Recensione: Tales from the Twilight World

Di Alessandro Calvi - 29 Gennaio 2002 - 0:00
Tales from the Twilight World
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Anno: 1991
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85

Siamo nel 1991 quando esce questo Tales from the Twilight World, terzo lavoro per il gruppo tedesco dei Blind Guardian. Dopo il secondo album, un Follow the Blind forse un po’ sotto lo standard per questa band, sembra arrivata la definitiva maturità compositiva con alcune delle canzoni più belle della loro carriera e soprattutto alcuni pezzi di storica potenza.

Ad iniziare troviamo Traveler in Time, una canzone nel solito stile power che ha reso celebri i Guardian in tutto il mondo. Il testo ci riporta con la mente alle immagini del film Dune e prima ancora al ciclo di fantascienza di Herbert. Mescolando le classiche ritmiche orecchiabili e le costruzioni sonore tipiche dei Guardian giungiamo al secondo brano.
Welcome to Dying è un piccolo cult per tutto il panorama power, potenza allo stato puro per questa canzone con un ritornello che conquista, veloce dall’inizio alla fine, che cattura e irretisce grazie a ritmiche che restano in testa a lungo.
Con il terzo pezzo del disco i Guardian si presentano in una veste un po’ insolita per loro con un brano strumentale intitolato Weird Dreams, facendo capire qual’ora ancora non si fosse capito che le loro canzoni non sono per niente facili. Bisogna essere buoni a suonare per mettere in piedi un pezzo dei Guardian con i loro frequenti duetti tra le chitarre.

Un altro capolavoro fa capolino con la quarta traccia di questo cd: Lord of the Rings ci presenta in breve, la canzone dura solo poco più di tre minuti, la versione dei Blind Guardian della canzone dell’Anello direttamente dal Signore degli Anelli di J.R.R.Tolkien, una citazione dal creatore della Terra di Mezzo non poteva mancare. E qui il gruppo ci presenta l’altro volto del loro modo di fare musica. I Guardian non sono solo power, uno dei loro punti di forza infatti è la capacità di alternare, anche nella stessa canzone, potenza dirompente e trascinante e arpeggi di chitarra di chiaro sapore medioevale. Proprio gli arpeggi di chitarra acustica sono la base su cui si costruisce Lord of the Rings incantando gli ascoltatori.
Un’altra pietra miliare del genere power ci è donata con la quinta Goodbye my Friend, uno schiacciasassi che macina ritmiche e riff spaccaossa dalla prima all’ultima nota. I Guardian confermano di detenere con diritto la corona di gruppo power.
Al sesto posto troviamo Lost in the Twilight Hall , la classe dei Blind Guardian non è in discussione ma loro ci tengono ancora una volta a farci capire di che pasta sono fatti. Da segnalare in questa canzone anche la partecipazione come secondo cantante di Kai Hansen. Le collaborazioni tra i Guardian e Kai sono state frequenti nella storia di entrambi, infatti lo stesso Kursch comparirà come cantante sul disco Land of the Free dei GammaRay e Stauch come iniziale batterista sul side project degli Iron Saviour.

A seguire troviamo la settima traccia Tommyknockers in cui i Guardian schiacciano il piede sulla ritmica, esasperando i toni di batteria e incupendo un po’ il sound per mettere in musica l’omonima opera di Stephen King.
Altair 4 invece rappresenta l’ottava e molto corta traccia. Questo cd spesso sembra più un concentrato di citazioni che un disco vero e proprio, perchè dopo tutte le precedenti in cui si strizzava l’occhio a opere letterarie e non, questa volta a essere musicata è una serie tv di fantascienza degli anni ’50. Non c’è limiti ai mezzi dei Guardian per stupirci.
Penultima traccia è una dirompente The Last Candle in cui il gruppo torna sui terreni a loro più congeniali delle liriche fantasy e mitico è l’intro “Guardian, Guardian, Guardian of the Blind” ripetuto più e più volte che fa da prologo alla canzone vera e propria, potenza pura nel classico stile del gruppo tedesco.
A chiudere le danze questa volta è Run for the Night, una canzone tratta dal primo disco e qui presentata in versione live registrata durante uno dei primi tour dei Guardian in Germania. L’annotazione più doverosa per questa canzone è anche ciò che salta subito alle orecchie durante il primo ascolto di questo brano. La potenza e la velocità della batteria di Stauch sono impressionanti, la canzone inizia, ma quando parte la batteria sembra sommergere quasi completamente il suono degli altri strumenti con la sua potenza.

In definitiva tiriamo le somme di questo terzo disco dei Blind Guardian: otttimo sotto tutti gli aspetti, giunti alla fatidica tappa del terzo disco, che spesso è stato punto di svolta per tanti gruppi, si sono riconfermati uno dei gruppi più importanti della scena metal mondiale. Forse il più potente, anche se meno elaborato di Imaginations from the Other Side, tra i dischi dei Guardian fa sicuramente bella mostra di se sullo scaffale di ogni ascoltatore di power-epic, non disdegnando di essere ascoltato da ogni intenditore di metal.

Tracklist:

01 Traveler in Time
02 Welcome to Dying
03 Weird Dreams
04 Lord of the Rings
05 Goodbye my Friend
06 Lost in the Twilight Hall
07 Tommyknockers
08 Altair 4
09 The Last Candle
10 Run for the Night (live)

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