Recensione: Under the Flight of Crows

Di Emanuele Calderone - 21 Settembre 2011 - 0:00
Under the Flight of Crows
Band: Moonrise
Etichetta:
Genere:
Anno: 2011
Nazione:
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70

Nati nel 1999 in Veneto, più precisamente a Padova, i Moonrise sono una band ancora relativamente nuova all’interno dell’affollato panorama estremo italiano.

Nonostante, come detto, siano sulle scene da oltre dieci anni, i cinque musicisti arrivano a pubblicare il loro primo album, denominato “Under the Flight of Crows”, solo nel 2011.
Musicalmente i ragazzi di Padova ci regalano un lavoro che si lega, bene o male, alla tradizione svedese del melodic death metal, richiamando molto da vicino le sonorità di metà anni ’90.
Queste parole non debbono però trarre in inganno: malgrado sia chiaro il debito nei confronti dei nomi storici del genere (su tutti i primissimi In Flames, a parere di chi scrive), il quintetto veneto cerca di rendere la propria proposta il più personale possibile, riuscendoci. “Under the Flight of Crows” dimostra infatti come il gruppo tenti costantemente di non suonare banale o scontato, proponendo soluzioni melodiche gradevoli e non troppo derivative.
Tutti i sette brani che compongono il disco si presentano solide e piacevoli, potenti al punto giusto e, soprattutto, arricchite da atmosfere oscure e opprimenti che le distinguono dal resto della scena odierna.
Il riffing rimane serrato per tutta la durata del platter, innalzando un muro sonoro di notevole impatto; ciò nonostante le sei corde non mettono mia da parte la melodia; i due chitarristi Gabriele e Davide si dimostrano abili nel costruire melodie eleganti e di gran gusto. Gusto che non manca neanche nei dosati assoli, che contribuiscono a rendere ancor più appetibili i brani.
Batteria e basso -rispettivamente suonati da Fabio Bacchin e Marco Morandin- disegnano ritmiche quadrate e molto semplici, che donano un andamento lineare alle composizioni. Purtroppo l’unica nota dolente ci è parsa essere la voce: sia lo scream che il growl di Marco, per quanto siano realizzati con una discreta perizia tecnica, non spiccano nel mare di voci death e non riescono ad essere abbastanza incisivi.
Analizzando la tracklist, salta subito all’orecchio un livello qualitativo piuttosto omogeneo: tutti i pezzi si attestano su standard più che sufficienti. Il songwriting fresco e solido permette ai nostri di costruire tracce appassionanti quali “Dressed by Our Dreams”, o ancora la monolitica “Not in this Life”. Non mancano neanche i pezzi più classici tra cui “The Time of the Falling Leaves”, arricchita da interessanti venature thrash.

A influire assai positivamente sul risultato finale ci pensa poi la produzione. Non immaginatevi suoni corposi, ricchi e bombastici oppure puliti e cristallini come è tanto di moda al giorno d’oggi. I ragazzi optano per una produzione “spartana” e volutamente grezza che inasprisce ancor di più la proposta.
Affascinante anche il comparto grafico di questo “Under the Flight of Crows”: la splendida copertina -forse più adatta ad un gruppo gothic, che non ad uno melodic death- gioca su tonalità di grigio, nero e bianco, con punte di rosso, riflettendo, in un certo senso, il mood del platter.

Nonostante qualche piccolo difetto da correggere (su tutti, come già detto, la voce) e nonostante qualche angolo ancora da smussare, i Moonrise riescono a confezionare un dischetto di tutto rispetto, che, ne siamo certi, sarà in grado di far breccia nei cuori di tutti i fan del death melodico di vecchia generazione.
Sperando che i nostri riescano a guadagnare un po’ di esperienza in più e in attesa di nuove notizie, per ora non ci rimane che promuoverli a pieni per il buon lavoro svolto.

Emanuele Calderone

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Tracklist:
01- Under the Flight of Crows
02- Dusk
03- Dressed by Our Dreams
04- My Ruins
05- Not in this Life
06- The Time of the Falling Leaves
07- Save the Morning

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