Soulhealer (Sami Mikkonen)

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Soulhealer (Sami Mikkonen)

...con questa band vogliamo arrivare il più lontano possibile. Ma facendolo però alla nostra maniera, con la nostra musica e senza scendere a compromessi...

(Sami Mikkonen)

 

Scoprire qualche nuovo talento: un piacere, prima di tutto.
Al di la dei grandi nomi ad effetto, è gradevole poter dare voce anche a qualche nuova realtà minore, capace di poter suscitare sicuro interesse tra le torme di appassionati e famelici degustatori di sonorità metal.
C’è un mondo da scoprire là fuori, direbbe un vecchio saggio: ed è peregrinando per la terra dei mille laghi (o potremmo forse definirla, “delle mille band”), che ci siamo imbattuti nei cordiali Soulhealer, gioviale e non più giovanissimo quintetto finlandese, fresco autore di “Chasing The Dream”, un balsamo imperdibile per i fan del classicume assortito che spazia tra Iron Maiden, Scorpions, Judas Priest ed Accept…

Realtà di culto o futuro gruppo di punta? Lo scopriremo. Nel frattempo siamo lieti di potervi portare al cospetto di questa interessante realtà heavy, il cui portavoce e chitarrista, Sami Mikkonen, pare avere realmente le idee chiare…

Buona lettura!


Intervista raccolta da Fabio Vellata

 

Ciao Sami! Il vostro disco ci ha positivamente colpiti e siamo pertanto molto lieti di aver colto l’opportunità di questa chiacchierata. Benvenuto su Truemetal!

Ciao Fabio! E grazie davvero per averci dato questa opportunità: è davvero un piacere, credimi!

Partiamo subito con una domanda semplice semplice. “Chasing The Dream” è il vostro secondo album: Sami, direttamente dalla tua voce, quali sono secondo te le maggiori differenze rispetto al suo predecessore?

Ti dirò, non ce ne sono moltissime. L’unica vera differenza risiede nel fatto che ora siamo un po’ più maturi sia come band, sia come musicisti.
Sappiamo molto meglio cosa desideriamo ottenere e come fare per arrivarci. C’è ad ogni modo una sorta di filo conduttore nel nuovo album, come se i pezzi fossero collegati molto meglio tra di loro…

Senza dubbio alla vostra crescita avranno contribuito anche le esperienze precedenti…

Hehehe…ad essere onesti, questa è proprio la primissima volta in cui lavoriamo con una label alle spalle, nonostante l’età media dei membri della band non sia giovanissima, aspetto che può comunque aver inciso sul modo in cui lavoriamo.
È comunque sempre tutto una somma di te stesso mediato con l’apporto degli altri componenti: è molto difficile dire quanto abbiano contribuito le nostre “esperienze”, per quanto minime.
Ma è sicuro che un certo lo peso lo assumano di certo…

Una curiosità. Qual’è la storia del vostro moniker e chi è il Soulhealer (il guaritore dell’anima NdA)?

Oh, semplicemente avevamo bisogno di un nome nel momento in cui progettavamo di mettere su il gruppo. Hai presente?
Stavamo disquisendo su qualche idea io e Teemu e ricordo che eravamo al telefono. Considerammo che molte band di successo hanno ottenuto il proprio nome dal titolo di qualche canzone famosa…
Ed eravamo convinti che il nostro moniker dovesse essere composto da due termini. Ci venne quindi in mente la celebre Soul Stealer dei Badlands e ci eravamo quasi…a quel punto abbiamo combinato le due parole…ma qualcosa ancora non andava…
Abbiamo cambiato Stealer con Healer ed ecco fatto!
Nessun mistero particolare insomma…

Di conseguenza, quali sono gli argomenti con i quali vi sentite maggiormente a vostro agio? Qualche connessione con la pittoresca immagine di copertina?

Humm…vita e relazioni interpersonali in generale…E ad essere onesti, sarei in enorme difficoltà nello scrivere canzoni che trattano di fantasy o roba del genere. Non che ci sia nulla di sbagliato in essi, ma non è proprio il nostro stile, capisci?
Ci sono senza dubbio alcune correlazioni tra i testi e l’immagine di copertina, soprattutto con la title track del disco.
La nebbia, la palla di cristallo…come se il teschio della cover ti invitasse ad esplorare i suoi sogni…tutto cose molto vicine all’idea di “inseguire un sogno” (“Chasing A Dream” NdA). Almeno, secondo il mio pensiero…
E aggiungo, artwork di gran classe da parte di Timo Würz per come la vedo!


E chi si occupa di scrivere proprio i testi?

Io e Teemu più di tutti. O meglio, io e Teemu e basta. Come già ti dicevo, i brani si incentrano su vita, relazioni umane ed argomenti molto terreni.
E per precedere una tua domanda che sono sicuro mi farai, tutto sommato, non ci sono pezzi che rivestano per me un significato speciale…tengo a tutti in ugual misura. Diverso il discorso per il disco precedente: lì c’era un brano intitolato “The Real Me” in cui davvero la mettevo sul personale.
Ma in questo nuovo cd non c’è nulla di troppo introspettivo…

Sono poi diverse le sfumature del vostro sound, tutte però improntate alla classicità. Irons, Judas Priest, Running Wild, Crimson Glory…
Chi più di altri avete amato al punto da indurvi a fare i musicisti ?


Diciamola tutta: senza i Maiden, questa band non sarebbe mai esistita.
Sono l’unica vera influenza della nostra musica: ad oggi, ci sono quattro grandissimi fan degli Iron in questo gruppo!
Quando abbiamo messo insieme la band, abbiamo in realtà cercato di tenerci quanto possibile lontani da riferimenti troppo ovvi…ma non ci possiamo fare assolutamente nulla: i Maiden sono nel nostro DNA! Ahahahahah!
 
Come vi siete trovati in studio questa volta?

In modo molto, molto rilassato. Le tracce base e la gran parte delle basi di batteria sono “scese” con molta facilità nel giro di pochi giorni ed il resto è venuto praticamente da se.
Devo dire che questo modo di lavorare disteso ci si confà parecchio e credo lo assumeremo come modus operandi permanente!

Siete soddisfatti della promozione che vi ha offerto una piccola ma agguerrita label come Pure Legend Records?

Credo sia una buona sistemazione: sinora hanno gestito tutto molto bene e non credo cambieremo in futuro. È molto facile dialogare con loro e ad essere onesti, siamo sempre ansiosi di avere tutto sotto controllo: una caratteristica che pare abbiano compreso alla perfezione! E noi non possiamo che esserne soddisfatti…

Come siete venuti in contatto?

Tutto merito del nostro manager tedesco Tommy Schmelz che ha avviato i primi abboccamenti ed ha imbastito tutte le trattative per noi…

Il disco è fuori più o meno da un mese…come sta andando?

Beh, le recensioni sono state per lo più positive, talvolta a dei livelli inattesi.
La cosa più singolare è che il secondo album non era preceduto dal fattore sorpresa che era stato del primo: difficile, insomma, sorprendere quando il pubblico ti ha gia in qualche modo conosciuto, no?
Parlando poi con fan ed amici, ho avuto l’impressione che il disco sia stato davvero gradito, da alcuni addirittura “amato”.
Possiamo dire, per farla breve, che le reazioni sono state eccellenti!

Il vostro è un percorso iniziato da poco, giacché siete solo al secondo album in carriera. Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissi con il progetto Soulhealer?
Vi accontentate di esserci, o mirate a qualcosa di decisamente più “elevato”?


Vedi, questa è una domanda che ci viene posta abbastanza spesso ed alla quale ho sempre molti problemi a rispondere. Ma ci provo comunque,
Voglio dire, ovviamente desideriamo essere una buona band. Ma non una grande band: di quello non ci importa granché, dopo tutto.
Vogliamo andare avanti a fare quello che ci viene meglio, senza patemi o ingerenze, alla nostra maniera, scrivendo musica e suonando dal vivo. Per arrivare ad essere del tutto indipendenti, è però necessario crescere ancora un po’ e diventare più conosciuti, vendere più cd e raggiungere molti fan.
Allo stesso modo, vorremmo poterlo fare anche qualora nessuno acquistasse un singolo disco, ma è normale: è tutto più facile se hai un qualche tipo di nome…insomma è in ciclo che si alimenta da sé…

Non abbiamo grandi aspettative in merito all’industria musicale o al diventare grandi e famosi, ma va da se che, comunque, nemmeno dovresti metterti a far musica se non hai neppure un minimo di ambizione ed obiettivi.
Insomma, se non avessimo intenzione di evolverci e progredire verso qualche successo, sarebbe superfluo proseguire e potremmo semplicemente restare come eravamo agli inizi, suonando le stesse cover ogni sabato al pub del nostro paese.
E non ci sarebbe nemmeno nulla di male…

Tutto questo discorso un po’ contorto per una conclusione alla fine semplice: con questa band vogliamo arrivare il più lontano possibile. Ma facendolo però alla nostra maniera, con la nostra musica e senza scendere a compromessi.
Spero di averti fatto capire il punto preciso del mio pensiero…

Certo è che siete comunque agevolati: la scena metal in Finlandia è densissima!

Oh caro mio, altroché! Qui ci sono davvero tantissime band metal!
Credo sia dovuto a qualcosa che mangiamo o nell’aria, ahahah!
È un fenomeno globale di cui la Finlandia è uno dei “sintomi” più evidenti!

Qualche gruppo da segnalarci?

Humm…i primi che mi sovvengono sono i nostri amici di Kajaani D-Cayed, un gruppo da tener d’occhio. E poi i Block Buster di Kuopio, altra band deliziosa!

Prima di chiudere, il classico giochino in stile test.
Forza, citami le tue tre influenze principali, le tue tre band preferite e i tuoi tre album “di sempre”!


È facile!

Iron Maiden, Scorpions e Accept le tre influenze…
Iron Maiden, Scorpions e Accept (I primi saranno lì per sempre), I nostri preferiti…
Ed i tre album, beh, “Seventh Son of a Seventh Son” dei Maiden, “Love At First Sting” degli Scorpions e poi, direi “Metal Heart” degli Accept!

Direi che abbiamo concluso Sami…

Fabio davvero tantissimi grazie per averci intervistato!
Passa una grandissima estate ascoltando buona musica e chissà, anche qualche canzone dei Soulhealer!
Ai lettori di Truemetal consiglio di provare il nostro cd, se ancora non ne hanno avuto occasione, contattandoci anche direttamente!
Stay metal, stay safe e a presto!

 

 

Fabio Vellata

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