Recensione: Penny Dreadfuls

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Noirad è il progetto solista del bassista napoletano Dario Nuzzolo. Artista versatile con oltre vent’anni di esperienza, dopo aver militato in varie band quali gli Absinthium, i Rusted, i Nightfliers ed i Valiance, decide, nel 2010, di deragliare dai binari, su cui corrono i vari generi del Metal, per esplorare nuovi sentieri e dar corpo alle proprie idee.

Riuniti altri musicisti, e chiamati a raccolta molti ospiti, Dario registra, nel 2015, l’album ‘Penny Dreadfuls’, poi da lui personalmente mixato e masterizzato e pubblicato il 13/09/2017.

Penny Dreadfuls’ era una pubblicazione inglese dell’800 che affrontava temi Horror, talvolta ispirati a fatti realmente accaduti.

Allo stesso modo l’album parla, ad esempio, degli efferati omicidi compiuti, tra il 1943 ed il 1953, dal serial killers John Reginald Christie, che uccise, nel proprio appartamento, almeno otto donne tra le quali la moglie e, presumibilmente, una bambina (’10 Rillington Place’), dei maltrattamenti subiti dai pazienti del Bethlem Royal Hospital, primo ospedale per le cure delle malattie mentali sorto nel Regno Unito, conosciuto anche come ‘Bedlam’ (baraonda, confusione), del disastro di Chernobyl (‘Genetic Scars’) e della distruzione di Pompei (‘Pompeii’).

Sono soggetti che prendono spunto da fatti drammatici, reali e concreti, ed è proprio il senso della tragicità il filone che lega tutto l’album, ottenuto per mezzo delle voci che entrano anche in contrasto con la musica per mantenere tale linea.

L’artista è eclettico, non è legato da alcun genere definito ma prende un po’ d’ispirazione da ogni movimento Metal: a momenti Thrash ne affianca altri più Heavy o dalle sfumature gotiche e dà grande importanza alle sezioni acustiche ed, in alcuni casi, orchestrali. Nonostante questo, non importa se la musica è rabbiosa, potente, oscura o melodica: in tutte si sente emanare il senso del tragico e della sofferenza.

Una cosa non semplice, ma che a Dario è riuscita bene, uscendo dagli schemi anche grazie agli artisti con cui ha collaborato.

Tra tutti, citiamo la vocalist Barbara Beccaria, che riesce a ‘legare’ tra loro tutti i brani mantenendo il proprio stile interpretativo sempre legato al tema trattato.

Anche gli altri musicisti non sono da meno: chi si è occupato delle voci maschili, sia durante il canto sia durante le parti narrative, i chitarristi, sia in fase ritmica sia solista, le sezioni di accompagnamento, tra cui lo stesso Dario al basso, e chi ha suonato le tastiere.

NOIRAD Band

Penny Dreadfuls’ dura poco più di tre quarti d’ora ed è composto da undici canzoni.

Le emozioni si sprigionano immediatamente con l’intro ‘Global Enslavament’, un pezzo di pianoforte melodico e nostalgico che accompagna un testo narrato da una voce profonda maschile.

Poi irrompe ’10 Rillington Place’, dove alla rabbia del Thrash si contrappone la voce tragica, quasi rassegnata, di Barbara, intervallata da ottimi assoli incisivi e dirompenti.

Il secondo brano è ‘Bedlam’, un mid tempo tipicamente Heavy, dai toni oscuri e cantato deciso e melodico al contempo. Pregevole è l’assolo che porta ad una presa di potenza.

Segue ‘Genetic Scars’, che inizia con un arpeggio profondo e ricco d’atmosfera che anticipa l’attacco potente in chiave Thrash, con strofe e refrain che alternano potenza a melodia per aumentarne l’enfasi prima di un assolo dinamico ed orientaleggiante che porta ad un finale incisivo.

The Treacherous Calm Before …’ è una narrazione sostenuta da basso e tamburi, seguita da assoli quasi psichedelici. Il pezzo introduce ‘The Great Thunderstorm’, pezzo incisivo che fonde il Thrash con l’Heavy Metal più classico.

Segue ‘Pompeii’, lenta e struggente, molto articolata, dinamica e completa, dà una buona idea di quanto siano ampie le vedute artistiche di Dario Nuzzolo.

Blood on the Blackboard’ è un pezzo triste di pianoforte che conduce a ‘Highgate Cemetary’, un altro brano articolato, creativo e complesso che unisce orchestrazioni dal tenore sinfonico e ricche melodie a parti potenti in accelerazione. Un forte senso di profondità e cupezza è dato dal cantato che alterna il clean femminile alla rudezza gutturale maschile.

From Hell’ inizia con una narrazione oscura che esplode in un tempo medio caratterizzato dagli elementi angoscianti delle voci clean e growl che rimbalzano sinistramente una sull’altra e da uno scambio di assoli dinamici e variabili.

L’album si chiude alla grande con ‘A stain of Grey’, acustica e melodica che conduce in un’altra direzione, ulteriore prova di versatilità e maturità artistica.

Riassumendo: ‘Penny Dreadfuls’ è un denso lavoro raffinato, curato nel dettaglio, professionale e, soprattutto, intriso della giusta passione.

Molti anni fa i Venom, chiamando il loro sound Black Metal, davano il via alla frammentazione dell’Heavy Metal nella moltitudine di generi e sottogeneri che ben conosciamo.

I Noirad, invece, ci ricordano che, in fin dei conti, l’Heavy Metal, se suonato bene, è fonte di un‘unica emozione. Ottimo lavoro.  

 
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