Recensione: The Universal Realm
Gli Aedan Sky sono il nuovo progetto di Sebastien Chabot, noto anche per essere il chitarrista e cantante, oltre che principale songwriter, dei francesi Galderia e bassista dei Kingcrown; assieme a lui, come nelle altre due bands, c’è il fido Bob Saliba che canta e si occupa delle parti soliste di chitarra. Questo “The Universal Realm” è il loro debut album che loro stessi definiscono come una “space opera concept album”, dato appunto che c’è una storia che collega tutte le canzoni. A dividere le parti cantate con i due musicisti, rispettivamente nei ruoli dei personaggi Sky ed Aedan, c’è anche l’altro cantante dei Galderia, Thomas Schmitt ad interpretare l’anima di Sky. Non è stato reso noto chi si sarebbe occupato della batteria, dando per scontato che il basso l’ha suonato Saliba o lo stesso Chabot. Ma veniamo alla musica. Se siete fans del power metal, qui avrete ambrosia per i vostri padiglioni auricolari! Mettete assieme i migliori Gamma Ray, aggiungeteci robuste dosi degli Helloween dei primi due Keeper più qualcosa degli stessi Galderia ed avrete il sound degli Aedan Sky.
Già da qui potete comprendere il perché di un voto così alto. Se poi aggiungete che effettivamente la qualità delle varie composizioni è semplicemente superlativa, sia dal punto di vista strumentale che da quello canoro, ma anche per songwriting ed attenzione alle melodie, ecco che tutto diventa più chiaro. Canzoni come la fantastica “Call Of The Universe” (dopo la solita inutilissima intro) sembrano uscite dal periodo d’oro di Kai Hansen, tanto che non sfigurerebbe affatto nei migliori dischi dei Gamma Ray. Ma quello che colpisce in questo disco è la compattezza ed il livello qualitativo semplicemente superiore alla media. Se dovessi citare le mie canzoni preferite, sarei davvero in difficoltà per sceglierle e rischierei di indicare tutta la tracklist; così di getto direi la serratissima “A Kingdom To The Stars”, l’elegante “Beyond The Vortex Of Time” che richiama alla mente anche i migliori Freedom Call, la multiforme “Gate Of Skies” che parte come una ballad per poi trasformarsi in una classica cavalcata power metal,
o la ruffiana “Land Of Paradise”, fino alla dolce conclusiva title-track “The Universal Realm”, ballad per piano e voce. Ma, lo ripeto, qui è tutto l’album ad essere estremamente convincente ed efficace, molto probabilmente quanto di meglio abbia mai partorito la mente artistica di Sebastien Chabot. Inutile girarci ancora a lungo su, questo “The Universal Realm” degli Aedan Sky si candida ad essere uno dei migliori dischi (se non il migliore!) in campo power metal usciti in questo 2025, semplicemente imperdibile!
