Testament: Chuck Billy annuncia la sua biografia in uscita per Permuted Press

Permuted Press ha annunciato l’uscita di “Holding My Breath: The Two Testaments Of Chuck Billy”, in uscita il 10 novembre 2026.
Dai palchi implacabili del thrash metal della Bay Area fino all’orlo della morte, per poi tornare indietro: “Holding My Breath: The Two Testaments Of Chuck Billy” è lo schietto e coraggioso libro di memorie dell’iconico frontman dei Testament. Cresciuto in una forte e fiera famiglia nativa americana e messicano-americana, Chuck Billy si è fatto strada a forza di ribellione, puro talento e un’incrollabile ostinazione, diventando la voce potente di una delle band più longeve e resilienti del thrash.
Ma a trentotto anni, una devastante diagnosi di cancro ha rischiato di farlo tacere per sempre. Forte del sostegno viscerale della comunità metal, incluso il leggendario concerto benefico Thrash of the Titans, che riunì vecchi rivali trasformandoli in fratelli e riaccese la scintilla del genere , Chuck ha affrontato cure estenuanti, profondi percorsi spirituali e la battaglia più importante della sua vita.
Questa è la storia di un uomo che ha rifiutato di mollare la presa, scoprendo che la vera forza non sta solo nel trattenere il respiro finché il mondo non si piega al tuo volere, ma nell’imparare a respirare di nuovo, più forte, più saggio e circondato dalla propria famiglia, sia quella di sangue che quella scelta. Un crudo testamento di sopravvivenza, musica e dei legami indissolubili che definiscono una vita vissuta nel segno del metal.
In una nuova intervista rilasciata a Denny Spinks di Rock N’ Roll Medicine, Chuck Billy, ha parlato della sua imminente autobiografia e, alla domanda sul perché questo fosse il momento giusto per raccontare la sua storia, Chuck ha dichiarato:
“All’inizio sono stato approcciato per fare il libro. Non sono stato io a cercarlo, perché sono un tipo riservato. Non ho mai parlato molto dei miei anni giovanili e di quella parte della mia vita. Si finisce sempre per parlare della band e di ciò che le ruota intorno. Così ho pensato che, guardandomi indietro, ora che ne avevo l’opportunità, riflettere sul passato sarebbe stato interessante. Soprattutto quando ho iniziato a scriverlo: è stato quasi terapeutico. Mi è tornato in mente quando avevo, non so, 17 o 18 anni, e fissavo la copertina di quel disco dei Black Sabbath desiderando di… non so nemmeno se volessi entrare nel mondo della musica. Forse volevo solo essere una celebrità, perché all’epoca ero un atleta. Volevo fare sport o il musicista, non necessariamente il cantante, visto che allora suonavo la chitarra. Ma la cosa era quella, e mi dicevo: ‘Farei qualsiasi cosa nella vita pur di avere successo, anche se dovessi vivere solo fino a 38 anni’. È iniziato tutto da lì. E poi, a 38 anni, è arrivata la diagnosi di cancro. E ho pensato: ‘Wow, quella cosa che pensavo da ragazzino sta succedendo davvero’. Sì, è una roba assurda.”
Chuck ha continuato:
“Quando abbiamo iniziato a parlare del libro, ho pensato: ‘Cavoli, è pazzesco perché ci sono due me, due Chuck‘. C’è il Chuck prima della malattia, con tutti gli anni passati a mettere in piedi la band fino a quel momento, e poi c’è il Chuck che ha sconfitto il cancro, con la band che si è riunita e ha iniziato a scrivere tutti gli album successivi. Quello era un Chuck diverso, ed erano dei Testament diversi. È stato una sorta di giro di boa interessante nella mia storia. Ma se ci ripenso, mi dico: ‘Dio, riconduce tutto a quel patto dei 38 anni’. Pensavo che sarei morto. Non è successo.”
Alla domanda se il libro parta dai 38 anni, l’età della prima diagnosi di cancro, Chuck ha risposto:
“Il libro inizia praticamente quando avevo otto mesi. L’intera premessa di ‘trattenere il respiro’ comincia da lì. È lì che inizia la mia storia ed è da lì che deriva il titolo ‘Holding My Breath’. Diventa una specie di tema ricorrente che mi accompagna per tutta la vita, nel privato, nel business e nella band, questa idea di trattenere il respiro. Non voglio svelare troppo, ma si parte da allora e si attraversa tutta la mia giovinezza, prima ancora di entrare nella band. Parla di ciò che facevo per allenarmi ed essere pronto per una band, prima di averne una. Ci sono tutti quegli anni. Tutti gli anni folli e stupidi della droga, le idiozie e le cose assurde che facevamo da giovani, tutta quella roba con le droghe a cui siamo sopravvissuti. Questa è la parte di cui non ti fanno mai domande nelle interviste quando parli della band.”
“Holding My Breath: The Two Testaments Of Chuck Billy” è disponibile al pre-order QUI.
