Recensione: The Duets Collection – Volume 1

Di Fabio Vellata - 16 Ottobre 2021 - 0:01
The Duets Collection – Volume 1
Etichetta: Frontiers Music
Genere: Hard Rock 
Anno: 2021
Nazione:
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78

Operazione che, come sempre accade in casi analoghi, solleva qualche dubbio sull’effettiva utilità, quello con cui si pone nuovamente alla nostra attenzione il sommo Jeff Scott Soto è una sorta di greatest hits “deluxe”.

Il termine deluxe tuttavia non è questa volta da assumersi sulla base della consueta ridda di bonus, tracce live o inediti d’indubbio valore.
Pensata forse, per una volta, migliore del solito, l’idea è stata quella di far condividere il microfono del grande singer americano ad una pletora di nomi più o meno illustri, alle prese con piacevoli duetti sullo sfondo di alcune delle canzoni migliori tratte dalla vasta discografia di JSS.

Un meccanismo semplice quanto interessante, soprattutto se ben gestito: brani già molto belli di loro, ottengono ancora più fascino quando ingioiellati dall’interpretazione doppia di alcune ugole di grande prestanza e caratura.
Ovviamente è sempre Jeff a comandare ogni singolo movimento, tuttavia i compari schierati a suo supporto molto spesso si rivelano non semplici comprimari ma autentico valore aggiunto per le melodie e le composizioni.
Quasi tutti artisti di casa Frontiers, va detto, a testimonianza inequivocabile di come la label partenopea abbia davvero moltissima qualità da annoverare tra le proprie fila.
Le voci e gl’interpreti, infatti, sono – gioco forza – di alto livello. In caso avverso, sarebbe stato sin banale vederli e sentirli sfigurare al cospetto di quello che – lo ripetiamo da tempo – è a nostro giudizio il miglior cantante di genere hard/melodic rock attualmente attivo.

Nessuno sfigura. Pochi tuttavia ottengono le luci della ribalta.
È il caso – e non avevamo dubbi – di Dino Jelusick, Nathan James e Renan Zonta, astri nascenti di prospettiva assoluta tra le giovani voci rock, alle prese rispettivamente con “Don’t Let it End“, “Believe in Me” e “Colour my XTC“.
Sorprendente si rivela ad ogni modo anche il solidissimo Deen Castronovo nella calda “Coming Home”, insieme a certezze consolidate come Mats Leven, da poco entrato nei Vandenberg e qui davvero notevole in “Again 2be Found” ed Eric Martin (“Mysterious“).

C’è comunque gloria per tutti, pure per il compagno di tante avventure Erik Mårtensson su “Livin’ The Life” e per gli esperti Russell Allen in “Callin’ All Girls” e Johnny Gioeli su “Warrior“.
Parole d’elogio infine anche per il poco noto BJ (“Holding On“) e Alirio Netto (“I’ll Be Waiting“) singer sudamericani che confermano l’attenzione riposta da Frontiers nella ricerca di buoni talenti in quelle zone del pianeta.

Su tutti svetta comunque, al solito, la voce possente e stentorea di Jeff Scott Soto, ideale anfitrione che conduce ospiti ed ascoltatori attraverso le meraviglie di una carriera di grande consistenza ed in continua evoluzione.
Voce perfetta, impeccabile, quasi ultraterrena nella profonda espressività dei colori e nei toni frammisti di sfumature blues, funky e rock.
Non lo scopriamo oggi. Accorgersi tuttavia che, come direbbe il solito amico che va per le spicce, “gli altri sono bravi, ma lui è Soto e alla fine vince sempre”, è un rinnovato piacere che ci fa apprezzare per l’ennesima volta un singer iconico e meravigliosamente espressivo.

Forse il modo migliore per proporre il solito, banalissimo e consunto greatest hits di un artista.
Quello dei duetti è un meccanismo che non ha nulla di troppo originale, ma offre uno sprazzo di gusto aggiuntivo a pezzi già arcinoti, tali da renderli interessanti anche a chi ne ha già contezza da parecchio tempo.
Se poi l’artista è del livello e della storia di Jeff Scott Soto

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80