Recensione: Symbol of Salvation – Boxset

Di LeatherKnight - 19 Ottobre 2003 - 0:00
Symbol of Salvation – Boxset
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Anno:2003
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78

È con un certo imbarazzo ed un’inevitabile soggezione che mi accingo a recensire uno dei dischi più significati della storia dell’HM Americano anni 90: signore e signori, ecco a voi “Symbol of Salvation”, ristampato in un uno spettacolare boxset la scorsa primavera dalla divisione europea della Metal Blade records.

Per iniziare a parlare di questo disco dovremmo innanzi tutto chiarire brevemente chi siano gli Armored Saint. In maniera paurosamente sintetica “basterebbe” precisare che si tratta di una band di purissimo Heavy Metal, costituita da 5 ragazzi californiani nati e cresciuti insieme, che è entrata nella storia dell’HM attraverso la realizzazione di dischi grandiosi (sempre più coraggiosi, sempre meno acclamati), di tours lungo tutti gli States e ben due invasioni live in Europa. Nel 99 si sono riformati, ma questa è un’altra storia: c’è già tanto da dire, non mettiamo altra carne al fuoco.

Tra gli episodi più significativi della loro storia, ricordiamo che il cantante John Bush ed il bassista Joey Vera ricevettero dai MetallicA in persona (Lars Ulrich telefonò ad entrambi) nel 1987 una serissima proposta di entrare a fare parte della più grande thrash metal band del periodo. Naturalmente i due Saints rifiutarono gentilmente perché “troppo impegnati nelle registrazioni” del vulcanico “Raising Fear”.

Affiatamento e voglia di andare avanti possiamo dunque immaginare che non mancavano di certo a questa formazione californiana. Tutto ciò si riflette sulla loro potentissima musica: basta sentire un attimo un qualsiasi loro disco per capire chi sta suonando; gli Armored Saint si riconoscono al volo. Non è possibile sbagliare. In ogni lp, non smetterò mai di ripeterlo, Gonzo e soci hanno dato sempre il massimo; affrontando ripetutamente grandi sconfitte dal punto di vista delle vendite.

Il colpo più violento comunque fu l’inaspettata e tragica scomparsa del chitarrista-amico fraterno David Prichard, che lasciò uno straziante vuoto all’interno della band, dopo poco tempo dalla registrazione del demo di “Symbol of Salvation”.

Questo evento da una parte gettò un’ombra sugli Armored Saint, che ancora oggi rimane; d’altra parte però spinse disperatamente la band a impegnarsi al 200% per portare a termine quello che era iniziato. La Metal Blade credette in loro e gli offrì una nuova chance. Gli Armored Saint dimostrarono di esser in grado di superare la già eccellente qualità del demo e di firmare uno dei più significativi album degli anni 90, nonché uno dei migliori 10 dischi in assoluto dell’intero catalogo Metal Blade (non so se ho reso l’idea…). Per sfornare questo disco i signori in questione lavorarono ben 3 anni.

“Symbol of Salvation” è il disco della maturità artistica. È il disco che tecnicamente evidenzia l’incessante lavoro di architettura-cesellatura sonora progettato da questi ragazzi. È un disco abbastanza lungo e fondamentalmente più complesso di come possa apparire. Ma l’elemento più straordinario di “Symbol of Salvation” è l’autenticità del disco. Ascoltando “Reign of Fire” ad esempio (US Metal Style at its best!!) non c’è semplicemente da spaccarsi il cranio con normali headbangs..c’è moto di più: si può avvertire la carica emotiva (dai miracoli canori di John Bush all’espressività ritmica di Vera/Gonzo), la forza e la convinzione di una band disposta a tutto per uscirne a testa alta. I brani non sono nulla di scontato o preconfezionato (l’ottima “Tribal Dance” parla da sé).

In pratica, il background tecnico-umano che sta alle spalle del disco conferisce allo stesso una straordinaria tridimensionalità comune solo a pochissimi altri lavori di questa musica assordante. Non è una mera questione di produzione. Dietro al nome Armored Saint c’è Metallo Pulsante, c’è una lunga storia umana che si racconta tramite riff innovativi e pestate classiche da urlo.

Per poter ammirare e comprendere al pieno questa vasta gamma di fattori dunque, oggi siamo così fortunati da poter trovare bello e pronto questo killer boxset comprendente “Symbol of Salvation”, il demo dell’album (in cui suona David Prichard: da piangere, ma for fans only!)) ed un cd contenente una bella intervista tra Mister Brian Slagel (boss incontrastato della Metal Blade records) e la band al completo.

L’opera di per se è fantastica; l’artwork è così bello che sembra un’offesa toccarlo. Non scherzo per niente quando dico che non sarebbe un’idea malvagia per gli Armored Fans acquistare più di una copia di questo boxset (venduto a prezzo di un cd): almeno una è da tenere sigillata al chiuso a vita.

Unici lati negativi della re-release: i video di “Last Train Home” e “Reign of Fire” sono leggermente dissimili da quelli presenti su “Nod to the Old School”. Riproporre di nuovo questi filmati, a parte qualche fotogramma diverso, sembrerebbe più inutile che altro. Altro lato negativo è che l’intervista tra il sign. Slagel ed i Saints si svolge senza i tipici rumori di sottofondo di una conversazione di questo tipo: nessuna lattina che vengono aperta, nessuno che sgranocchia degli snaks, nessuno che strimpella un bel niente..si sentono solo le voci (eh, no, cari: niente video!!).
L’atmosfera è un troppo professionale; un po’ di informalità non avrebbe guastato.

I fans del gruppo/genere sanno già cosa fare, se ancora non si sono aggiudicati questa speciale ristampa. I profani invece, potrebbero cogliere l’occasione per misurarsi con queste sonorità/gruppo, partendo però da qualcosa di più accessibile (tipo “March of the Saint”).

Ricordate che, se vi dovessero andare a genio, degli Armored Saint vi farebbero comodo in futuro sia il doppio-cd “Nod to the Old School” che questo boxset. In fondo queste “extended re-releases” che la Metal Blade sta facendo uscire da qualche anno (Cirith Ungol, Armored Saint ed adesso Omen) sono molto buone e servono parecchio per inquadrare sotto una più ampia prospettiva la storia individuale di ognuna di queste grandiose formazioni.

Come minimo dateci un attentissimo ascolto, perché ne vale comunque la pena.

Voti:    CD 1: 87/00  –  CD 2: 75/00  –  CD 3: 72/00
il voto in basso è la media dei 3 CDS

Leopoldo “LeatherKnight” Puzielli

CD 1
1) Reign of Fire
2) Dropping Like Flies
3) Last Train Home
4) Tribal Dance
5) The Truth Always Hurts
6) Half Drawn Bridge
7) Another Day
8) Symbol of Salvation
9) Hanging Judge
10) Warzone
11) Burning Question
12) Tainted Past
13) Spineless
+ Reign of Fire (video)
+ Last Train Home (video)

CD 2
1) Reign of Fire
2) Dropping Like Flies
3) Last Train Home
4) Tribal Dance
5) The Truth Always Hurts
6) Another Day
7) Symbol of Salvation
8) Hanging Judge
9) Warzone
10) Burning Question
11) Tainted Past
12) Spineless
+ Intervista di Brian Slagel agli Armored Saint (Prima Parte)
13) Intro
14) The writing process begins
15) Illness hits home
16) Now what?

CD 3
Intervista di Brian Slagel agli Armored Saint (Seconda Parte)
1) Now what? (continued)
2) Pick up the pieces
3) Dave Jerdan
4) Choosing the songs and the recording process
5) The songs: Reign of Fire
6) Dropping Like Flies
7) Last Train Home
8) Tribal Dance
9) The Truth Always Hurts
10) Half Drawn Bridge
11) Another Day
12) Symbol of Salvation
13) Hanging Judge
14) Warzone
15) Burning Question
16) Tainted Past
17) Spineless
18) Mixing
19) Cover Art
20) Looking back
21) Goodbye and Thank You

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