Recensione: Vnitas Pvritas Existentia

Di Alessandro Marrone - 28 Dicembre 2019 - 0:01
Vnitas Pvritas Existentia
Band: Negator
Etichetta:
Genere: Black 
Anno: 2019
Nazione:
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80

Una incredibile deflagrazione di suono. Ecco come i miei timpani si sentono di descrivere Vnitas Pvritas Existentia, quinto full-lenght dei tedeschi Negator, tornati in studio dopo averci fatto attendere sei anni dal precedente e altrettanto acclamato Gates To The Pantheon. Se anche voi siete soliti avere quel tipico ronzio che sembra viaggiare nella scatola cranica da un orecchio all’altro alla fine di un ascolto a base di ritmi granitici e la straziante voce di un frontman pronto a immolare le proprie corde vocali, trachea, laringe, diaframma e tutto quel che serve, allora questo deve farvi drizzare le antenne. Non è un lavoro che scuote il panorama black metal, ma senza dubbio uno degli album più interessanti, compatti e ispirati dell’ultimo trimestre di questo 2019 che ha davvero regalato tanto al genere più oscuro del metallo pesante che tanto adoriamo.

 

I Negator non sono dei novellini, formatisi nel 2003 per volere del singer Nachtgarm, nella migliore tradizione black hanno vissuto numerosi avvicendamenti per quanto riguarda la sezione strumentale, fatta eccezione per un secondo membro che milita nella band dal 2006, il chitarrista Finnskald. Detto questo è doveroso sottolineare come Vnitas Pvritas Existentia sia un album capace di dividere, non tanto per ciò che rappresenta, perché in questo caso ci si trova di fronte a uno straripante assalto sonoro – reso ancora più violento da una produzione marmorea e che in qualche passaggio orfano di voce, potrebbe quasi suggerire di mettervi al cospetto di un disco death metal – questo in quanto a pulizia dei suoni e precisione in fase di mixaggio. Il nuovo album dei Negator farà la gioia di chi annovera tra le proprie preferenze gruppi del calibro di Satyricon, Dark Funeral, ma anche Behemoth e Marduk. Se qualche mese fa avete avuto modo (e fortuna) di ascoltare il capolavoro Musmahhu (Reign Of The Odious), potreste quasi considerare il disco in questione come un degno secondo in quanto all’atmosfera cupa che viene scaturita sin dai primi secondi di ascolto. Si entra in una cripta buia e polverosa, ma ben presto l’assalto del combo tedesco comincia a infrangere ogni barriera sonora imposta dal buon senso che vuole il volume rigorosamente verso il massimo. Quasi storditi, come se nelle nostre cuffie stesse imperversando un’improvvisa apocalisse, l’omogeneità e la ritualità di alcuni passaggi svolgono un ottimo lavoro nel mettere l’ascoltatore in condizione di avanzare e proseguire verso l’antro più buio della suddetta camera mortuaria.

I 55 minuti di blasfemia teutonica si articolano attraverso dieci brani (di cui uno è una bonus track), nessuna perdita di tempo, ma briciole atmosferiche piazzate esattamente dove possono svolgere al meglio il proprio ruolo di collegamento, dandoci quel pizzico di tempo per prendere fiato e tornare a immergerci in mezzo a quei martelli che sfondano le pareti della tomba in cui questo disco non può ormai più restare. Vnitas Pvritas Existentia suona come un grido di ribellione, un canto di guerra che incita una milizia nera pronta a fare scempio di ogni cosa o essere viventi gli si pari davanti. Non ci sono attimi di incertezza e ascolto dopo ascolto si entra maggiormente in sintonia con un lavoro di grande livello, che come rovescio della medaglia mette a nudo quelle influenze prese dai più anziani portatori dello stesso verbo maligno. Ho riflettuto a lungo a quale album dedicare la mia ultima recensione per l’anno ormai prossimo alla conclusione e in mezzo a svariate decine di alternative, in alcuni casi anche più originali, il nuovo album dei Negator si riconferma come un ascolto fondamentale per un 2019 marchiato a fuoco da un black metal che continua ad allargare i propri confini e abbracciare sempre nuove contaminazioni. Nel caso di Vnitas Pvritas Existentia abbiamo a che fare con un solidissimo compendio di black tradizionale, radicato nella voglia di non girare attorno a chissà quali atmosfere o chissà quali altrettanto valide varianti sul tema del nero metallo. Alle volte, ciò di cui abbiamo bisogno è proprio di tornare alle origini e toccare quei tasti che hanno fatto nascere in noi la passione per questo lato oscuro della musica e Vnitas sa come concretizzare tutto questo.

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