Recensione: The Warm Light of Night

Di Lorenzo Bacega - 29 Maggio 2011 - 0:00
The Warm Light of Night
Etichetta:
Genere:
Anno:2010
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
63

La carriera artistica di Salvatore “Salvo” Vecchio, talentuoso chitarrista proveniente dai dintorni di Torino, comincia all’età di quattordici anni, quando, da completo autodidatta, imbraccia per la prima volta una chitarra e inizia a interessarsi al panorama musicale internazionale. Dopo aver registrato un paio di dischi (più un demo) con i prog/power metaller Ivory – nell’ordine il mai pubblicato Prophecy of a Dream, risalente al 2003, l’autoprodotto Atlantis Falls, inciso nel 2007, e il debut album Time for Revenge, dato alla luce appena un anno più tardi – l’axeman piemontese decide, di comune accordo con l’amico tastierista Andrea Marincola, di dedicarsi all’attività solista. The Warm Light of Night, questo il titolo del primo lavoro solista di Salvo Vecchio, viene dato alle stampe sul finire del 2010 dall’etichetta italiana SG Records.

Composto da dieci tracce completamente strumentali (per un minutaggio complessivo che si attesta intorno ai trentaquattro primi di durata), questo The Warm Light of Night rimane legato a coordinate stilistiche a cavallo tra hard rock e heavy metal – con in aggiunta qualche incursione in territori più smaccatamente blues, country e progressive oriented –, per un sound caratterizzato da lunghe divagazioni solistiche, ritmiche dal chiaro sapore hard n’heavy e grandi aperture melodiche. Vero e proprio protagonista del disco può sicuramente essere considerato il mastermind Salvo Vecchio, qui impegnato nella triplice veste di chitarrista, produttore e principale compositore di tutti i brani proposti. Al suo fianco, oltre al tastierista Andrea Marincola (già compagno dello shredder torinese negli Ivory) e al batterista Checco Savuoi, troviamo un grande numero di musicisti ospiti: tra questi possiamo annoverare Cristiano Bertocchi (Labyrinth, Vision Divine), Luca Bernazzi e Luca Chiappara al basso, Gilbert Pot e Sted alle chitarre e Alessio Lucatti (Vision Divine) alle tastiere.
Ancora piuttosto acerbo per quanto riguarda il songwriting, questo The Warm Light of Night ci consegna una manciata di pezzi dall’elevato tasso tecnico e nel complesso ben suonati, ma che purtroppo presentano un paio di limiti strutturali (estremamente evidenti, a onor del vero) sui quali non è proprio possibile soprassedere: i brani qui proposti infatti, pur potendo contare su una vasta gamma di melodie tutto sommato gradevoli, risultano perlopiù fiacchi e privi di mordente, perdendosi di continuo in fraseggi un po’ troppo ripetitivi e non riuscendo a fare presa a dovere sull’ascoltatore. A ciò si aggiunga inoltre una produzione decisamente rivedibile, soprattutto per quanto riguarda un missaggio dei volumi che tende a lasciare in primo piano solamente la chitarra, andando in questo modo a soffocare tutti gli altri strumenti (specialmente batteria e tastiere). Non mancano in ogni caso gli episodi piacevoli: a questo proposito possiamo citare la movimentata Rodeo Over-Drive, canzone dalle sonorità prettamente country caratterizzata da melodie particolarmente azzeccate. Come dimenticare poi la più sperimentale Apophis 2036, brano estremamente fluido e articolato che mette in mostra l’anima più onirica del chitarrista piemontese, mentre invece la sognante Intense Horizons si rivela essere un lento piuttosto suggestivo e complessivamente ben congegnato.

In definitiva, questo The Warm Light of Night è un disco tutto sommato ben suonato e con alcuni pezzi abbastanza riusciti, ma che purtroppo presenta un paio di lacune (talvolta piuttosto evidenti) per ciò che concerne il songwriting: le canzoni proposte in questo lavoro, almeno nella maggior parte dei casi, risultano infatti un po’ troppo piatte, eccessivamente ripetitive e in certi frangenti davvero poco incisive, per un disco che, nonostante uno sfoggio di tecnica complessivamente più che valido, non riesce mai a decollare per davvero. Insomma, un’uscita tutt’altro che entusiasmante questa data alle stampe da Salvo Vecchio, sperando che il prossimo album possa assestarsi su livelli qualitativi decisamente migliori.

Lorenzo “KaiHansen85” Bacega

Discutine sul forum nel topic relativo

Tracklist:
01. Solar Impulse
02. Salvation
03. Seaward
04. Rodeo Over-Drive
05. My Old Wine
06. The Stream Of The River
07. Intense Horizons
08. Dusty Road
09. Apophis 2036
10. Strada Panoramica

Line Up:
Salvo Vecchio – Guitars
Andrea Marincola – Keyboards, Programming
Checco Savuoi – Drums

Luca Bernazzi – Bass on Tracks 2, 6
Cristiano Bertocchi – Bass on Tracks 4, 5
Luca Chiappara – Bass on Tracks 3, 7, 8
Gilbert Pot – Guitars on Track 4
Sted Droetto – Guitars on Track 3
Alessio Lucatti – Keyboards on Track 8

Ultimi album di Salvo Vecchio