Recensione libro: Il Negromante del Rock (La biografia di Steve Sylvester dei Death SS)

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Recensione libro: Il Negromante del Rock (La biografia di Steve Sylvester dei Death SS)

IL NEGROMANTE DEL ROCK

La biografia di Steve Sylvester

con Gianni Della Cioppa

220 pagine – CRAC Edizioni – Euro 15,00

http://edizionicrac.blogspot.com/

www.myspace.com/edizionicrac

edizioni crac@gmail.com

La mia iniziazione ai Death SS nasce da lontano, precisamente nel dicembre di esattamente trent’anni fa. L’allora Loro primo articolo in assoluto pubblicato all’interno della bibbia Rockerilla – numero 19 – fa sapere al mondo metallico tutto di marca tricolore che in quel di Pesaro esiste un combo minaccioso, unico, che di certo non va per il sottile a livello di tematiche pericolose trattate. Leader del gruppo tale S.S. – da notare che nello scritto non verrà mai menzionato né il nome né lo pseudonimo del cantante e fondatore Steve Sylvester – insieme con Paul Chain, chitarrista. A corredo foto inequivocabile, la Loro, cimiteriale quanto basta per solleticare l’interesse e la curiosità dei metalhead del periodo.

Di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta, da quella fine anno 1981 e i Death SS hanno marcato a fuoco la storia dell’HM italiano per tre decenni a suon di Horror Rock e dintorni. Storie, dischi e leggende metropolitane ne hanno accompagnato il nero cammino e oggi, finalmente, S.S. si è deciso a vuotare il sacco per sempre riguardo i primi anni del gruppo maledetto per antonomasia, servendosi della competente penna del giornalista Gianni Della Cioppa.

E’ infatti disponibile per CRAC Edizioni IL NEGROMANTE DEL ROCK: la biografia di Steve Sylvester, un libro di 220 pagine formato 13x21.

 

IL NEGROMANTE DEL ROCK

 

Dopo le prefazioni di Carlo Lucarelli e Marco Manetti (Manetti Bros.) l’opera si impenna fin da subito scomodando il trapassato remoto del bimbo Stefano Silvestri, colui che diverrà nel giro di qualche anno una delle icone – se non l’icona assoluta – dell’heavy metal italiano. Il racconto si sviluppa fra molte foto inedite e una grafica accattivante, degna di un Signore delle Tenebre di cotanta portata. La forza del Negromante del Rock risiede nel fatto che il leader dei Death SS si mette davvero a nudo, così come ben evidenziato nella discutibile copertina, sciorinando storie e aneddoti come se fosse in tranche agonistica da concerto, tanto è il trasporto che il protagonista mette nella narrazione, che viene dispensata abbinata a una cura maniacale per la riproduzione dei particolari legati ai vari momenti, tenendo fede e onorando il sempre presente principio del value for money. Dalla Sua anche dei moti di pentimento riguardo certi comportamenti passati a testimoniare la vocazione di “libro aperto” data alle 220 pagine del lavoro.    

Si scopre così che in moltissime occasioni le leggende circolate sui Death SS si rifanno a fatti veramente accaduti, quindi profanazione di cimiteri, agghiacciante sesso di gruppo all’interno di ossari, sale prove assimilabili a cripte e concerti a base di carne di animale ammalorata gettata verso il pubblico, direttamente estratta da una bara depositata a centro palco piena di frattaglie immonde putrefatte. Dietro tutte queste solari storielle vengono narrati i presupposti, gli aneddoti e inevitabilmente le chicche scorrono a fiumi.   

L’universo Death SS, tra addetti ai lavori e musicisti, annovera tre morti e un occhio perso durante un rituale, mica scherzi o noccioline. Molto interessanti gli spaccati nei quali vengono tratteggiati dei personaggi senza i quali, bene o male, i Death SS non sarebbero divenuti quelli che conosciamo oggi. Quindi la bella, solare e disinibita Milena, della quale viene riportata una ben riuscita foto mentre è distesa sulla spiaggia di Pesaro, l’estro e la dannazione di Aldo Polverari, poi l’antagonista Sanctis Ghoram e il misterioso Mago di Orciano, solo per citarne quattro.  

Di tanto in tanto, a supporto del racconto, si trovano degli incisi dai titoli ben precisi con un inizio e una fine che sviluppano un concetto piuttosto che chiarificano la visione del protagonista rispetto a un particolare argomento. In questo senso spiccano sicuramente le tre pagine ove Steve Sylvester dice la Sua riguardo i tipi di droga da lui stesso provati nella vita.

Si chiude al 5 giugno 1987, data nella quale la band formato Paul Chain/Sanctis Ghoram suona quello che viene annunciato come l’ultimo show dei Death SS. Venutolo a sapere, Steve Sylvester si mobilita, raggiunge la località del concerto e…  

Appendice particolarmente ricca, con interviste agli ex Death SS Franco “Thomas Chaste” Caforio, Danny Hughes, Claud Galley e Andrea “Thomas Hand Chaste” Vianelli. Imperdibile e incredibile la chiacchierata con “il mortoPaul Chain, come le altre priva di qualsiasi tipo di censura anche quando le versioni dei fatti raccontati cozzano con quanto dichiarato da Steve Sylvester, protagonista di una conversazione a chiudere il capitolo di ben tredici pagine fra domande e risposte.

Ultimi in scaletta la discografia, i progetti paralleli, le collaborazioni e il fumetto dedicato al gruppo.

IL NEGROMANTE DEL ROCK è libro ben fatto che costituisce autentica manna dal cielo per i fan dei Death SS e nello stesso tempo racconta senza inibizioni di sorta una delle più interessanti favole dello scibile Rock italiano,   "perché tutto avrà fine con la morte di S.S."   , così come scritto su Rockerilla numero 19 del dicembre 1981..  
 

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti