Recensione: Guardians Of Twilight
I nomi di certe band funzionano come se fossero una sorta di carta d’identità, riuscendo con un paio di semplici parole a svelare le caratteristiche salienti del gruppo sotto esame. Come nel caso dei Preludio Ancestral: un moniker che induce subito pensare ad una band power metal, magari con qualche elemento sinfonico, proveniente da un paese latino. Ed infatti scopriamo trattarsi proprio di una formazione argentina che trova i suoi punti di riferimento nel sound di Helloween, Angra e Rhapsody of Fire.
I Preludio Ancestral sono in circolazione dal 2005 e con questo nuovo “Guardians Of Twilight” giungono al loro sesto album in studio. Il progetto ruota essenzialmente attorno alla figura del chitarrista e compositore Leonardo Gatti, che qui troviamo ad occuparsi anche delle parti di basso, tastiere oltre che a curare tutti gli arrangiamenti orchestrali. Infine, completano la line-up il chitarrista Juan Pablo Kilberg, il batterista Martin De Pas ed i cantanti Jackson ‘Jax’ Harwood e Cole Maverick Turner.
Power metal in pompa magna quindi, accompagnato da testi riguardanti draghi, guerrieri e maghi, come si può già intuire dalla copertina, un po’ pacchiana, a dire il vero, e dai video in stile videogioco fantasy che fanno da cornice al singolo promozione.
A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare da un album di questo tipo, il disco non inizia con un qualsivoglia intro, ma attacca subito con il primo brano vero e proprio. “Blades Of The Burning Sky” si presenta maestosa e altisonante, con un cantato che unisce certe sfumature prog a potenza e ardore. La temperatura sale ulteriormente con “Riders Of The Crimson Storm”: una composizione gagliarda con ritmi pulsanti e chitarre vertiginose che culmina in un ritornello glorioso.
La partenza è veramente promettente, un’accoppiata di pezzi spumeggianti come quella appena ascoltata fa venire l’acquolina in bocca e lascia ben sperare per le composizioni successive. Per quanto il combo argentino ricorra ad idee palesemente derivate, riesce comunque a mettere in campo delle soluzioni interessanti che non faticano a lasciare un buon sapore a chi ascolta.
Con la terza traccia, Gatti pensa bene di spezzare un po’ i sapori con “The Shadow Throne”, virando su arrangiamenti più tenebrosi che ricordano un certo gothic melodico. Chiusa questa parentesi si torna a correre sulle note di “Flame Of The Eternal Dragon”, un power con influenze vicine ai Rhapsody of Fire, particolarmente evidenti nel passaggio in latino a metà pezzo.
Nonostante le radici dei Preludio Ancestral siano piantate nella sconfinate praterie della pampa Argentina, pare lampante che i loro gusti musicali pescano a piene mani dal vecchio continente. Il sympho-power eroico continua a tenere ancora banco con “The Storm Of A Thousand Wings” e la gioiosa “Rise Of The Golden Flame” dove l’ardimento glorioso tocca vette importanti.
Il lavoro delle chitarre è notevole, e la scelta del mastermind Gatti di affiancarsi a un secondo chitarrista fa pensare alla sua intenzione di portare i brani dal vivo dove farli rendere al meglio.
Ancora una piccola uscita dagli schemi con “The Sorceress Of My Heart”: un metal melodico che strizza l’occhio al pop, fungendo da momento tranquillo del disco. Un riff tosto e senza fronzoli fa invece da colonna portante a “Vengeance Of The Dragonheart”, una traccia compatta con la batteria dal ritmo squadrato. Il finale poi è tutto per le chitarre che possono ancora sbizzarrirsi in assoli virtuosi.
Avvicinandoci alle battute finali, però, il disco comincia a perdere qualche colpo e inciampa su una manciata di brani sotto la media. “Crown Of The Rising Sun” e “Forged In Skyfire” lasciano il tempo che trovano, mentre “The Last Stand Of Light” prova a puntare su di un ritornello di quelli che potrebbero fare facilmente la felicità dei defender, ma che a conti fatti, non riesce a spiccare il volo in modo convincente.
Fortunatamente ci pensa “Twilight Of The Hero” a riportare il disco in carreggiata con un enfatica marcia sorretta da un robusto riff di chitarra. Peccato solo per quel finale un po’ troppo frettoloso.
“Guardians Of Twilight” è un lavoro che senza la pretesa di inventare niente di nuovo riesce a sciorinare una serie di brani efficaci e di sicuro impatto. Purtroppo il risultato finale viene annacquato da qualche riempitivo di troppo, che fa perdere impeto al disco. Tuttavia non mancano delle buone composizioni come “Riders Of The Crimson Storm” o “Flame Of The Eternal Dragon”, dove si possono ascoltare delle buone cose rendendo l’album sicuramente appetibile per gli amanti del power, sinfonico e non.
