Live Report: Acid King + Sacri Suoni + Bantoriak @ Legend Club, Milano – 02/06/2026

Live Report: Acid KIng + Sacri Suoni + Bantoriak @ Legend Club, Milano – 02/06/2026
In questa primavera oramai agli sgoccioli, le leggende dello sludge doom americano Acid King, hanno intrapreso un tour europeo, portando la loro monolitica odissea intrisa di fuzz in territori che toccano raramente.
Oltre alla Scandinavia e i Balcani, questo tour tanto atteso ha fatto tappa anche nella nostra Penisola, martedì 2 giugno 2026, al Legend Club di Milano.
Grazie a Corrado e la sua HardStaff Booking potremo affrontare nuovamente un viaggio nello sludge più pesante e senza compromessi, nelle profondità più cupe del doom, tra riff sabbiosi, distorsioni assassine e vibrazioni che ti entrano nelle ossa.
Ciò che rende questo viaggio davvero storico, è che ogni sera il trio di San Francisco eseguirà il suo capolavoro cult del 1999, Busse Woods, nella sua interezza per la prima volta sul suolo europeo.
Dall’ipnosi schiacciante di Electric Machine, recentemente inserita nel film indipendente candidato all’Oscar “Sirat”, fino all’incedere paludoso e ritualistico della title track, uniamoci quindi alla frontwoman e chitarrista Lori S., in questo pesante viaggio lisergico nel profondo del bosco: un concerto che diventa una rara occasione per assistere a un caposaldo della psichedelia pesante riprodotto dal vivo.
Gli Acid King sono una band che ha fatto la storia in questo genere e questa serata era proprio per veri fan, per chi ama il groove lento, pesante come macigni e cavernoso, per chi voleva sentire Busse Woods come mai prima d’ora.
Quella di oggi era davvero una data da non perdere, anche per i gruppi di supporto, entrambi italiani e molto validi, e al mio arrivo poco dopo l’apertura porte devo constatare che l’affluenza al locale di viale Enrico Fermi è stata più che discreta, nonostante il maltempo e la pioggia incessante non ci abbia lasciato tregua in questo giorno di festa.
Al solito, peggio per chi non c’era, vi siete persi tre grandi esibizioni, dall’inizio alla fine è stato un susseguirsi di ottima musica fatta con passione e cuore, come piace scrivere alla sottoscritta.
Vediamo quindi com’è andata questa tappa milanese che vede in apertura i Bantoriak, cult band desert rock livornese, che non avevo mai prima di oggi avuto occasione di vedere, e i milanesi Sacri Suoni, che rivedo volentieri dal vivo, dopo l’ultima occasione sempre tra queste mura lo scorso luglio.
Bantoriak
Nato originariamente come progetto solista di Izio Orsini, ragazzo livornese che avevo già avuto modo di vedere sul palco con i Rancho Bizzarro, i Bantoriak finalmente tornano sulle scene con un nuovo album Vol. II, in uscita il 19 giugno 2026 per Argonauta Records, dove vede la partecipazione di storici collaboratori e nuovi innesti che saranno sul palco con lui questa sera: Toto barbato alla batteria, Marco Gambicorti e Jacopo Pannokkia Carli alle chitarre, Valentina Ragozzino al basso e voce.
A sette anni di distanza dall’acclamato debutto Weedooism, i Bantoriak aprono un nuovo capitolo sonoro, espandendo la propria visione in un’esperienza psichedelica ancora più profonda e immersiva, e questa sera al Legend Club ne avremo una gustosissima anteprima, con Kairot e il primo singolo estratto Blu bus.
Il loro sound è una miscela ipnotica di stoner doom psichedelico e calde sonorità vintage anni ’70, dove i venti del deserto incontrano atmosfere mistiche e umide con decise inflessioni hard blues.
Nei 5 brani che ascolteremo in questi 30 minuti di esibizione, avremo modo di assaporare il loro sound viscerale e profondamente evocativo, capace di incanalare l’essenza pura del desert rock attraverso jam vorticosamente ipnotiche e groove magnetici.
Devo ammettere che non conoscevo questa nostra realtà nostrana, e facendo mea culpa, dopo questa sera rimedierò subito andando a comprare il primo lavoro in studio e aspettando con ansia l’uscita del prossimo, e vi posso garantire che i Bantoriak rappresentano una voce più unica che rara nell’underground nostrano.
Veramente bravo e talentoso Izio Orsini, che riesce abilmente a trasmetterci tutto il suo amore per le musiche lisergiche e le sonorità anni Settanta tanto care a tutti i gruppi che suoneranno sul palco e a noi qui presenti al Legend Club questo martedì 2 giugno del tutto particolare.

Lineup
- Izio Orsini– organo e sampler
- Toto barbato – batteria
- Marco Gambicorti – chitarra
- Valentina Ragozzino – basso e voce
- Jacopo Pannokkia Carli – chitarra
Setlist
- Try to sleep
- Kairot
- Lysergic tantra
- Chant of stone
- Blu bus
Sacri Suoni
Dalle ceneri del progetto stoner-sludge-doom noto come Stoned Monkey, nel 2022 nascono i Sacri Suoni: una band molto interessante che, prendendo ispirazione da diversi generi e sonorità, risulta essere apprezzabile e assai godibile anche dal vivo grazie alla loro grande bravura e padronanza degli strumenti.
Con due album all’attivo, Sacred Is Not Divine del 2023 e Time to Harvest uscito solo pochi mesi fa, questa sera ci faranno ascoltare interamente quest’ultima fatica in studio.
Brani che raccontano il potere dell’instrumental rock con la pesantezza dello stoner/sludge attraverso passaggi di space rock e psychedelic doom fatti con tutti i crismi. Un atteggiamento sul palco, quello di tutti i componenti della band, che enfatizza la loro passione e il crederci davvero in quello che fanno, e questo si capisce eccome.
Atmosfere distorte e psichedelia che si fondono ad un’energia progressive fragorosa che si sovrappone alle intense e cupe chitarre di Giacomo e Gianmarco.
Ricchi di sonorità cupe a tratti ipnotiche, con momenti psichedelici che danno un tocco di qualità e di originalità alla loro proposta, interamente strumentale, che, come detto anche dal vivo, ha estremamente presa sul pubblico.
Riff pesanti, atmosfere dilatate, synth avvolgenti e un continuo alternarsi tra passaggi oscuri, rallentamenti ipnotici e momenti di apparente quiete, con passaggi più intimi e introspettivi, creano un’esperienza d’ascolto travolgente a cui è impossibile restare indifferenti.
Non ci sono voci per i Sacri Suoni, ma l’eccellente e decisamente ispirato lavoro della sezione ritmica di Alessio e Mattia, unito alle chitarre di Giacomo e Gianmarco, danno vita a dei veri e propri coinvolgenti trip.
Questa sera ci regalano una quarantina di minuti molto intensi, e attraverso questo live pressoché perfetto, a supporto di un album che merita davvero più di un ascolto sbadato in cuffia, si guadagnano una sempre maggiore visibilità all’interno della scena underground nostrana, da cui purtroppo si fa sempre molta fatica ad emergere.
Se amate le sonorità fluttuanti e allo stesso tempo piene di psichedelia Seventy, i Sacri Suoni fanno al caso vostro.

Lineup
- Gianmarco De Santis – chitarra solista
- Mattia Carabelli – basso/ sample/synth
- Giacomo Tagni – chitarra ritmica
- Alessio Gavioli – batteria
Setlist
- Plow the Void
- Soothe
- Dissolve to Reunite in Varanasi
- It Will Crumble Before Us
I Sacri Suoni come anche i loro predecessori sul palco Bantoriak sono stati un ottimo preludio per quello che verrà tra poco.
E ora, tutti al banco del merchandise, a supportare come si deve il metal italiano.
Acid King
Adottando il soprannome del famigerato assassino adolescente Ricky Kasso, gli Acid King emersero dalla scena di San Francisco nel 1993 con un suono che fondeva il metal pesante degli anni ’70 con le atmosfere lente, dense e allucinate portate avanti dai contemporanei come Sleep e Electric Wizard.
Tra i primi a portare un po’ di psichedelia e doom nello stoner rock classico, dopo diversi cambi di line-up e un album nel 2015, Middle of Nowhere, Center of Everywhere, non ben accolto dai fan più intransigenti, sono tornati prepotentemente in scena nel 2023 con Beyond Vision, ma come detto all’inizio di questo Live Report, il grande protagonista di questo tour europeo, è il loro apice in carriera, Busse Woods del 1999.
Quando salgono sul palco, sono da poco passate le 22, e il locale di viale Enrico Fermi è tracotante di entusiasmo e pronto ad accogliergli nel migliore dei modi.
Ritroviamo, ben contenti di farlo, l’inimitabile sacerdotessa Lori Steinberg con la sua liturgia mantrica dalle ritmiche cadenzate e ossessive, i riff disturbanti della sua chitarra supportati dalla sezione ritmica impeccabile di Bryce Shelton e Jimmy Perez, un’impronta stoner doom marcatamente ipnotizzante in alcuni momenti.

Gli Acid King restano maestri indiscussi in quello che fanno e mantengono nel nostro Paese un seguito fedelissimo che li apprezza e ama per quello che sono, sono sempre stati, e mi viene da pensare, sempre saranno.
In quest’ora abbondante in loro compagnia ci lasciamo travolgere molto volentieri da queste ritmiche ipnotiche che ci portano nuovamente attraverso un viaggio, forse mai interrotto da inizio serata, pezzo dopo pezzo: le nostre teste di muovono a ritmo con gli occhi chiusi immaginando di essere chissà dove ed è bellissimo far parte di questo rituale collettivo che diventa un concerto.
Un viaggio che inizia con la riproduzione per intero di Busse Woods a partire dalla titletrack. Il titolo dell’album si riferisce a un luogo reale situato nei sobborghi di Chicago, dove la frontwoman della band, Lori S., unico membro originale rimasto, si incontrava da adolescente con amici ascoltando Black Sabbath e consumando sostanze non troppo lecite.
Lunghissime digressioni cupe, pesanti ed acide, con il particolare aggiuntivo della voce sognante di Lory S. che assume spesso dei toni da vera e propria liturgia, contribuendo a creare un’atmosfera da brividi combinata con le cadenze sfibranti ed ipnotiche della sezione ritmica.
Trovo pressoché inutile descrivere brano per brano, o menzionarne uno più incisivo di altri, sarebbe comunque un gusto personale e chi si trova qui in mia compagnia questa sera, sa bene cosa e chi è venuto ad ascoltare.
La pesantezza e monolicità tipiche del doom, e i riff sporchi e psichedelici dello stoner, si fondono in un amalgama perfetto che deve molto a storiche band già citate prima certo, ma con una propria dose di personalità a contraddistinguerli.
Nell’encore avremo tempo e modo di ascoltare altri tre loro brani iconici: Mind’s Eye, con i suoi riff dilatati e ipnotici, e la voce di Lory, sempre molto Seventy come impronta. Poi è il turno di 2 Wheel Nation del 2005 e andando ancora più indietro nel tempo, Teen Dusthead del lontano 1997, con un tocco a mio parere più malinconico e greve ad incupirci definitivamente l’animo.
Gli Acid King nel corso del tempo sono riusciti a coniare un sound davvero unico ed inconfondibile, cosa non facile nell’affollato panorama del metal, e di questo devono esserne fieri e orgogliosi. Non hanno mai incentrato la loro corriera sulla produzione in studio, quanto sui concerti dal vivo, senza sosta per quasi trentacinque anni oramai, continuando a restare nelle viscere della distorsione senza mai raggiungere il successo mainstream ma mantenendo una fedele fanbase che certamente se ne andrà questa sera dalle mura del Legend Club di Milano pienamente soddisfatta.
Prima di congedarsi da noi gli Acid King manifestano il loro amore verso i loro fan e il nostro Paese e tutto il pubblico risponde con affetto e mistica devozione: una vera e propria dichiarazione d’intenti ambo i lati, insomma, come sempre dovrebbe essere ad un concerto ben riuscito come questo.
Lineup
- Lori Steinberg – voce e chitarra
- Bryce Shelton – basso, tastiere
- Jimmy Perez – batteria
Setlist
- Busse Woods
- Silent Circle
- Drive Fast, Take Chances
- 39 Lashes (Andrew Lloyd Webber/Tim Rice cover)
- Carve the 5
- Electric Machine
Encore
- Mind’s Eye
- 2 Wheel Nation
- Teen Dusthead

Completamente stordita e felicemente confusa mi avvio verso casa e domani si riprende a lavorare, dopo questo lungo ponte festivo conclusosi nel migliore dei modi, con un concerto come piace a me.
Anche io mi unisco ai ringraziamenti fatti dalle band verso Corrado per l’ottima organizzazione, sei davvero una garanzia .
Ci si rivede prestissimo, sempre tra queste righe.
Stay tuned and Stay metal.
