Recensione: Battlecry

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Dopo l’ottimo debutto Horns Of Silence, ecco tornare sulla scena i bergamaschi Spellblast con un nuovo album totalmente autoprodotto intitolato Battlecry. L’ingresso in line-up alla batteria di Edo Sala porta alla band un importante valore aggiunto per quanto riguarda il sound che si fa decisamente più potente ed epico. Non mancano gli inserti folk che hanno portato alla notorietà il disco precedente: per questo nuovo lavoro, i nostri si sono avvalsi della collaborazione dei colleghi Folkstone che, per l’occasione, hanno prestato le proprie cornamuse arricchendo ulteriormente l’atmosfera.
Il risultato finale è sorprendente: un sound fresco e coinvolgente che accompagna l’ascoltatore in un concept ispirato alla mitologia norrena, attraverso epiche battaglie tra bene e male, luce e tenebra. Il classico power metal degli esordi assume quindi sfumature più heavy/epic e la sensazione finale trasmessa è che gli Spellblast abbiano finalmente trovato la strada giusta da percorrere.

Per l’apertura delle danze viene incaricata Cold Wind Of Death brano cadenzato e grintoso, supportato da un delizioso sottofondo di violini che immediatamente rendono folkeggiante l’atmosfera, a cui fa seguito una possente Drinkin’ With The Gods, canzone dal tiro aggressivo in cui la band mostra gli artigli, spaziando tra strofe veloci e intermezzi orchestrali di gran classe.
Segue History Of A Siege: Heroes, brano suddiviso in due episodi, in cui il cantante Jonathan Spagnuolo viene affiancato dall’ospite d’eccezione Fabio Lione che, come ormai ha abituato il pubblico che lo segue, non delude mai le aspettative, arricchendo con la propria voce questo pezzo da novanta che può considerarsi tranquillamente uno dei migliori brani di questo album: velocità, grinta e melodia sfociano in un ritornello epico che rimane impresso nella mente dopo pochissimi ascolti.
Le canzoni scorrono piacevolmente una dopo l’altra e con Soldiers’ Angels finalmente possiamo apprezzare a pieno il contributo delle cornamuse dei Folkstone: un ritornello epico e un refrain trascinante rendono questo brano esaltante come una scarica di adrenalina, ma allo stesso tempo mai esagerato o troppo pretenzioso. Buona la veloce Raid Day, brano tirato che mette in risalto molto bene la sezione ritmica di batteria a opera della new entry Edo Sala.
È il momento quindi della seconda parte di History Of A Siege ovvero History Of A Siege: Slaughter, in cui vediamo nuovamente in campo la voce di Fabio Lione che insieme a Spagnuolo forma una coppia esplosiva e la canzone non fa che guadagnarne sia in carisma, sia in potenza.
Non c’è un attimo di tregua perché subito a raffica vengono proposte una sognante Northern Star e una prorompente Brave And Fierce che anticipano la coppia di brani che andranno a chiudere questo ottimo Battlecry: Command Charge e la titletrack Battlecry, due pezzi dal groove travolgente che uniscono con sapienza inserti folk e classici estratti heavy.

Questo Battlecry è un lavoro maturo e suonato in maniera impeccabile che si avvale di una produzione eccellente, particolare non scontato quando si parla di un disco totalmente autoprodotto da una band. Non resta che attendere il degno successore di questo album che sicuramente non deluderà le aspettative di tutta la schiera di fan che gli Spellblast hanno saputo conquistare in questi primi anni di carriera.

Stefano “Elrond” Vianello

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Tracklist:
1. Cold Wind Of Death
2. Drinkin' With The Gods
3. History Of A Siege - Heroes
4. Path On The Sea
5. Ragnarok (Dream Of The End)
6. Soldiers' Angels
7. Raid Day
8. History Of A Siege - Slaughter
9. Northern Star
10. Brave And Fierce
11. Command Charge
12. Battlecry

Line-up:
Jonathan Spagnuolo (Vocals)
Luca Arzuffi (Guitar)
Claudio Arsuffi (Guitar)
Xavier Rota (Bass Guitar)
Ivan Dellamorte (Keyboards, Vocals)
Edo Sala (Drums)

 
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