Recensione: Wishmaster

Di Enzo - 23 Marzo 2002 - 0:00
Wishmaster
Etichetta:
Genere:
Anno:2002
Nazione:
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68

I Fire Makers sono una giovane band italiana che suona un heavy metal prettamente anni 80 molto influenzato da band come gli
Iron Maiden, anzi, proprio quest’ultimi sembrano essere la band a cui i nostrani Fire Makers si ispirano più di ogni altra cosa.

Questo loro primo demo parte con la title track Wishmaster, ho subito impressioni più che buone sia sul livello
compisitivo che tecnico del gruppo. La canzone scorre via veloce e senza annoiare, un heavy metal suonato con la giusta perizia
tecnica. La voce del del singer è, certo, ampiamente migliorabile, ma credo sia penalizzata anche dalla produzione che, ovviamente,
è qualitativamente a livelli abbastanza bassi. Ma è anche normale per un demo e per una band emergente. Sorvoliamo quindi sulla
produzione e passiamo all’analisi della seconda traccia dal titolo di per se già molto affascinante, Aragorn, che riporta alla
mente fantastici scenari. E’ forse il brano più riuscito del lotto, il dolce inizio arpeggiato ricorda moltissimo (forse troppo) l’inizio di
Children Of The Damned dei maestri Maiden. Tuttavia la linea melodica denota buone capacità compositive e rafforza le mie idee
sulla validità dei Fire Makers. L’assolo è ottimo, forse il più bello del lotto, il chitarrista Cicognani sembra davvero
all’altezza della situazione. Buono il lavoro alla batteria seppur non pienamente apprezzabile vista la qualità di produzione. Il refrain
è ottimo, orecchiabile e di sicura presa sull’ascoltatore con le sue venature che in alcuni tratti sfiorano quell’epic tipicamente 80iano
che è tanto caro ad ogni defender che si rispetti. Il demo si chiude con la più che discreta Gods & Dogs, dove ancora una
volta mi stupisce per le qualità degli assoli. I riff sono molto pesanti, ed il muro sonoro chitarristico assicura una buona sensazione
di potenza, l’atmosfera tipicamente eighty è resa davvero bene grazie ad una costruzione strumentale buona e a linee melodiche
varie e mai noiose. La produzione anche se negativa rende tuttavia questo lavoro molto grezzo ed esalta le qualità della band,
amplificando quel clima tipicamente “80”, quindi non ogni male viene per nuocere (almeno la prima volta).

I testi
trattano, attraverso varie “ambientazioni”, la lotta del bene contro il male. In conclusione non posso che promuovere questo
Wishmaster sperando che band come i Fire Makers trovino e facciano
quel salto di qualità che permetterà loro di emergere dalla scena underground. Mi aspetto per il prossimo lavoro una produzione
molto molto migliore, perchè i mali solo la prima volta non vengono per nuocere.

Per contatti:
firemakers@hotmail.com

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