Recensione: Landscapes from the Afterlife

Di Valeria Campagnale - 15 Gennaio 2026 - 10:50
Landscapes From The Afterlife
Band: Winged
Etichetta: Warhell Records
Genere: Black  Death 
Anno: 2025
Nazione:
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I Winged rappresentano una realtà storica del panorama estremo, attiva fin dal 1991. La carriera della band ha seguito un percorso articolato e coerente: dopo la pubblicazione di quattro demo alla fine degli anni Novanta e del primo full-length nel 1998, il gruppo ha attraversato diverse fasi di interruzione, intervallate da una compilation e un EP. Nel 2025, la formazione italiana ufficializza il proprio ritorno con un lavoro che si inserisce perfettamente nei canoni originali del black e del death metal. Ciò che emerge immediatamente dall’ascolto è la capacità della band di costruire un’atmosfera densa, nebbiosa e profondamente inquietante. I Winged non si limitano all’esecuzione tecnica, ma puntano sulla creazione di un immaginario sonoro che evoca scenari d’oltretomba e ritualità oscure. Il sound è volutamente ancorato a tecniche compositive old school, che richiamano l’epoca d’oro del metal estremo, quella in cui l’identità di una band risiedeva in una firma sonora unica e immediatamente riconoscibile.
In un panorama musicale contemporaneo spesso saturo di produzioni eccessivamente pulite o sintetiche, “Landscapes from the Afterlife” si distingue per la sua autenticità. Il contrasto tra la freddezza delle ritmiche e il calore maligno dei riff di chitarra crea una dinamica costante, arricchita da inserti di tastiera che aggiungono una dimensione spettrale e cinematografica ai brani. Le liriche e l’estetica del disco esplorano territori familiari al genere: il confine tra la vita e la morte, la blasfemia e l’esplorazione dell’ignoto. Tuttavia, l’approccio dei Winged eleva questi temi attraverso una narrazione coerente che trasforma l’album in una sorta di messa funebre sonora. La scelta della copertina e la cura dell’aspetto visuale non sono elementi accessori, ma parti integranti di un progetto che intende offrire un’esperienza immersiva.
“Landscapes from the Afterlife” non è soltanto il disco del ritorno, ma la conferma di una maturità artistica raggiunta attraverso decenni di dedizione. I Winged sono riusciti a traghettare il loro spirito primordiale nel presente, offrendo una testimonianza rigorosa di black/death metal tradizionale. Per l’ascoltatore attento, questo album rappresenta una risorsa preziosa: una discesa in territori sonori oscuri, gelidi e carichi di mistero, capace di confrontare chi ascolta con i propri demoni interiori. In ultima analisi, un’opera essenziale per chiunque ricerchi nel metal estremo non solo potenza, ma anche profondità atmosferica e integrità stilistica.

 

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