Recensione: Lost in Forever (International Tour Edition)

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Il 2017 dei Beyond the Black si preannuncia come l’ennesimo anno in grande ascesa. Stiamo parlando di una giovanissima band tedesca poco nota dalle nostre parti, ormai presenza fissa al Wacken Open Air dal 2014, in grado di entrare in top20 nel paese natio con il debut “Songs of Love and Death” (2015) ed esordire addirittura in quarta posizione assoluta con il secondo disco “Lost in Forever” (2016), sempre in terra tedesca. Dopo un tour di spalla agli Scorpions, la band affronta quel fragile momento in cui decidere se e come investire per lanciarsi definitivamente sul mercato internazionale. Erano in molti, del resto, a chiedersi cosa stessero aspettando. Un momento particolarmente delicato quello vissuto dai ragazzi nel giugno del 2016, tanto portare ad un reset totale della lineup: fuori tutti i membri maschili, con la sola frontwoman Jennifer Haben in cerca di nuovi musicisti. Non credo che ne sentiremo la mancanza: è infatti proprio la nostra Jennifer occhi-da-cerbiatto ('Dulcinea' la chiamava il mio collega) con la sua forte attitudine alle melodie vocali il vero motivo d'interesse della band.
Terminato il periodo di turbolenza e formata una nuova lineup, i “nuovi” Beyond the Black ripubblicano l’ultimo disco tramite UDR aggredendo così finalmente il mercato di  gente “ich spreche kein Deutsch”. Prevedibile il cambio di cover art (la precedente rappresentava la vecchia lineup) e la presentazione di una nuova versione del video della titletrack (qui la precedente), stavolta con delle riprese live che vedono protagonista la nuova formazione. L’album è anche ricomparso su Spotify dopo un lungo periodo di assenza. Ancora assente il debut.

Il disco è stato arricchito di ulteriori quattro brani, che portano al considerevole numero di 17 tracce in playlist per ben 79 minuti di musica, che fanno di questo album un must-have per gli appassionati di metal ultramelodico.
I brani inediti rispondono ai nomi di: “The Other Side”, “Dim The Spotlight”, “Our Little Time” e “Rage Before The Storm”. Poca potenza e tanta armonia tra le nuove proposte: il primo brano è un mid-tempo cupo ed introspettivo valorizzato da una buona prestazione della Haben e dagli arrangiamenti ma abbastanza mediocre nella linea melodica, il secondo è un pezzo super-radiofonico che potrebbe tranquillamente finire nella tracklist di un disco commerciale, non fosse per un accenno di blast beat con una sezione solista quasi neoclassica a tre quarti del brano. Ancora rock melodico parecchio leggero e moderno per “Our Little Time”, con delle chitarre abbastanza scariche alle quali si affianca una dolce melodia di pianoforte.
Unico brano sopra la media tra questi B-side, la conclusiva “Rage Before the Storm”, brano tipicamente avantasiano nel duetto voce maschile e femminile e nel chorus trascinante (le influenze del produttore Sasha Paeth si fanno sentire), inno ufficiale del Wacken 2015, dove è stato presentato assieme ad Herbie Langhans (Sinbreed, Avantasia), e precedentemente mai rilasciato su disco. Una piacevole ciliegina sulla torta (anzi quattro ciliegine), insomma, che tuttavia non influisce sulla valutazione complessiva sul disco in analisi.

Per la disamina del resto delle restanti tracce, rimaste pressoché invariate dalla precedente versione, non posso che rimandare alla nostra precedente recensione di “Lost in Forever”. Si segnala che l'edizione internazionale pubblicata in Germania da Airforce1 Records differisce per un brano: "Dim the Spotlight" è sostituita da "Night Will Fade",brano facente parte dell'OST del film televisivo "Die Ketzerbraut".

I Beyond the Black hanno inaugurato questo 2017 “anno nuovo, band nuova” con un importante tour in giro per l’Europa, di spalla ai co-headliner Epica e Powerwolf. I tedeschi si esibiranno mercoledì prossimo, 18 gennaio, al Live Club di Trezzo: si tratterà del loro esordio sul suolo italiano. Viel Glück!
 

Forever - we will share this memory
Together we can make our dream complete

 

Luca “Montsteen” Montini
 

 
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