Recensione: Bleeding Out

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Gli Enime nascono in Canada nel 2014 da un’idea del chitarrista e compositore Stef Forget, stimatore della Old School Trash ed Hardcore Punk.

La band comincia a prendere corpo con l’entrata del vocalist Graham ‘Gray’ Henson, influenzato dal Metal anni ’90 e dai suoi stili più moderni, che si occupa di scrivere i testi, e si completa, tra il 2015 ed il 2016, con il bassista Rob Aisenthal, il batterista Eric Mireault ed il secondo chitarrista Phil Forget.  

Con tale formazione pubblicano autonomamente il loro primo album ‘Demon Inside’ nell'estate del 2016 e cominciano ad esibirsi nel proprio paese.

Nel 2017, durante le prima fasi di lavorazione al nuovo album, Rob lascia la band, sostituito da Pat Lagarè. 

Le registrazioni del platter, che prenderà il nome di ‘Bleeding Out’  iniziano nel 2018, in parte al Radicart Recording Studio, dove i Voivod hanno registrato ‘The Wake’ ed in parte condotte autonomamente. Mixaggio e mastering sono stati curati da Stef Forget.

ENIME Pic 2018 ENIME Official

Bleeding Out’ è uscito a fine marzo 2019.

La musica degli Enime è un Heavy – Thrash pesante e articolato, curato, orecchiabile e anche melodico.

Si sente, anche se in modo non preponderante, l’influenza dei vecchi gruppi anni ’80, in particolare il tecnicismo di Dave Mustaine e soci anche, se l’album tende alle sonorità più attuali.

La voce di ‘Gray’ passa da un discreto clean, di tonalità non molto estesa ma altamente interpretativa, ad uno scream abbastanza anonimo, non esasperato ma come ce ne sono tanti. Nulla, però, che vada ad incidere negativamente sull’enfasi dei pezzi, chiarendo solo che il vocalist è più a suo agio con le parti melodiche che non con quelle feroci.

Le ritmiche sono serrate e potenti, suonate con tonalità grevi e scure, dando prevalenza al suono delle sei corde, con basso e batteria che fanno il loro lavoro di accompagnamento senza uscire troppo dai binari.

Gli assoli, in parecchi casi incrociati, sono di buona tessitura, sia quando s’intrecciano con giri melodici, sia quando partono a razzo per dare più grinta al pezzo.

Un buon album, insomma, con qualche sbavatura qua e là che lo rende ‘umano’, diretto, volto a scatenare scariche adrenaliche senza troppi sofismi.    

L’inizio dell’opera è affidata a ‘Destiny’: pesante, martellante e ridondante è divisa da strofe cadenzate che accelerano e refrain che ‘girano’ sulla stessa partitura ritmica, spezzata da un interludio in tempo medio cupo e feroce che porta all’assolo. Poi il pezzo acquista maggiore melodia prima di giungere alla conclusione. La seguente ‘Fuck You’ è roboante quanto cupa, con la voce che passa dal clean allo scream, ed un buona parte melodica, cantata con voce struggente, che la fraziona per renderla più gradevole.

Segue ‘Bleeding Out’, che amalgama i ritmi vecchia scuola con tempi sviluppati più di recente. Il pezzo ha un buon tiro, con un refrain melodico ed un assolo coinvolgente.

Wake and Dream’ è un pezzo senza pause con una buona sequenza: assolo, sezione musicale potente, assolo; mentre ‘Stay Away’, pur iniziando con toni romantici, è il suo contrario: un Thrash spasmodico e grintoso.

I Will Not Be a Ghost’ è contraddistinta da un sacco di cambi di tempo, che la rendono prima straziante e maledetta e poi potente e decisa.

I restanti pezzi, da ‘Lies and Deceit’ alla conclusiva ‘Watch It Burn’, si muovono sugli stessi sentieri delle precedenti, qualcuna in modo più aggressivo, qualcun'altra in modo più melodico, ma sempre ricche di un buon dinamismo e di una buona dose di eclettismo, elementi che evitano all’album di diventare monotono anche se non particolarmente dotato di picchi o di canzoni che si elevano una sull’altra.              

Non troppo estremi, non troppo legati alle radici del Metal, moderni senza strafare, gli Enime si sono messi, con ‘Bleeding Out’, sulla strada giusta per puntare in alto. Rimane qualcosa da affinare, come alcuni stacchi un po’ precipitosi o lo scream alle volte è un po’ limitato ma, per il resto, ci siamo. Attendiamo il prossimo lavoro.   

 
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