Mayhem: Attila Csihar, “Non conoscevo la band, ma ho capito subito che era grandiosa. Euronymous era un vero artista”

Il nuovo album dei Mayhem uscirà agli inizi di febbraio, e la band ha già iniziato a rilasciare interviste. Durante una di queste tenuta con in The Loaded Radio Podcast, il cantante Attila Csihar, ha fatto il punto della situazione ed ha ripercorso i suoi inizi con la storica formazione norvegese, esprimendo il suo ricordo personale del leader Euronymous, assassinato nel 1993 da Varg Vikernes:
“Ho parlato con Euronymous per due anni prima di andare in Norvegia. Mi ha mandato delle lettere scritte a macchina, e devo dire che erano davvero belle. Era una persona molto, molto umile e con un linguaggio da gentiluomo. Era molto, molto sofisticato e molto gentile. Poi abbiamo parlato molto al telefono, ed infine sono stato a casa sua quando sono arrivato ad Oslo. Abbiamo condiviso un sacco di idee, credo. Penso che fosse un individuo fantastico. Non posso dire niente di male su di lui. Okay, direi che eravamo tutti un po’ pazzi a quei tempi. Avevo circa 22 anni quando sono arrivato in Norvegia. Quando l’ho sentito per la prima volta, invece ne avevo circa 20 anni. E lui era più vecchio di me di due o tre anni. Quindi non c’era una grande differenza. Eravamo sempre sulla stessa lunghezza d’onda e ci rispettavamo l’uno con l’altro. Anche lui era completamente preso dalla mia musica. I Tormentor, la mia prima band, erano una delle sue preferite. Ed è per questo che mi ha contattato. In alcune lettere mi ha confidato che anche l’ex vocalist dei Mayhem, Dead, diceva che ero uno dei suoi cantanti preferiti. Con lui però, ovviamente non ho mai avuto occasione di parlare. Penso che entrambi fossero affascinati dalla musica dei Tormentor, quindi, credo abbiano scelto proprio me, invece di un cantante norvegese, perché volevano qualcosa di unico.
Come dicevo, non ho mai avuto problemi con Euronymous. Mi manca ancora. Penso che sia davvero triste quello che sia successo. Penso che persone come Varg dicano cazzate. È facile parlare male di qualcuno che non c’è più e che non può controbattere. Ma per quanto ne so, è sempre stato gentile con me. Forse non lo era con Varg o con qualcun altro, non riesco proprio a capire cosa stesse succedendo tra loro. Doveva essere qualcosa a livello personale.”
Sempre in merito ai primi anni con i Mayhem, Attila ricorda ancora:
“Per me Euronymous era un artista fantastico. Era un bravo chitarrista ed un bravo compositore. E aveva anche delle grandi visioni, che all’epoca sembravano molto surreali. Per esempio, quando abbiamo registrato l’album, ha iniziato a pensare al tour. Io ero molto entusiasta. Quando mi hanno contattato, non avevo mai sentito parlare della band, ma poi ho capito gradualmente di cosa si trattava, era grandiosa ed io ero molto felice. Era come un sogno che si avverava. Poi lui diceva cose tipo, ‘Sì, il primo concerto sarà all’Hammersmith Odeon di Londra, dove hanno suonato i Venom ‘. E io, rispondevo, ‘Su le corna, amico. Facciamolo, cazzo’. Siamo sempre stati buoni amici. Anche dopo la registrazione, prima che venisse assassinato, abbiamo avuto delle belle chiacchierate. Era così entusiasta del disco e sembrava molto felice e ottimista riguardo al futuro. E, sì, è un peccato quello che è successo. Ma comunque, è andata così. Ora è storia.”