Recensione: The Cold

Di Nicola Furlan - 11 Dicembre 2010 - 0:00
The Cold
Etichetta:
Genere:
Anno: 2010
Nazione:
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77

I Flotsam And Jetsam sono noti ai pi per essere stati una di quelle bands, nate a inizio anni ottanta e cio agli albori dell?importante periodo thrash metal, che misero a ferro e fuoco prima gli Stati Uniti poi il Mondo intero.

Gi al tempo essi furono competenti e abili nell?interpretare questo genere. Centinaia e centinaia furono, infatti, i gruppi dediti a queste ispirazioni violente, idealiste e umili. Chi emergeva aveva effettivamente una marcia in pi; senza contare che, oltre al contributo fornito ai Metallica facendo maturare il bassista Jason Newsted, i Nostri influenzarono l’opera di diversi giovani act dell’Arizona. Una su tutti, i Sacred Reich.
Ora, dettagli storici a parte, i cinque danno alla luce, dopo ben ventotto anni dalla nascita, il decimo full-length intitolato ?The Cold?. Il disco non una patetica rentre sulle scene thrash dettata dal ritorno di fiamma che in quest?ultimo lustro sta investendo molteplici pubblicazioni di giovani e vecchi ensemble. La produzione discografica di Eric ?A.K.? Knutson e compagni ha sempre avuto seguito, continuit e coerenza nel corso degli anni, e ?The Cold? ne costituisce l?ennesimo esempio.
Per valutarlo non possibile chiamare in causa i capolavori degli esordi come ?Doomsday For The Deceiver? e ?No Place For Disgrace?, piuttosto che il tecnico e melodico ?When The Storm Comes Down? o l’eclettico ?Drift?. Ciascun disco ha dato segno di una continua evoluzione e, prime releases comprese, il combo statunitense ha toccato i confini dello speed metal, del power, del mosh e del post-thrash. Quindi, dati alla mano (per chi ha avuto voglia, tempo e possibilit di ascoltarne tutta la discografia ?), i Flotsam And Jetsam sono sempre stati una band in evoluzione con una spiccata personalit compositiva. Molto pi di tanti altri colleghi. Non solo. I cinque di Phoenix hanno avuto il coraggio di lasciarsi ispirare da altri artisti non necessariamente bazzicanti l?ambiente del thrash. Basti pensare a quanto sia cambiato il sound a cavallo del 2000, periodo in cui la composizione cominci a prendere una forma pi strutturata; ove le armonie non erano fini a stesse, ma a servizio d’atmosfere introspettive, alternate a episodi veementi e decisi nell?incedere ritmico.

Ecco quindi far capolino lo speed metal ispirato e il post-thrash oscuro di classica ispirazione nevermoriana, invece delle pennellate classicamente thrash o degli stop?n?go filo-mosh newyorkese. In ?The Cold? c? ancora tutto questo, per l’occasione ancor pi enfatizzato nell?essenza grazie ad arrangiamenti ben studiati e soli acidi e inaspettati. Non corretto quindi etichettare il tutto come ordinario thrash metal old-school, se non per la convincente sezione ritmica opera del duo Craig Nielson/Jason Ward. Se si considerano gli arrangiamenti raffinati spesso presenti a livello di ritornello, le melodie e alcuni spunti tecnici, e se si contempla la brillante e teatrale prova al microfono dello storico Knutson, allora la decima fatica dei Flotsam And Jestsam assai difficile da contestualizzare.
Tutto questo non fa che confermare l?unicit di un modo di intendere la musica che ha pochi pari e che pone il combo americano sull?altare del sacrificio per chi non li tollera e sul trono degli allori per chi li adora. E di questo bisogna render atto al quintetto sia per riconoscenza, sia per la coerenza profusa nella sua carriera, iniziata nel lontano 1982.

Nel complesso il disco appagante, multiforme nei ritornelli, fluente nel riffing, slanciato verso la progressivit, equilibrato nelle armonie concepite; nonch dinamico e poco incline alla ridondanza. Per riassumerlo con poche parole, il nuovo dei Flotsam And Jetsam propone qualcosa di nuovo ? sebbene semplice ? ma inusuale. Preso atto dei tempi che corrono, vi pare poco?

Infine un?ultima osservazione circa la produzione, che appare un po’ scarna e mal bilanciata nei volumi delle chitarre ritmiche e, nell?insieme, anche troppo riverberata. Poco male. Questo CD, con i suoi spunti interessanti, rappresenta una ventata di freschezza sulla distesa marea di produzioni che al momento caratterizza l?inarrestabile movimento del thrash metal internazionale.

Nicola Furlan

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Track-list:
1. Hypocrite 4:05
2. Take 4:19
3. The Cold 7:19
4. Black Cloud 4:41
5. Blackened Eyes Staring 4:38
6. Better Off Dead 5:43
7. Falling Short 5:12
8. Always 3:38
9. K.Y.A. 5:26
10. Secret Life 7:03

All tracks 52:04 min. ca.

Line-up:
Eric ?A.K.? Knutson ? Voce
Michael Gilbert ? Chitarra
Mark Simpson ? Chitarra
Jason Ward ? Basso
Craig Nielson ? Batteria

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