Progressive

Cervello: nuovo album per la storica prog band italiana

Di Fabio Vellata - 31 Ottobre 2025 - 13:31
Cervello: nuovo album per la storica prog band italiana

Comunicato stampa:

Nell’antica Grecia, la parola Chaire veniva usata sia per salutare che per congedarsi, con il significato di “stai bene” o “abbi cura di te”. Questo spirito senza tempo di connessione e augurio è il cuore di questo album.

Cervello nacquero a Napoli nei primi anni ’70, nel pieno fiorire della scena del rock progressivo italiano. Accanto a gruppi come OsannaPremiata Forneria Marconi (PFM) e Banco del Mutuo Soccorso, i Cervello seppero distinguersi con una voce unica, capace di fondere tradizioni mediterranee, passaggi sinfonici e una sperimentazione senza compromessi.

Il loro album d’esordio, Melos (1973), resta una delle gemme più preziose del prog italiano. Incentrato su miti dell’antica Grecia, univa temi mitologici a intrecci strumentali audaci, tessiture acustiche e soluzioni avanguardistiche. Pur accolto con entusiasmo dalla critica, Melos rimase l’unico lavoro in studio della band, che si sciolse poco dopo.

Nonostante la breve parabola, l’influenza dei Cervello non si è mai affievolita. Melos è stato riscoperto e amato da generazioni di appassionati in tutto il mondo, fino a diventare un disco di culto.

Oggi, a distanza di cinquant’anni, i Cervello tornano con Chaire, prodotto da Corrado Rustici, in uscita il 5 dicembre 2025 per Sony Music esclusivamente in formato CD ed LP.

Preordina Chaire: https://bio.to/cervello

L’album è basato su brani scritti tra il 1974 e il 1983, ora finalmente arrangiati e registrati nel corso degli ultimi quattro anni dai membri originali superstiti:

  • Corrado Rustici – chitarra, tastiere, voce
  • Antonio Spagnolo – basso, chitarra acustica, flauto dolce, voce
  • Giulio D’Ambrosio – flauto, sax, voce
  • Gianluigi Di Franco – voce solista

Con l’aggiunta di Roberto Porta alla batteria.

Voce e anima insostituibile dei CervelloGianluigi Di Franco ci ha lasciati nel 2005. Grazie ai più recenti progressi nel restauro audio, le sue interpretazioni, salvate da fragili bobine a due tracce e cassette dell’epoca, hanno potuto rivivere, permettendo a Chaire di esistere come omaggio e al tempo stesso come nuova creazione.