il recap lo trovate nella seconda traccia: “I’m NOT Sorry”), avvalorandola come una vocalist in grado di spaziare in maniera disinvolta su vari generi.
Non bisogna mai scusarsi (e giustificarsi) per ciò che si è o si vuole essere, il messaggio è chiaro.
Dalla voce traspare un filo di stanchezza per le tante battaglie, il tutto contornato da un riff di chitarra mordace e una ritmica ostinata che meglio evidenzia l’impeto e lo spessore della lyric.
Il desiderio di ribellione e di rottura appare evidente, sfrontato, senza mai avere quella brutalità musicale tipica di altri generi più hardcore.

Se devo essere sincera – a ragion veduta – questo album mi ha fatto fare un throwback dritto nei primi due anni del 2000, evocandomi l’immagine di Pink in “Missundaztood” (2001)… lo stesso tipo di emozioni ed estetica teen pop dell’epoca, ma contaminate da una buona dose di metal pregresso che meglio si evidenzia a fine ascolto, nel particolare in tracce come “Medusa” in cui – finalmente – anche il basso ha un po’ di sfogo.

Ha poco senso, però, parlare di una sezione ritmica, in quanto il lavoro di Rico H alla batteria e Alice Lane al basso, sono semplicemente l’accompagnamento consono a mettere in luce le doti della Telli: alla voce prima e alla chitarra poi, dando sfoggio delle sue abilità nei passaggi più rilassati ad amabili di acustica: “Take Care” / “Soldier of Fortune” / “Remember You”, in cui sfoggia un grande gusto musicale, evidenziato anche coverizzando “Fever” di Peggy Lee. Una versione più kickass, cui però mancano le movenze feline e la meravigliosa coda maculata data dalla linea di basso che ti sfiora sinuosa.

Sicuramente Seraina Telli è una “Modern Warrior” così come si dichiara, armata di chitarra elettrica e in grado di comunicarci grande vitalità ed esuberanza: attitudini evidenziate dalla forza con cui enfatizza quei WHY… calcati prepotentemente come una matita che fa un buco su un foglio.
Lei è incalzante, effervescente, coinvolgente e Modern – anche – nell’ approccio in cui si affaccia a “G.E.B” combinando melodie rock e sintetizzatori elettronici per ottenere un effetto decisamente più strong.

Un album di debutto audace e POP nell’ accezione artistica che evidenzia appunto questa grande volontà di intraprendere un proprio cammino, per cui le auguriamo i migliori risultati.

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