Recensione: Contemplation

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L'universo slavic pagan metal è una taiga sterminata, costipata di paccottaglia di vario genere, ciò nonostante spesso e volentieri regala piacevoli sorprese di intima bellezza. Un po' come nella steppa siberiana, c'è da scorrazzare parecchio, ma si sa, chi cerca a lungo andare trova.

Come qualificare questi Zgard, o meglio questo Zgard? Eh sì, è più giusto utilizzare il singolare per questo progetto ucraino. Nato come duo infatti, questo progetto, capace di ben quattro dischi ed uno split in tre anni, si è rapidamente trasformato in una one-man-band, guidata dal solo Yaromisl. Zgard ad ogni modo non viene dalla Russia ma dall'Ucraina sud-occidentale, e più precisamente da Ivano-Frankovsk, nella zona di confine con Slovacchia, Ungheria e Romania. Questa regione è indiscutibilmente la parte più europea del martoriato paese, nonché la più intimamente ucraina e meno russa (i testi infatti sono nella lingua minore tra le due), pure le tematiche di Zgard sono in tutto e per tutto legate alla mistica degli slavi orientali.

La proposta si qualifica dunque come un black metal pagano, fatto di composizioni lunghe e sanguigne, di melodie semplici e di frequenti svariate folk. Qualcosa di prossimo ai Drudkh di Microcosmos? Non esattamente dato che, a dispetto del titolo del disco, Contemplation, il sound è prevalentemente furioso, figlio del black metal più classico.

A questo si alternano momenti di calma, carica di atmosfera, che richiama alla mente i Carpazi innevati d'inverno. Il che tra l'altro crea un curioso contrasto tra la musica e il nome del mastermind, dacché Yaromisl vuol dire "colui che pensa alla primavera". Anche questi momenti atmosferici, ad ogni modo, vengono resi con grand e genuina semplicità. Soprattutto con le tastiera soprattutto, in secondo luogo con altri strumenti tipici come la Sopilka, il flauto dolce tipico della tradizione ucraina, o con una specie di scacciapensieri, il Vargan (altresì noto come Arpa ebraica). Un disco vario insomma, che regala momenti di furia, d'introspezione ed epicità, che pur tuttavia non nasconde un grosso difetto, come spesso accade in questo tipo di produzioni.

Da un lato una certa prolissità delle canzoni, che a causa dell'eccessiva lunghezza e a discapito della grande varietà ritmica, finiscono per risultare un po' piatte. Dall'altro ovviamente, il più grosso limite è che cose simili si son sentite più e più volte, spesso presentate peggio, altre meglio.

Come qualificare dunque, per chiudere la domanda di apertura, il progetto Zgard? Non certo tra la paccottaglia, sicuramente tra le sorprese, sebbene da quei luoghi salti fuori di meglio. Indiscutibilmente Zgard è una proposta non scevra da sbavature, ma pur sempre ricca di fascino. Parimenti questo Contemplation, tutt'altro che innovativo, si barcamena tra altri e bassi, tra momenti prolissi ed altri caratteristici, ricchi d'atmosfera. Un disco per tutti i pagan metaller. Per tutti gli altri, per tutti coloro che volessero approfondire la materia, si consiglia di partire dai Drudkh.


Tiziano Vlkodlak Marasco

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