Recensione: Down in Flames

Di Andrea Bacigalupo - 28 Dicembre 2025 - 8:30
Down In Flames
72

I Glasgow Kiss sono una band composta da cinque musicisti appartenenti al mondo underground norvegese le cui esperienze sono di ampio ventaglio, andando dal Black Metal fino al Pop, passando per il Thrash e l’Hard Rock.

Nati nella città costiera di Bergen nel 2020, sono emersi con l’EP ‘Fury’ pubblicato nel 2022 ed ora continuano a farsi conoscere con questo ‘Down In Flames’, album di debutto disponibile dal 12 dicembre 2025 tramite l’etichetta Eclipse Records.

Nonostante l’ampio background, che in ‘Down In Flames’ si avverte essenzialmente tramite sfumature sparse qua e là, come riff un po’ più compressi o sequenze vagamente malvage, i Glasgow Kiss vanno in una direzione ben precisa, esprimendo essenzialmente un Alternative Metal orecchiabile, denso di roventi slanci aggressivi ma anche ricco di un’intensa melodia sofferente.

Il sound è perlopiù contemporaneo, ma non mancano riferimenti alle andature Hard Rock di un tempo, con un buon bilanciamento tra moderno e passato. Gli attacchi sonici creano un mondo velato di grigio ma con all’orizzonte dei sentieri nitidi ed illuminati, un paesaggio adatto per intensificare le riflessioni sulla solitudine, la tossicità, il dolore od il desiderio che la band affronta mettendo però in evidenza quel lato migliore dell’uomo che può emergere quando combatte contro l’oscurità perpetrata da queste situazioni. Non tutto è negativo per i Glasgow Kiss, e questo si riflette sulla loro musica, che sa attaccare duro ma anche infondere un senso di speranza.

La dinamicità del songwriting, la fluidità dei ritmi, la cura dei dettagli e, soprattutto, l’emotività espressa dalla voce teatrale di Charlotte Marlen Midtun, che sa essere tanto bellicosa quanto tormentata, danno vita ad un album grintoso ed immersivo, i cui punti salienti sono l’iniziale ‘Destiny’, un Hard Rock ritmato e rovente, la veloce ‘Forsaken’, melodica ma anche durissima, la tagliente ‘Those Wasted Years’, con un’inaspettata breve sequenza demoniaca e la determinata ‘Put The Blame On Me’, dal refrain potente e contagioso, molto da palco.

Un po’ scontata la ballad ‘One Last Time’, posizionata in apertura della seconda parte del disco, con tanto di pianoforte e strofe malinconiche che s’induriscono, ma ci sta, sottolineando ulteriormente il carattere “orecchiabile” di ‘Down In Flames’.

In definitiva i Glasgow Kiss esordiscono alla grande, mostrando buona capacità di scrittura ed idee chiare sulla strada da seguire, dando vita ad un lavoro vivace, coinvolgente e poliedrico, che alterna bene gli slanci aggressivi con momenti più riflessivi.

Down In Flames’ è stato prodotto direttamente dalla band e poi mixato/masterizzato presso lo studio The Norwegian Sound da Peter Michelsen (Rat City, Madelene, Byting).

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