Recensione: Tämä Ikuinen Talvi

Di Daniele Balestrieri - 21 Novembre 2004 - 0:00
Tämä Ikuinen Talvi
Band: Moonsorrow
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
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77

Nella sterminata e gelida piana del metal finnico, la cui prodigiosa espansione ha visto nascere negli ultimi 6-7 anni band di calibro eccezionale, è facile notare impronte di varia dimensione. Cinque delle impronte più profonde e marcate sono senza dubbio quelle lasciate dalle due grandi menti dei Moonsorrow, che da umili origini hanno scavalcato montagne e valicato fiumi impetuosi, fino a giungere a quel punto in cui si può dominare dall’alto la maggior parte del territorio. Cinque passi: due vicini, Metsä e Tämä Ikuinen Talvi; uno profondo, Suden Uni; uno immerso nel gelo, Voimasta ja Kunniasta e uno stupefacente, Kivenkantaja. In attesa del sesto passo, atteso da tutti come la chiave definitiva della vittoria o della sconfitta, bisogna affrontare un passaggio catartico: onorare di nuovo il vecchio Tämä Ikuinen Talvi, recuperato e trattato nel 2003 come un antico sovrano in decadenza: curato delle proprie malattie, vestito di porpora e presentato al grande pubblico.

“Il reame dell’inverno infinito” affonda le proprie radici nel 1998, con tutte le avvertenze del caso: in quanto arcaico, Tämä Ikuinen Talvi rappresenta un aspetto della band che adesso è andato quasi del tutto perduto. Veloce, aggressivo, melodioso e tumultuoso, questo demo affonda le proprie mani nella grande eredità black norvegese: Satyricon, Emperor, Immortal ed Enslaved emergono a più riprese tra le furiose schitarrate black e le parti melodiche introspettive, che già allora avevano un peso assolutamente preponderante, tanto da irrigidirsi e modularsi definitivamente in quel gioiello di Kivenkantaja. Tuttavia questa non è la solita ristampa di un vecchio demo.

Con Tämä Ikuinen Talvi i Moonsorrow hanno offerto un prodotto completo e completamente rimaneggiato. L’inconveniente principale del demo originario era senza dubbio la linea vocale, la quale è stata completamente riregistrata. Dalle parole di Ville Seponpoika Sorvali, il cantante, si viene quindi a sapere che “in quest’album sono state riarrangiate le voci, i cori di sottofondo, le parti di batteria, il mix, ed è stato consumato il triplo dell’alcool consumato nel 1998.”

Conoscevo già la versione originale di questo demo, e devo ammettere che il lavoro è stato eccellente: hanno tolto quella fastidiosa ovatta che permeava la musicassetta originale, e hanno esaltato la parte vocale di Ville, che pur non essendo un cantante particolarmente virtuoso, è ben amalgamato nell’atmosfera del progetto.

Tämä Ikuinen Talvi si snoda attraverso cinque lunghissime tracce, della durata complessiva di 42 minuti e 24 secondi. Praticamente un full-length CD in piena regola. La prima traccia, della inusuale durata di ben 12 minuti, mostra bene le caratteristiche che avrebbero portato la band, al tempo composta solo dai cugini Ville e Henri Sorvali, al successo clamoroso di Kivenkantaja. Tutto l’amalgama micidiale dello stile Moonsorrow si presenta in grande spolvero, alternando tiratissime parti black metal a rallentamenti melodiosi, articolati con grande immaginativa dal prode Henri “Trollhorn” Sorvali, che orchestra l’intero circo con magnitudine ed epos degni del miglior pagan/viking/epic black. La grande durata delle tracce ha concesso ai cugini di disporre di tutto il tempo necessario per elaborare idee monumentali, purtroppo a volte un po’ confuse vista la relativa inesperienza del duo, mentre a volte si può percepire la scintilla di genio: ecco che da una cavalcatona di due minuti emergono urla di battaglia, che affogano in altri due minuti di assoli di flauti, finché la musica non si blocca di colpo, e riprende la sua feroce corsa con le urla spaventose di Ville, che risentono abbondantemente dell’influenza degli Enslaved e degli Emperor in particolare.

Il tempo, problema fulminante per molte band, non ha rappresentato alcun tipo di restrizione nemmeno nelle tracce successive, che ripresentano la formula riff di tastiera/riff di chitarra/assoli con grande abbondanza e dovizia di particolari. I punti emergenti da tutte e cinque le canzoni sono talmente numerosi che è impossibile enumerarli: basti solo dire che il disco non stanca mai, e la domanda “chissà cosa accadrà al prossimo riff” accompagna l’ascoltatore per tutta la durata del demo, e un disco che mantiene l’attenzione – e il fattore sorpresa – così elevati per tutto questo tempo è sicuramente un disco vincente. Tra urla mostruose, assoli geniali, parti confuse, momenti dialogati tenebrosi, e drammatici crescendo di tensione, l’album concede anche un momento di riposo con la traccia conclusiva, la delicata strumentale Kuun Suru – traduzione finlandese del termine Moonsorrow – portavoce della band e cesura del periodo underground dei cugini più quotati della Finlandia.

Provate ad ascoltarla mentre scende silenziosa la neve: cadrete istantaneamente nell’incantesimo dei Moonsorrow.

A non tutti piace la voce oggettivamente sgraziata di Ville – per cui bisogna partire con un certo bagaglio per poter apprezzare questo Tämä Ikuinen Talvi. La batteria elettronica, sebbene normalmente odiata da tutti, qui non ha un effetto particolarmente distruttivo, anzi si presta al suo sporco dovere con dignità – sebbene chiaramente un batterista umano avrebbe giovato non poco alla riuscita dell’opera. Ma è un demo, e come tale non è propriamente per tutti – i fans dei Moonsorrow lo acquistino senza pensarci un attimo, mentre coloro che non sanno che pesci prendere in questo particolare genere sono invitati ad ascoltare innanzitutto il loro capolavoro Kivenkantaja, e quindi procedere a ritroso calpestando i famosi passi sul ghiaccio, uno dopo l’altro. Uscita intrigante, un piccolo palliativo in attesa di Verisääket, il full length che promette una cavalcata epica di proporzioni smisurate. Il Viking/pagan black metal sta passando un periodo d’oro ultimamente, bisogna ammetterlo. Godiamoci queste piccole meraviglie prima che il mercato si saturi e collassi su se stesso. La palla ora è tutta nel campo della Finlandia, ora che la Svezia ha subito durissimi colpi, e la Norvegia rimane a guardare, come un albero marcescente guarda il tramonto, gettando solo l’ombra del suo antico splendore.

TRACKLIST:

1 – Taistelu Pohjolasta
2 – Vihreällä Valtaistuimella
3 – Talvi
4 – Luopion Veri
5 – Kuun Suru

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