Recensione: The Involution Philosophy

Di Giuseppe Abazia - 10 Ottobre 2010 - 0:00
The Involution Philosophy
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Genere:
Anno:2010
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80

Avevamo lasciato Bruno Masulli e i suoi Annihilationmancer qualche tempo fa, con l’ottimo Promo ’09 a testimoniare la rinascita di una band con tutte le carte in regola per imporsi come una delle più valide realtà del thrash metal italiano; a distanza di circa un anno, il primo full-length The Involution Philosophy ci riconsegna il combo napoletano più sicuro di sè e più maturo a livello compositivo, caratteristiche che gli permettono di emergere con ancora più decisione e di regalarci circa tre quarti d’ora di musica potente, tecnicamente complessa, suonata con grinta e passione.

Abbiamo sempre a che fare con del thrash metal tecnico dal retrogusto death, ma stavolta la proposta degli Annihilationmancer si presenta ancora più elaborata e ricca di sfumature rispetto al precedente demo, e per avere indizio della poliedricità del loro sound è sufficiente dare uno sguardo al minutaggio delle canzoni, alcune delle quali raggiungono quasi il traguardo del dieci minuti. Tracce così lunghe, d’altra parte, si rivelano essenziali affinchè la varietà e la complessità del songwriting possano trovare pieno sfogo: ognuna delle composizioni, infatti, è in grado di stupire l’ascoltatore con la propria struttura articolata piena di cambi di tempo e dal gusto melodico molto ricercato. Sebbene l’impalcatura sonora degli Annihilationmancer sia costituita dalla potenza dei riff e da una sezione ritmica chirurgicamente precisa (sulla quale torneremo dopo), grande attenzione è stata posta anche nella costruzione di melodie eterogenee e interessanti, giocate sulla varietà delle linee vocali e su di un lavoro di chitarra solista estremamente curato e ispirato. La voce si destreggia ottimamente fra cantato pulito (prevalente) e scream, mentre la chitarra si produce in assoli molto coinvolgenti e non di rado anche molto lunghi, che aggiungono ulteriore varietà al fluire delle canzoni. La sezione ritmica, da parte sua, consta di un basso molto incisivo e pregnante, le cui linee spesso non seguono i riff di chitarra, ma vi si intrecciano costruendo trame proprie; la batteria si distingue per la pulizia dell’esecuzione, ed è sempre in grado di scandire con potenza ed eleganza ogni passaggio. Le canzoni si snodano fra passaggi più veloci dov’è la pura aggressività sonora a prevalere, frangenti in cui è la potenza ritmica del groove a spiccare, sezioni più melodiche, e anche momenti d’introspezione durante quali fa capolino una chitarra acustica molto evocativa; la varietà non manca di certo, e con uno stile così ben calibrato e ricco di sfaccettature non c’è mai pericolo di annoiarsi.

Gli Annihilationmancer hanno confezionato un album che mette in luce sia eccellenti capacità strumentistiche e compositive, sia dedizione genuina per la musica: The Involution Philosophy è stato in grado di capitalizzare ognuno degli aspetti positivi che contraddistinguevano il Promo ’09 e di limarne ognuna delle piccole imperfezioni, così da consentire alla band partenopea di compiere il definitivo salto di qualità e affermarsi con un’identità molto forte. Promozione piena, dunque: questi ragazzi hanno i numeri per diventare uno dei nuovi punti fermi della nostra scena thrash, e meritano tutto il supporto degli appassionati di questo genere.

Giuseppe Abazia

 

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Tracklist

01 – Antimateria (00:32)
02 – Etereo (05:26)
03 – The Involution Philosophy (08:56)
04 – Apolide (09:08)
05 – Impoverishment God Existence (07:46)
06 – Corner Of The Answers (06:17)
07 – Reflected In Her Life (02:58)
08 – Mind Surrounds, The Cavities Of Fear (07:16)

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