Recensione: Soulbound

Di Ninni Cangiano - 2 Marzo 2026 - 8:01
Soulbound
Band: Gladenfold
Genere: Power 
Anno: 2026
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
75

Non ho mai seguito particolarmente i finnici Gladenfold, non amando il loro sound che mischiava il melodic death alla Children Of Bodom con il power metal di scuola scandinava, di conseguenza in passato avevo sempre poco approfondito la mia conoscenza dei loro primi 3 full-lengths e dei vari EP e singoli che sono usciti in oltre 20 anni di carriera. Poi la svolta con questo “Soulbound”, disco in cui il gruppo dei fratelli Itälä ha abbandonato il growling pressoché totalmente (restano sporadiche backing vocals che non disturbano più di tanto, come nella dura “Helix Of Hate”) per darsi finalmente ad uno stile canoro pulito e melodico; la componente melodic death è pressoché sparita ed il sound è sostanzialmente classificabile come puro power metal di matrice scandinava. E bisogna anche dire che Esko Itälä si rivela un singer anche molto capace, con una buona estensione, una notevole espressività e versatilità. Naturalmente il ritmo resta sempre alquanto sostenuto, grazie anche all’ottimo consueto lavoro dell’altro fratello Lauri alla batteria (fa eccezione la sola ballad “Mercy”, in cui sentiamo anche una voce femminile ospite, riconducibile a Michaela Tuomenoksa dei metalcorers Without Warning), mentre le due chitarre di Matias Knuuttila e Toke Gerdts si rincorrono in assoli di ottima fattura, con l’ausilio importante delle tastiere di Paavali Pouttu; agisce nel sottofondo, invece, il basso di Ville Vesa, ma con il fondamentale compito di dare sostanza e spessore al sound. Tra le canzoni più belle del disco bisogna indubbiamente indicare la splendida “Ghostlike” (tra le migliori canzoni in assoluto ascoltate in questi primi mesi del 2026!) che, con le sue ottime melodie, fa pensare ai nostri Temperance, ma senza voce femminile, o ai Serenity.

 

L’album, nonostante servano più ascolti per essere compreso pienamente, ha comunque tante altre canzoni valide, dall’accoppiata iniziale composta da “Fire Wind” e dalla successiva più moderata “Wardens Of Time” (in cui Esko si distingue per la migliore prestazione canora dell’album), passando per la già citata “Mercy”, fino alla conclusiva “Soulbound Parallax”, altra canzone cantata in maniera eccelsa, che suggella degnamente un lavoro di ottimo livello qualitativo. Da citare anche l’orecchiabile “For My Queen”, scelta per la realizzazione di un singolo e relativo videoclip uscito con notevole anticipo rispetto alla release date del full-length, niente meno che ad agosto 2025.

 

“Soulbound” è composto da 9 tracce per una durata totale di poco superiore ai 41 minuti; ha un artwork in stile fumettistico ed è stato interamente registrato nei propri studi dalla band (bisogna dire con ottimi risultati). Questo album costituisce una svolta nella carriera dei Gladenfold, una decisa sterzata verso il power metal più classico che, ritengo doveroso sottolinearlo, si rivela un grandissimo passo avanti a livello qualitativo per la band finlandese, finalmente in grado di competere con tutti i big della scena power metal scandinava. Se siete fans di questo genere musicale, non dovete farvi sfuggire questo disco!

Ultimi album di Gladenfold

Band: Gladenfold
Genere: Power 
Anno: 2026
75