Recensione: Requiem

Di Stefano Ricetti - 19 Novembre 2018 - 0:05
Requiem
Etichetta:
Genere: Vario 
Anno: 2018
Nazione:
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73

Appena successivo alla ristampa di Reliquarium insieme con Infernus, Paradisus Et Purgatorium, condensati in un unico Cd, vi è l’effettivo ritorno discografico di Marius Donati, il Mario “The Black” Di Donato Nazionale.

Requiem è il titolo del lavoro che conferma il sodalizio fra l’artista a tutto tondo di Pescara e l’etichetta ligure Black Widow Records. L’ellepì è dedicato alla memoria di Carlo Nardi di Genova, amico fraterno di Di Donato e di Massimo Gasperini della BW, di quest’ultimo sin dall’infanzia. Non a caso al centro del cartonato viola che funge da inserto al 33 giri campeggiano, ovviamente in latino come da consuetudine, le seguenti scritte:

Ad Perpetuam Caroli Nardi Memoriam (Genua, 1956-2015)

In Memoria Aeterna Erit Justus

Il progetto era in cantiere da anni, come espresso da Marius all’interno dei una nostra chiacchierata (Qui intervista completa) risalente al settembre 2016:

 

L’anno scorso è mancato il tuo amicissimo Carlo di Genova. Spazio per formulare un suo ricordo da parte tua e spiega se vi sono delle iniziative discografiche in uscita per ricordarlo al meglio.

Io e Massimo Gasperini eravamo molto legati a Carlo, chi per un motivo, chi per l’altro. Avevamo pensato di dedicargli un vinile a firma The Black intitolato Requiem e di farlo uscire il 23 febbraio di quest’anno, il giorno del suo compleanno. Poi sono insorte problematiche di natura tecnica e la data è inevitabilmente slittata ma il lavoro si farà eccome! Oltre ai pezzi di The Black vi sarà la gradita presenza di Hesperus degli Hesperia con due brani di tastiera profondamente legati alla cultura ecclesiastica e al pensiero sacrale del “De Profundis”.

 

Requiem in copertina riporta l’elaborazione artistica di un ritratto di Marius Donati mentre sul retro è presente l’opera, sempre a firma The Black, intitolata “Jesu, Lux Vera”, del 2016. Il disco si sviluppa lungo sei pezzi, tre per facciata. La cosa che più sorprende riguarda il fatto che nessuna delle canzoni presenti sia cantata. Ad accompagnare Di Donato, Enio Nicolini al basso e Gianluca Bracciale dietro ai tamburi. La rivisitazione di tre episodi (“Monumentum”, “Ultimatum (II)” e “Nunc Et Semper”) messa in atto risale infatti al novembre del 2015, quando Nicolini faceva ancora parte a tutto tondo dei The Black.

La side “A” si apre all’insegna del pathos, impossibile restare indifferenti di fronte all’emozione che sprigiona “Decus Angelicum” di Hesperus degli Hesperia, sulla spinta del suono di un organo di chiesa da brividi. Marius e soci debuttano fra le spire di “Monumentum”, solo sussurrata all’inizio per poi divenire polverosamente heavy. “Ultimatum (II)” lascia intravedere uno scorcio di luce ma coerentemente è il suono dell’organo di chiesa il leitmotif di Requiem, visto che anche la side “B” si apre sullo stesso tema, per via della monumentale “Lux Perpetua” di Hesperus. I The Black rientrano in campo con la traccia numero due “Nunc Et Semper”, un affresco di doom massiccio con sullo sfondo delle lugubri campane a morto, la maestosa mannaia a sei corde di Marius Donati e il pestare veemente della coppia Nicolini/Bracciale. Il drappo viola si chiude definitivamente sulle note dell’ennesimo episodio strumentale, la siderale “Postcommunio (II Vers.)” di Sasha Buontempo.   

Marius Donati è nato per stupire, basti pensare che fu il primo al mondo ad utilizzare la lingua latina nell’heavy metal con costrutto. Requiem rappresenta un vero e proprio requiem per Nardi, si perdoni la ripetizione ma è per rendere al meglio l’idea che sta alla base del tutto. Carlo era fuor di dubbio un personaggio particolare, generoso e fuori dagli schemi precostruiti, uno che non si faceva menate e che ospitava molto volentieri a casa propria The Black e la band nelle loro numerose trasferte musicali genovesi. Trattasi di disco fuori dal tempo, onirico, catartico, di musica ecclesiastica benché dalle pulsioni molto marcate, con tracimazioni nel mondo dell’HM. Un lavoro fortemente voluto da Marius, NON a caso il moniker in copertina recita, per la prima volta nella sua lunga carriera, Mario-Di-Donato-The-Black, in rigorosa sequenza, a rimarcare una sua “personale”.

In onore e memoria di Carlo Nardi [R.I.P.] che ne sarà fiero.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti  

 

 

 

 

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