Recensione: Re-Animated

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Annunciato ormai diversi mesi fa assieme alla campagna sulla piattaforma di crowdfunding Musicraiser che ne ha finanziato la realizzazione, Re-Animated è finalmente tra noi. Un party album che tributa l’infanzia di ognuno di noi, con diciannove sigle dei cartoni animati dagli anni ’80 ad oggi reinterpretate dai modenesi assieme a numerose guest-star del metal tricolore che duettano al microfono assieme ad Alessandro Conti (intervistato da Truemetal). Un’operazione simile a quanto già proposto qualche mese fa da Cristina d’Avena con il suo “Duets – Tutti Cantano Cristina”, segno indiscutibile del desiderio in questo Paese di chiudere per un istante gli occhi e tornare tutti bambini per passare qualche minuto lontano dalle pressioni e dalle difficoltà quotidiane.
Il binomio tra rock e sigle dei cartoni animati è da sempre presente: la stessa Cristina d’Avena si è esibita spesso sul palco assieme ai Gem Boy, proponendo i suoi cavalli di battaglia in versione più aggressiva. Ma qui siamo su Truemetal, e rievochiamo spesso le sigle dei cartoni animati in senso metaforico quando si parla di happy metal, un (sotto)genere veloce ed anthemico che rievoca in noi quelle stesse melodie, fatte di accordi maggiori e positività epicheggiante che deve molto al power metal dgli Helloween e continua ad essere rappresentato da band epigone senza pensieri come i Freedom Call o gli stessi Trick or Treat. Ci voleva solo un guizzo di genialità e follia per uscire dalla metafora e realizzare un lavoro del genere; i modenesi del resto si erano già cimentati nelle cover di “Robin Hood” (2008) e Let it Go” (2014). 
Date queste premesse, nonostante le evidenti limitazioni geografiche di un simile progetto, destinato principalmente al pubblico italiano, la campagna Musicraiser ha superato di molto le aspettative iniziali della band, raggiungendo i 17.446€ di finanziamento (249% del traguardo impostato) con il supporto di 541 raisers, compreso lo scrivente. Un’idea vincente, insomma, per questo spin-off nella carriera musicale dei Trick or Treat.

Copia fisica alla mano, “Re-Animated” non tradisce le aspettative: un disco composto con grande professionalità e personalità dagli autori dei due “Rabbit’s Hill”. Prevedibilmente ascolto dopo ascolto ognuno finirà per selezionare principalmente le proprie preferite in tracklist ed ascoltare principalmente quelle (e magari anche lamentare l’assenza del cartone preferito), anche in base all’età anagrafica: dai grandi classici come “Jeeg Robot d’Acciaio” (feat. Giacomo Voli dei Rhapsody of Fire) e “Daitarn 3” (feat. Michele Luppi) a quel vero e proprio inno per ogni metallaro che si rispetti che è la sigla di “Ken Il Guerriero” (feat. Fabio Dessi degli Arthemis), fino ai capitoli più recenti di Beyblade e Pokèmon, assieme a Danny Metal (celebre youtuber italiano) e Marco Pastorino (Temperance). Gli arrangiamenti, pur aggiungendo riff, doppia cassa ed elementi tipicamente metal, sono ben equilibrati tra fedeltà ai brani originali e trick-or-treatizzazione. Del resto a risentire pezzi come “Robin Hood” (feat. Tomi Fooler degli Skeeletoon) o “Prince Valiant” (feat. Potowotominimak dei Nanowar of Steel) ci si rende facilmente conto di come anche senza chitarre elettriche e blast beat ci si trovi di fronte a canzoni power metal nell’anima. Molto belli anche i duetti con voci femminili, tra i quali svetta la prova di Sara Squadrani (Ancient Bards) in “Jem”, davvero a suo agio sulla linea vocale e nell’interpretazione sbarazzina. Bene anche per Chiara Tricarico (Teodasia) alle prove con “Il Mistero della Pietra Azzurra” e Steva dei Deathless Legacy nel singolo “Devilman”.
Menzione d’onore per Roberto Tiranti in “Batman”, giustamente inserita al secondo posto della scaletta dopo l’intro “Voltron”, che coi suoi acuti altissimi “brandizza” la storica sigla della serie animata sul mascellone Cavaliere Oscuro, tra i più indimenticabili successi di Cristina d’Avena.
Sorpresa finale della campagna di Musicraiser, coi ragazzi sicuramente galvanizzati dal risultato raggiunto, la presenza di Giorgio Vanni in persona, autore ed interprete originale di “Whats’ My Destiny Dragon Ball”, qui proposta nella sua versione integrale... del resto ogni fan di Fivelandia saprà che i brani in apertura dei cartoni sono spesso presentati in versione tagliata per soddisfare i tempi televisivi. Lo stesso Giorgio Vanni ha partecipato ai due concerti di presentazione di “Re-Animated”. Lo vedremo ancora sul palco con i Trick or Treat
Fuori quota “King Arthur And The Knights of Justice”, brano selezionato da un fan canadese tra i goodies previsti nella campagna, e pertanto meno noto qui in Italia. Sempre fuori dal limes del nostro Bel Paese, la (ri)riproposizione di “Let it Go” da Frozen, in duetto con la strabiliante e giovanissima Adrienne Cowan (di cui abbiamo già abbondantemente parlato nelle recensioni dei debut di Light&Shade e Seven Spires) e la versione nipponica di “Pegasus Fantasy”, in cui Alessandro canta in giapponese assieme a Yuri dei dei Rakshasa, band che ha condiviso il palco con i nostri durante alcune date nel Paese del Sol Levante. 

Re-Animated” è un disco geniale, tanto che viene da chiedersi come mai nessuno abbia ad oggi mai perseguito l’obiettivo fino ad ora con la stessa convinzione, coraggio e professionalità dei modenesi. I Trick or Treat hanno confezionato un party album davvero per tutti ma che non mancherà di attirarsi le critiche di chi è ideologicamente contrario alle cover, pur facendo di tutto per farsi perdonare anche da questi ultimi: la presenza dei numerosi ospiti e l’ottimo lavoro di arrangiamento dei brani che li metallizza pur senza snaturarne l’essenza, uniti ad una produzione davvero sopraffina, rendono l’ascolto veramente irresistibile e consigliato a tutti gli appassionati di buona musica che non hanno paura del proprio fanciullo interiore. Un lavoro sbarazzino e spensierato che va raccolto con lo stesso spirito irrequieto e frenetico che ti accompagnava in quei momenti felici, durante l’avvincente preludio musicale alle fantastiche avventure dei tuoi eroi di sempre.

Luca “Montsteen” Montini
 

 

 
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