Recensione: Inferno

Di Ninni Cangiano - 29 Marzo 2026 - 8:01

Non ho mai seguito in maniera attenta gli svedesi Lion’s Share, gruppo formato quasi 40 anni fa (era il 1987) dal chitarrista Lars Chriss e dal tastierista Kay Backlund. Nel corso degli anni, la band ha realizzato, oltre a numerosi singoli e demo, ben sei LP ed un EP, diventando nel 2017 un duo composto dal leader Lars Chriss e dal cantante Nils Patrik Johansson; con questa formazione e con numerosi amici ospiti in studio (fra cui anche l’altro fondatore), ecco che viene dato alle stampe questo “Inferno”. Il disco ha un artwork non proprio esaltante (realizzato dai Blekkmark Design Studio) ed è composto da 9 tracce per una durata totale di poco superiore ai 42 minuti. Per chi non conosce i Lion’s Share, il sound è un heavy/power abbastanza orecchiabile e ritmato, caratterizzato dalla voce abrasiva e sporca, ma sempre acuta ed espressiva del singer (che milita anche in Wuthering Heights ed Astral Doors, oltre ad una lunga carriera solista) che ha pochi eguali nel mondo metal; piaccia o non piaccia, è indubbio che la sua ugola è inconfondibile! Tutte le canzoni che fanno parte della tracklist sono state pubblicate come singoli nel corso degli ultimi anni o erano comprese nell’EP (intitolato semplicemente così: “EP”!!) del 2018. La quarta e l’ottava traccia (“The Lion’s Trial” ed “Another Desire”) facevano parte dell’EP, mentre gli altri pezzi sono usciti negli ultimi 7 anni: “Chain Child”, “We Are What We Are” e “Pentagram” nel 2019, “Baptized In Blood” nel 2021, “Run For Your Life” nel 2022, mentre “Live Forever” e “We Will Rock” sono i più recenti, essendo stati pubblicati nel 2024. Si tratta quindi di una sorta di raccolta di brani già editi nel corso degli anni ed il gruppo potrebbe realizzare anche un altro album di questo genere, dato che c’è almeno un’altra dozzina di singoli pubblicati negli ultimi 7 anni, ma tenuti fuori dalla tracklist. Si inizia alla grandissima con l’ottima “Pentagram”, canzone che si ficca in testa immediatamente e che è dotata di un ritmo non indifferente.

 

La scaletta si presenta però con diverse sfaccettature, con pezzi più ruffiani, altri più lenti e cadenzati ed altri ancora tirati e frizzanti. Personalmente ho preferito questi ultimi, fra cui segnalo sicuramente la veloce accoppiata centrale composta da “Live Forever” e da “Chain Child”, con quest’ultima che è stata anche scelta per la realizzazione di un lyric-video.

 

Indubbiamente ruffiana è “We Will Rock”, ma lo è soprattutto “We Are What We Are”, con un coretto che si ficca subito in testa (We Are What We Are, We Are Metal!). Tirando le somme, quindi, questo “Inferno” mette in mostra varie e differenti anime dei Lion’s Share, forse perché i brani sono stati composti in diversi momenti, con la chitarra del leader Lars Chriss sempre in ottima evidenza con assoli di gran gusto e la voce caratteristica ed inconfondibile di Nils Patrik Johansson a dare quel tocco maligno e perverso; per essere obiettivi, comunque, ci troviamo davanti ad un album sicuramente valido e piacevole da ascoltare più volte.

Ultimi album di Lion’s Share

Genere: Heavy  Power 
Anno: 2026
70
Genere:
Anno: 2009
78
Genere:
Anno: 2007
73