Recensione: The Choice

Di Antonio Le Pera - 1 Febbraio 2013 - 0:00
The Choice
Band: Secretpath
Etichetta:
Genere:
Anno: 2010
Nazione:
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65

Il panorama del metal estremo italiano, si sa, è ricco di vere perle. Grandi gruppi come Hour Of Penance, Necrodeath, Fleshgod Apocalypse stanno dando un chiaro messaggio alle band più conosciute del resto del mondo: “Qua in Italia spacchiamo culi a suono di blastbeat”.

Ed è proprio di un ottimo, ma ahimè misconosciuto, gruppo italiano che ci apprestiamo a parlare, i cosentini Secretpath. Il combo nasce nell’estate del 2008 per mano del chitarrista Pierluigi “Aries” Ammirata. Il primo approccio discografico da parte della band risale al 2010, con ilo demo “The Choice”. La proposta sonora della band è molto elaborata, poiché unisce al rude black i ritmi complessi del progressive, con l’aggiunta della voce pulita -orientata verso un timbro tenorile-, oltre a quelle in scream e in growl.
Bene, fatte queste premesse, parliamo del demo in esame: “The Choice” si apre con l’esplosiva “The Path”, che propone tutte le originali caratteristiche cui si faceva riferimento in precedenza. A seguire, troviamo “From the Woods of Lilith”, brano decisamente più pesante, che sfrutta all’incirca le stesse soluzioni della prima track, aggiungendovi però una buona dose di velocità. In quest’episodio il lavoro della sezione ritmica, ad opera di Lisa e Francesco, merita un plauso per la varietà e la precisione espresse.
Nella successiva “Nunc Sunt Flores”, la voce pulita del cantante Paolo Ferrante, chiamata ad interpretare un superbo testo latino, si erge maestosamente sul tappeto acustico tessuto da Aries. Articolate intelaiature ritmiche si pongono in apertura della quarta traccia “Still Darkness of the Abyss”: questa penultima traccia guadagna la palma di migliore del lotto, grazie anche alla sua complessa brutalità.
In chiusura trova posto “I’ve Chosen”, che riassume tutte le soluzioni adoperate dai Nostri durante l’album. Il brano si chiude con un arpeggio di chitarra acustica, che va scemando fino al silenzio.

Un ottimo lotto di canzoni, non c’è che dire; ciò nonostante va sottolineata una certa insicurezza da parte della band, che in alcuni casi non riesce a collegare bene tra di loro le parti di alcune canzoni, facendo apparire alcuni passaggi del disco come un collage un poco raffazzonato di suoni. Ovviamente ciò succede molto raramente, visto che comunque si parla di musicisti dotati di una discreta esperienza. Se ci si prende la briga di leggere i testi poi, si scoprirà la natura filosofica di essi: senza dubbio molto curato questo aspetto, quasi quanto il sound.

Ebbene, giunti alla fine di questa recensione possiamo darvi solo un ultimo consiglio: ascoltate questo demo e il successivo “Wanderer”, non ve ne pentirete! E supportate questa band e le molte altre realtà estreme del bel Paese, così che tutto il mondo possa accorgersi che anche in Italia il panorama undergound gode di ottima salute!

Antonio “AbortedTruth” Le Pera

Tracklist:
1. The Path
2. From the Woods of Lilith
3. Nunc Sunt Flores
4. Still Darkness of the Abyss
5. I’ve Chosen

Line up:
Francesco “Storm” Borrelli – Drums
Pierluigi “Aries” Ammirata – Guitar
Paolo Ferrante – Vocals
Lisa Bilotti – Bass

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