Intervista Zeal & Ardor (Manuel Gagneux)

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Intervista Zeal & Ardor (Manuel Gagneux)

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Poche ore dopo un'incredibile performance al Graspop, dopo un concerto che ha richiamato un vasto pubblico sotto il tendone del Metal Dome, abbiamo incontrato il mastermind degli Zeal & ArdorManuel Gagneux, (in compagnia di un paio di compagni di band) con cui abbiamo parlato del nuovo album "Stranger Fruit", della band in generale e di altro ancora.

Intervista a cura di Davide Sciaky

 

Ciao Manuel, come stai?

Bene, molto felice, questo è stato uno dei migliori pubblici per cui abbiamo mai avuto il piacere di suonare.

 

Sì, non ero sicuro di cosa aspettarmi in termini di affluenza, ma il tendone era strapieno, vi aspettavate qualcosa del genere?

Alle due di pomeriggio? [Ride] No, mai, pensavamo che sarebbe stato abbastanza vuoto, ma siamo felici di come sono andate le cose [ride], una bella sorpresa!

 

Il vostro nuovo album, “Stranger Fruit”, è uscito un paio di settimane fa. Cominciamo a parlare proprio del titolo, fa riferimento alla canzone di Billie Holiday ‘Strange Fruit’, una canzone che parla dei linciaggi degli Afro Americani che avvenivano quando il pezzo è stato scritto. Perché questo titolo per l’album?

A causa di quello che sta succedendo oggi negli Stati Uniti, penso che fare la musica che faccio io e non parlare di ciò, o almeno mettere qualche riferimento, sarebbe stato sciocco.

 

L’album è il primo da quando siete diventati una band completa, ma nonostante ciò l’hai di nuovo registrato da solo con l’aiuto di Marco Von Allmen alla batteria, come mai?

Manuel: E’ semplicemente più facile, ci vorrebbe più tempo…per esempio, Tiziano, l’altro chitarrista dovrebbe essere lì e gli direi, “Okay Tiz, suona questo”, e lui dovrebbe suonarlo, poi magari direi, “Ah no, in realtà è così” …è semplicemente più facile fare così.

Denix Wagner: E penso che se sapessi suonare la batteria registreresti pure quella da solo.

Manuel: Ma non sono capace [ride].

Denix Wagner: Ma se potessi probabilmente registreresti pure quella.

Manuel: Non so…[ride] lui è piuttosto bravo, anche se fossi capace probabilmente lo chiamerei lo stesso [ride].

 

La tua musica è stata molto lodata per la sua originalità, è difficile scrivere musica che sostanzialmente non ha precedenti su cui basarti?

No, perché se facessi musica diversa avrei paura di essere confrontato con altri, in questo modo posso fare musica che terribile che però, dato che è nuova…[ride] posso farla franca.

 

Tornando indietro di qualche anno, ho letto che la band è nata su 4chan quando hai letto del suggerimento di un utente che parlava di mischiare Black Metal e musica Spiritual; hai iniziato questo progetto come una sorta di sfida intellettuale o l’hai pensata fin dall’inizio come una vera band?

No, era semplicemente una specie di sfida, all’epoca mi annoiavo e accettavo queste sfide di unire due generi…sì, ho registrato 30 o 40 canzoni diverse, erano tutte una merda [ride], questa suonava decente e ho continuato con questo genere.

 

Quanto tempo ci è voluto perché decidessi di farla diventare una vera band, di continuare a far musica in quello stile?

Manuel: In realtà ho registrato un EP, l’ho caricato su Bandcamp e pensavo che fosse finita lì.
Poi mi hanno chiesto di suonare al Roadburn e ho pensato che, sai, andare lì e schiacciare play sul computer sarebbe stato uno show veramente terribile [ride], quindi ho chiesto a questi pazzi di venire come me.

Denix Wagner: Sì, un giorno l’ho visto e mi ha chiesto, “Sai, ho questo nuovo progetto musicale, vuoi farne parte?”.
Ho detto che ci avrei pensato, magari avrei avuto tempo, e dopo un po’ è tornato e mi fa, “Sai, abbiamo questo show al Roadburn, se vuoi venire…il posto è ancora disponibile, quindi…” [ride].

 

Da dove viene il nome Zeal & Ardor?

Ho tradotto un testo tedesco in inglese e mi sono trovato davanti a queste due parole…era quando Google Translate funzionava abbastanza male, quindi…entrambe le parole hanno connotazioni Cristiane, le puoi trovare giusto in un sermone o nella Bibbia.
La mia idea era che qualcuno leggendo la Bibbia potrebbe pensare, “Oh, cosa vogliono dire queste parole?”, andrebbe a cercare su Google e si troverebbe la mia musicaccia [ride], questa è l’idea.

Non molto tempo dopo che hai pubblicato le prime canzoni il progetto è davvero decollato e molti, sia tra i critici che tra i fan, hanno cominciato a parlarne bene; quando è che ti sei reso conto che la gente si stava appassionando alla tua musica?

Penso che il vero momento rivelatorio sia stato quando un giornalista di Vice negli Stati Uniti ha scritto di noi, poi poco tempo dopo anche Rolling Stone ha scritto un articolo su di noi.
In quel momento ho pensato, “Okay, forse questa non è solo una sfida intellettuale, potrebbe diventare qualcosa di davvero interessante”.

 

Nella musica Spiritual i temi Cristiani hanno un ruolo centrale, ma con i testi di Zeal & Ardor ovviamente vai nella direzione opposta; qual è il tuo rapporto con religione e spiritualità?

Sono cresciuto ateo, ma dato che la spiritualità e la religione sono una parte così grande della vita di molte persone mi hanno sempre affascinato; sono un po’ come una storiella per me, direi.

 

Non tutte le canzoni però vanno in questa direzione “satanica”, in particolare nell’ultimo album mi pare che tu ti muova anche verso una sorta di critica sociale; mi puoi parlare di questi altri testi?

Sì, per me era importante parlare della situazione di oggi, ma senza che la musica ne soffrisse perché non c’è cosa peggiore di avere un buon messaggio politico ma musica di merda [ride], uccide il messaggio, quindi sono stato molto esitante a riguardo.
Ma se vuoi leggerci un significato, è possibile.

 

Recentemente avete fatto notizia quando otto persone si sono fatte marchiare a fuoco con il vostro logo ad un vostro show. Come ti è venuta l’idea, qual è stato il pensiero dietro?

Nel Satanismo moderno uno dei concetti principali è, “Non seguire la gente ciecamente”, e penso che oggi nella musica molti siano più interessati ai musicisti che alla musica, quindi questo è stato una sorta di esperimento sociale che…è andato troppo oltre otto volte [ride a lungo].

 

Si sono fatti marchiare tutti e otto allo stesso show?

No…uno di loro, tra l’altro, è il nostro chitarrista…e la sua ragazza [ride].

 

Non so se l’hai visto o se te l’hanno detto, ma ieri sera durante il concerto dei Guns N’ Roses Slash indossava una maglietta di Zeal & Ardor…

Un giorno metteremo noi una sua maglietta come ringraziamento [ride].

Sì, direi che la sua band ha del potenziale, magari un giorno potrebbero sfondare.

Sì [ride].

…come ti fa sentire avere Slash che si mette quella maglietta?

Sai, conosco Slash, siamo usciti a cazzeggiare una volta…immagino che non avesse altre magliette intorno.
È particolare ovviamente, un Dio del Rock che indossa la tua maglietta, è strano.

 

Per quanto riguarda il futuro, dove vorresti e speri di arrivare con la band? Voglio dire, vorresti sfondare nel mainstream e suonare negli stadi, preferiresti rimanere nell’underground…?

Non lo so amico, se c’è una cosa che so è che non so cosa succederà con questa musica.
Ho una carriera costruita sul non sapere cosa sta succedendo [ride], quindi penso che non sarebbe una buona idea cominciare a fare grandi piani.
Penso che continueremo a suonare concerti perché ci piace un sacco farlo, e cercheremo di sopravvivere a quest’anno, piccoli passi [ride].