Thrash

Megadeth: in vendita la storica chitarra Jackson di Dave Mustaine degli anni ’80 e ’90

Di Davide Sciaky - 23 Febbraio 2026 - 9:39
Megadeth: in vendita la storica chitarra Jackson di Dave Mustaine degli anni ’80 e ’90

Un pezzo di storia è in vendita: la chitarra Jackson King V appartenuta a Dave Mustaine e utilizzata fin dalla pubblicazione di “So Far, So Good… So What!“dei Megadeth fino all’epoca di “Rust In Peace“.

Lo strumento è comparso sul noto sito di strumenti Reverb.com (visibile a questo link) alla cifra di 160.000€.
La chitarra non è venduta direttamente dalla band o da Mustaine, che già da tempo se n’è separato, ma da un collezionista privato.

Questa la descrizione che accompagna l’inserzione:

Questa non è una replica, questa è LA CHITARRA. La Jackson King V Custom del 1986 con numero di serie J2713, costruita durante la leggendaria era di transizione nello stabilimento di San Dimas, in California, e direttamente associata a Dave Mustaine durante gli anni formativi e più influenti dei Megadeth. Questo strumento non rappresenta semplicemente una fase creativa specifica, ma incarna un capitolo decisivo nel consolidamento del Thrash Metal come linguaggio musicale globale.
Costruita alla fine del 1986 nell’ambiente originale del Jackson Custom Shop, la J2713 appartiene al gruppo selezionato delle ultime King V costruite nell’era San Dimas, un periodo venerato dai collezionisti per la sua combinazione di artigianato manuale, specifiche su misura e controllo di qualità senza compromessi. Il numero di serie stampato a mano sul 24° tasto non è semplicemente un identificativo tecnico, ma un segno storico che collega direttamente lo strumento al momento in cui Jackson operava secondo la filosofia che ha consolidato la sua reputazione tra i chitarristi metal più esigenti al mondo.

Il valore di questa chitarra va ben oltre il legno, l’hardware e l’elettronica. La sua importanza è legata alla sua documentata presenza scenica durante i tour mondiali che hanno contribuito a definire l’aggressività tecnica e l’identità estetica del metal della fine degli anni ’80. È uno strumento utilizzato durante tutto il periodo “So Far, So Good… So What!“ e nell’ascesa creativa che è culminata in ”Rust in Peace“, ampiamente riconosciuto come l’apice tecnico e compositivo del genere. L’adesivo con il logo dei Megadeth, applicato durante quel periodo e visibile nelle fotografie storiche, ne rafforza l’autenticità e la continuità visiva nel corso degli anni.

La sua provenienza è supportata da una documentazione coerente, che include fotografie d’epoca, materiale editoriale e prove che consentono di individuare con precisione i modelli di allineamento, il posizionamento delle decalcomanie e i segni distintivi dell’usura. Questo livello di tracciabilità storica posiziona lo strumento non solo come una chitarra vintage, ma come un manufatto culturale verificabile. In un mercato in cui il dubbio erode il valore, la chiarezza documentale trasforma un pezzo in un bene supportato dalla fiducia.

In termini di mercato, gli strumenti San Dimas hanno già un valore aggiunto tra i collezionisti di chitarre vintage. Quando sono direttamente associate a uno degli architetti del Thrash Metal e a un periodo determinante dell’era dei Big Four, il quadro cambia completamente. La scarsità è assoluta, poiché esiste un solo King V con questo numero di serie, questa storia sul palco e questa continuità documentata. A differenza dei modelli firmati prodotti in serie, questo strumento è irriproducibile.

Per il collezionista di alto livello, il fascino non risiede solo nell’associazione con l’artista, ma nella convergenza di importanza storica, rarità strutturale, integrità della configurazione e documentazione verificabile. La J2713 conserva la sua configurazione originale senza modifiche che ne compromettano l’identità. Questa condizione preservata è essenziale nei cimeli di alta gamma, dove le alterazioni successive tendono a diminuire l’autenticità e il valore a lungo termine.

Più che uno strumento, questa King V è un bene culturale legato a un momento specifico della storia della musica heavy metal. Rappresenta il consolidamento di un’estetica sonora, l’espansione globale di un movimento e la firma stilistica di una delle figure più influenti del metal. Il suo valore non dipende dalle mode passeggere, ma dal peso storico duraturo del suo contributo.

I segni di battaglia presenti sul suo corpo non sono difetti da nascondere. Non solo portano il DNA di uno strumento che ha contribuito a forgiare l’heavy metal moderno, ma sono puri segni storici, prove fisiche e innegabili del suo autentico viaggio sui palchi di tutto il mondo, a conferma che non si tratta di un pezzo ricreato, ma di un testimone originale di un’epoca che ha ridefinito in modo permanente la musica heavy metal.