Recensione: Terror for Sale

Di Alberto Fittarelli - 4 Ottobre 2005 - 0:00
Terror for Sale
Etichetta:
Genere:
Anno:2005
Nazione:
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75

Thrash, birra, divertimento e furia cieca: sono gli ingredienti principali di
quello che è uno dei side-project più azzeccati degli ultimi anni. I Terror
2000
hanno come motto il disimpegno totale, il rifiuto di qualsiasi tematica
seria: sono quasi una ‘college band’, se vogliamo guardare all’attitudine,
incattivita come pochi e dotata di qualità tecniche tali da annichilire il 90%
delle death/thrash band europee e non, spuntate come funghi nell’ultimo
decennio.

Ma visto che si parla di disimpegno come di una chiave di lettura
fondamentale per questo gruppo dovete anche considerare che Terror for
Sale
, così come i due album che l’hanno preceduto (se escludiamo un
live decisamente scadente), non è certo uno di quei dischi fatti per cambiare
le regole della musica ed incastonarsi nelle collezioni come cardini
imprescindibili: no, ma ve ne importa qualcosa? Il disco è semplicemente
divertente, leggero: la classica (per loro) componente Kreator velocizzata e
potenziata in chiave swedish; riff diretti e secchi, niente assoli; e delle
vocals che spaziano su un po’ tutto quello che è possibile fare nella musica
estrema: qui sì che Bjorn “Speed” Strid dà il meglio di se stesso,
altro che coi – bolliti? – Soilwork! Growl, screaming isterico, cantati puliti
abbinati al distorto e mai stucchevoli o ammiccanti, per finire su un uso dei
cori tra il thrash e l’hardcore che dà ancora più carica a dei pezzi già fin
troppo vitaminizzati.

La goliardia la fa da padrona ovunque: dai titoli (Mummy Metal for the
Masses
, un titolo decisamente sarcastico, Wrath of the Cookie Monster
e così via) a certi ritornelli (sentitevi la bellissima King Kong Song,
dal bridge in poi), tutto il disco viaggia su un’ironia ed un senso di
divertimento assolutamente coinvolgenti. Quali sono allora le ombre di un album
di questo tipo? E’ facile immaginarlo, si cade in qualche ripetitività ed a
lungo andare l’album, non presentando idee particolari o soluzioni personali,
tende a farsi lasciare da parte; ma lo spirito thrash è tutto qui dentro: un
bel “fuck off” a tutto e tutti, piede sull’acceleratore (e sulla
doppia cassa di Erik Thyselius) e 5 musicisti che si lasciando andare
alla loro vena più scanzonata e, probabilmente, autentica. Divertiti e
divertenti, cercatelo senza troppi dubbi.

Alberto ‘Hellbound’ Fittarelli

Tracklist:

1. Five Star Prison 
2. Metal Mosh Massacre 
3. Cheap Thrills 
4. King Kong Song 
5. Wrath Of The Cookie Monster 
6. Satans Barbecue 
7. Flesh Fever Fiesta 
8. Liquor Saved Me From Sports 
9. Fed Up 
10. Mummy Metal For The Masses 
11. Stattena T(h)rash 
12. Bloody Blues Blaster

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