Recensione: The Inner Circle Of Reality

Di Eugenio Giordano - 27 Giugno 2004 - 0:00
The Inner Circle Of Reality
Band: Time Requiem
Etichetta:
Genere:
Anno: 2004
Nazione:
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65

Secondo platter per i funambolici svedesi Time Requiem, una band che ha fatto della tecnica esecutiva e del virtuosismo estremo la sua bandiera distintiva. I nostri sono autori di un prog metal ambizioso e raffinato che spesso esplode in soluzioni neoclassiche di grande presa su chi ascolta.

I Time Requiem sono nati da una costola dei Majestic, discreta band power neoclassica svedese, e contano sulle performance stellari del chitarrista Magnus Nord e del tastierista Richard Andersson entrambi maestri nell’arte dei loro strumenti e indiscutibili virtuosi. I Time Requiem puntano, se possibile, su un’architettura sonora ancora più azzardata e sperimentale rispetto all’esordio omonimo e riescono a fondere con eleganza lo stile dei primi Symphony X con efficaci melodie neoclassiche dai toni minori e piacevolmente personali. Ogni brano nasconde una doppia anima, se da una parte la band svedese cerca sempre di stupire i suoi supporters con strutture dinamiche di matrice progressiva dall’altra non mancano mai ottimi refrain vocali nei ritornelli che distinguono i pezzi tra di loro e ne definiscono meglio i contorni. Per questa particolare caratteristica i Time Requiem (come direbbe Gene Gnocchi) sono la risposta svedese ai Symphony X di Micheal Romeo, la loro musica si pone in bilico tra power e progressive riuscendo a colpire per eleganza e trasporto. Un’altra caratteristica della band nordica è una vaga presenza malinconica nella loro musica, saranno le armonie, oppure certe soluzioni vocali del bravo Apollo Papathanasio, comunque si percepiscono sempre venature minori che personalmente trovo molto intelligenti ed emozionanti. Rispetto al debutto i nostri hanno deciso di sviluppare maggiormente la loro sezione ritmica puntando su un maggiore dinamismo della batteria. In questo modo il nuovo “The inner circle of reality” si stacca ripetto al monotono drumming veloce del power neoclassico toccando maggiormente l’animo dell’ascoltatore senza perdere in potenza.

Il disco è aperto dall’energia fluida di “Reflections” una ottima prova compositiva che alterna ritmiche crescenti e incalzanti a buoni refrain vocali, il risultato è molto simile a quello di brani come “Evolution” dei già citati Symphony X. La title track è un vero disco nel disco con i suoi undici minuti di durata, le sue strutture decisamente progressive mostrano la preparazione sopraffina dei singoli esecutori pur senza eccedere in passaggi autocelebrativi e sterili esercizi esecutivi. I Time Requiem tornano al dinamismo sfrenato con “Dreams of tomorrow” un esempio chiaro del talento dei nostri svedesi, il brano vive in bilico tra prog e power generando forti contrasti sonori e soluzioni molto interessanti. Più melodica, ma mai apertamente ruffiana, “Attar of roses” propone potenti ritmiche di chitarra alternate ai buoni ritornelli neoclassici dal sapore malinconico. Eccentrica e sperimentale “Definition of insanity” è una composizione veloce dai tratti progressivi, nuovamente emergono le singolari capacità tecniche dei vari strumentisti. Marcatamente power oriented ma mai spudorata nelle sue soluzioni vocali “Quest of a million souls” mostra i Time Requiem alle prese con un sound vigoroso e intelligente che non scade in strutture troppo abusate o già sentite. La conclusiva “Hidden memories” si affida a passaggi progressivi dal forte impatto ritmico che lasciano emergere belle melodie neoclassiche affidate alle tastiere. Lo strumentale “Bach prelude variation” pone fine al disco nella maniera più logica mostrando ancora le doti tecniche della band svedese.

Senza dubbio a molti tra voi non interesserà per nulla un disco come questo ma credo che per i cultori di un certo tipo di progressive, per gli amanti delle contaminazioni neoclassiche, questo nuovo “The inner circle of reality” potrebbe essere una rivelazione, senza dubbio la prova discografica di una validissima band.

1. Reflections 05:53
2. The inner circle of reality 11:40
3. Dreams of tomorrow 07:02
4. Attar of roses 05:34
5. Definiton of insanity 05:36
6. Quest of a million souls 04:54
7. Hidden memories 07:26
8. Bach prelude variations (J.S. Bach) 00:44

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