Live report: Elvenking + Rakinua @ Astro Club, Fontanafredda (Pn), 08/05/2026

Live report: Elvenking + Rakinua @ Astro Club, Fontanafredda (Pn), 08/05/2026
8 maggio 2026: una data destinata a entrare negli annali del metallo italiano. Sì, perché gli Elvenking, la band di maggior successo del Nord-Est metallico, chiudono il trittico di show dedicati alla trilogia “Reader of the Runes” a casa loro, in provincia di Pordenone. Un evento attesissimo, che ha raggiunto il sold out con qualche giorno di anticipo rispetto all’apertura dei cancelli dell’Astro Club di Fonranafredda. “Piccoli” segnali che rendono la serata unica e imperdibile, a cui noi di Truemetal.it non potevamo certo mancare. Eccovi quindi il racconto di uno degli happening più attesi e rappresentativi per gli appassionati del Nord-Est.

Live Report a cura di Marco Donè
Arriviamo all’Astro Club verso le 20:45. Il locale pordenonese è letteralmente preso d’assalto, con una coda interminabile all’ingresso. Dopo aver svolto le incombenze in cassa, entriamo nella sala concerti. Incontriamo subito parecchie facce note, tra cui alcuni ex Elvenking, qui presenti per supportare i loro vecchi amici. Sono le 21:15 quando le luci dell’Astro Club si spengono e i Rakinua, la compagine che accompagna gli Elvenking nella data in provincia di Pordenone, fanno il loro ingresso in scena.
RAKINUA
La band italo-austriaca è uno dei nomi nuovi dell’universo folk-pagan metal, il cui disco di debutto è in uscita a fine maggio. Tra le proprie fila, i Rakinua vantano la presenza di alcuni nomi noti della scena italiana, e non solo. Un particolare che dona ulteriore curiosità alla loro performance. Troviamo infatti Fabio D’Amore al basso – meglio noto per il suo operato con Serenity e Perchta – e Gabriele Boz alla batteria – attivo con i Sinheresy e con un passato live negli Elvenking. I Rakinua entrano in scena con un look evocativo, radicato nell’immaginario folk. La cantante Velis, in particolare, indossa vesti che riportano alla mente una sacerdotessa pagana, rappresentando alla perfezione il concept che sta alla base della band. I Rakinua attaccano con il singolo ‘Shepherd of the Clouds’, ma in queste battute iniziali la loro prova è penalizzata da suoni che sacrificano basso e chitarre. L’arpa, inoltre, non viene valorizzata. Con il prosieguo della performance i suoni migliorano, aumentando di conseguenza la resa e il pathos della prova di Velis e compagni. Uno show in crescendo, con sempre maggior enfasi, che conquista un pubblico pronto a supportare con grande partecipazione i Rakinua. Davvero degna di nota la prova di Boz alla batteria, con il musicista che rivela un’ottima presenza scenica. Nelle parti percussive, armato delle classiche mallets, Boz suona in piedi dietro le pelli, invitando a più riprese il pubblico a far sentire la propria voce. Se a questo aggiungiamo le percussioni suonate da Velis e vari passaggi recitati, la prova dei Rakinua assume un tono quasi ritualistico. In attesa dell’uscita dell’album, l’esibizione dell’Astro Club ci regala una formazione da tenere d’occhio. La speranza è di poterli risentire presto, con un suono più consono alla loro proposta. Ottimo inizio di serata.
ELVENKING
Dopo un rapido cambio palco in cui viene allestita la classica scenografia degli Elvenking, il combo pordenonese è pronto a entrare in azione. Attorno alle 22:15 le luci dell’Astro Club si spengono di nuovo e il pubblico esplode in un boato, pronto a vivere il momento più atteso della serata. Symohn è già seduto dietro le pelli. Gli altri membri fanno invece il loro ingresso uno alla volta, accolti con clamore dalla platea. L’ultimo è ovviamente Damnagoras, che si palesa con le classiche corna di cervo sul capo. Si parte subito alla grande con ‘Heathen Divine’, che mette a ferro e fuoco l’intero Astro Club. Il locale è caldissimo e canta a squarciagola il ritornello. A fine canzone l’entusiasmo è alle stelle e il coro “Elvenking, Elvenking” si impone con autorità. Aydan e compagni regalano una scaletta entusiasmante, che mette a dura prova le corde vocali dei fan. I capitoli della trilogia “Reader of the Runes” vengono presentati rispettando l’esatta cronologia temporale, pescando ben quattro brani per ogni disco. Ci troviamo così a vivere e cantare pezzi accattivanti, quali ‘Silverseal’, ‘The Hanging Tree’, ‘Bride of Night’ – ormai un classico del metallo Made in Italy – ‘Luna’ e ‘The Ghosting’. Damnagoras decide di non dialogare con il pubblico tra un pezzo e l’altro. Le canzoni vengono proposte senza pause, aumentando l’impatto e la resa dello show. Il compito di introdurre la transizione tra i capitoli della trilogia è affidato a degli interludi, brevi estratti dai dischi che caratterizzano “Reader of the Runes”. I presenti apprezzano tantissimo e accompagnano gli Elvenking con ripetuti cori e battiti di mani ritmati. Dopo ogni composizione il boato è assordante, così come il coro “Elvenking, Elvenking” che fa capolino più volte durante la serata. Sul palco i Nostri sfoggiano una prestazione al cardiopalma: energica, trascinante, adrenalinica. Dai volti del sestetto traspare grande soddisfazione, un aspetto che permette alla band di suonare e divertirsi allo stesso tempo. I sei tengono il palco con esperienza e Damnagoras si conferma frontman con la “F” maiuscola. Il cantante è dotato di un carisma unico, che gli permette di tenere la platea in pugno fin dalle prime battute dello show. I suoni, dopo un inizio rivedibile, rendono giustizia alla prova della band, valorizzando l’intensità offerta dagli Elvenking. Con ‘On These Haunted Shores’ si chiude il tempo dedicato alla trilogia “Reader of the Runes” ed è solo in questo momento che Damnagoras inizia a dialogare con i fan. Ringrazia la platea e spiega il perché di queste tre date speciali e la decisione di non presentare i vari brani. La scelta nasce dal desiderio di valorizzare il concept che ha segnato gli ultimi anni della loro carriera. Gli Elvenking volevano evitare cali di tensione e di pathos, volevano che fosse la musica a parlare. Sono estremamente provati, ma la performance andava fatta così. Racconta che gli Elvenking sono nati nel lontano 1997 e in questa lunga avventura ci sono stati degli amici che hanno deciso di fermarsi anzitempo, durante il percorso. Molti di loro sono in sala stasera e Damnagoras li saluta e omaggia uno per uno. Si lascia poi andare a un passaggio nostalgico su come la musica sia cambiata nel tempo, diventando un qualcosa da consumare velocemente. Se paragonata al passato, ora l’arte è quasi istantanea. Proprio questa evoluzione dell’universo musicale li ha portati a fare un piccolo passo indietro ed è qui che annuncia la nuova ‘The Past Is Forever’. Dopo un passaggio così carico di emozioni, il pubblico è ancora più caldo, come se fosse dotato di energie inesauribili. Arriva poi il turno di ‘Runereader’, presentata da Damnagoras come la canzone che diede il via al concept “Reader of the Runes”. La chiusura è affidata a due classici immortali, che rischiano di radere al suolo l’Astro Club, vista l’energia con cui vengono accolti dai fan. Ecco quindi arrivare ‘The Divide Heart’ ed ‘Elvenlegions’. Siamo giunti alla fine dello show. Gli Elvenking, visibilmente emozionati, ringraziano una folla fuori di sé, che urla a squarciagola il nome della band e, a più riprese, chiede ancora una canzone. Gli Elvenking salutano i presenti e si ritirano nel backstage. Dalle casse parte l’outro, che sancisce la fine dello spettacolo. L’Astro Club non ne vuole però sapere e continua a chiedere l’ultimo brano. E con un’atmosfera così calda, la formazione di casa non può far altro che uscire di nuovo e placare la sete di musica e di emozioni dei propri seguaci. Ecco quindi una ‘Pagan Revolution’ da paura, cantata all’unisono da Damnagoras e il pubblico. Ed è con ‘Pagan Revolution’ che alle 23:50 gli Elvenking si congedano dall’Astro Club. Serata epocale.
Setlist
Perthro (intro)
Heathen Divine
Sic Semper Tyrannis
Silverseal
Eternal Eleanor
Diamonds in the Night (interludio)
The Hanging Tree
The Cursed Cavalier
Bride of Night
The Repentant
Reader of the Runes – Book II (interludio)
Luna
Gone Epoch
The Ghosting
On These Haunted Shores
Encore
The Past Is Forever
Runereader
The Divided Heart
Elvenlegions
She Lives at Dawn (outro)
Encore II
Pagan Revolution
CONCLUSIONI
Serata intensa quella vissuta all’Astro Club di Fontanafredda. Un evento che, come sottolineato all’inizio di queste righe, è destinato a entrare negli annali del metallo tricolore. Sì, perché gli Elvenking, giocando in casa, hanno messo a ferro e fuoco un locale stracolmo, caratterizzato da un pubblico affamato di musica e in cerca di emozioni forti. I presenti hanno supportato i propri beniamini con calore e trasporto, dall’inizio alla fine dello show. Gli Elvenking hanno poi pensato al resto, regalando una prestazione incredibile, tra le migliori a cui abbiamo avuto modo di assistitere nella loro quasi trentennale carriera. Se a questo sommiamo l’interessante esibizione dei Rakinua, band da tenere d’occhio in previsione futura, possiamo facilmente comprendere il livello di qualità assaporato. La speranza è che l’Astro Club possa continuare a offrire eventi di tal fattura. La risposta del pubblico del Nord-Est dimostra che ce n’è davvero bisogno.
Marco Donè