Recensione: Frustrhate

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Thrash metal unito a death melodico scandinavo, questa è la proposta dei Frusterhate, nati musicalmente a Firenze dai piatti infuocati del batterista Marco Russo e dalla chitarra di Francesco Milloni. Il progetto prese corpo nel 2011 con l’entrata nel team del bassista Francesco Furi, del chitarrista Daniel Oliva e nel dicembre dello stesso anno del cantante Luca De Stefano. Nel 2013 finalmente esce la demo di quattro canzoni.

Va subito detto che giudicare una demo è molto difficile e che sarebbe più giusto aspettare almeno la realizzazione di un mini Ep per poter dare un giudizio per lo meno definitivo, però ahimè ci devo provare. Non male l’idea di fondere gruppi come i Kreator, i Sodom e i Metallica (da "St. Anger" in poi) con gruppi come gli In Flames e i Dark Tranquillity. Si ha subito la percezione di un thrash moderno che abbraccia la melodia, un po’ la direzione presa ultimamente dai Kreator. Non sempre però tutto scorre alla perfezione, forse proprio perché questa è una demo e bisogna lavorarci sopra. Ci sono problemi di voce, non dovuti al cantante ma alla produzione, come anche la batteria che non ha suoni perfetti pur mettendosi in mostra. Di contro però abbiamo buone melodie come su Dark Side of the Sun, che sono la base del death melodico, anche se molti passaggi sembrano scontati e piatti.

Non c’è veramente un brano che svetta o che sia inascoltabile e per questo è inutile fare una descrizione delle quattro tracce anche perché come detto sopra è meglio valutare bene il lavoro quando i fiorentini avranno prodotto un Ep e avranno maturato più esperienza. Non vi dovrà stupire il voto, perché va giudicato come un S.V., che qui ha il valore semplicemente di rimandare il giudizio ad un ascolto più approfondito, magari con qualche pezzo in più tra le mani.

Luca Recordati

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