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Intervista Venom (La Rage, Dante)

Di Davide Sciaky - 3 Maggio 2026 - 17:54
Intervista Venom (La Rage, Dante)

Dopo ben 8 anni i Venom di Cronos (da specificare dato che oggi esistono tre diverse formazioni della band composte da membri/ex-membri del gruppo inglese) tornano con un nuovo album, “Into Oblivion“.
Abbiamo raggiunto La Rage e Dante, chitarrista e batterista della band, per parlare del nuovo lavoro, ma anche dell’eredità dei Venom, della loro rinnovata fanbase e di altro ancora.

Benvenuti su TrueMetal.it, come state?

Rage: Sto bene. Sono proprio nel mezzo di una tazza di tè, quindi tutto bene.

Dante: Lo stesso qui, ecco la mia tazza.

La prima cosa che voglio chiedervi riguarda il nuovo album che state per pubblicare, “Into Oblivion”. È il primo album dal 2018, da “Storm the Gates”. Quindi, la prima cosa che voglio chiedervi è perché ci è voluto così tanto tempo per pubblicare un nuovo album?

Dante: Beh, abbiamo iniziato originariamente a lavorarci durante il COVID, il che significava che non potevamo trovarci, quindi scrivevamo tutti separatamente. Io e Cronos abbiamo fatto lavori nei nostri studi di registrazioni casalinghi e poi abbiamo lavorato alle canzoni separatamente, ma ci mancava un po’ l’atmosfera di essere in una stanza insieme perché un sacco di roba che facciamo è come i classici anni ’70, Deep Purple e Rainbow e tutto il resto. Facciamo jam insieme e traiamo ispirazione da quello. Potresti, sai, potresti avere una canzone completa che pensi di aver elaborato, ma non appena gli altri membri della band ci suonano sopra, cambia e si adatta e, sai, diventa un po’ più organica. E poi la cosa più grande [che ha causato ritardi] è stata che abbiamo registrato tutte le tracce di batteria e poi le abbiamo riascoltate e il file con la registrazione del charleston era corrotto.

Rage: Quindi c’era un sibilo e un clic sopra e non riuscivamo a liberarcene. E poiché il charleston è la parte più importante per il tempo, ha significato che il povero [Dante] ha dovuto cancellare la sua vacanza e iniziare a registrare tutte queste tracce di batteria da zero, rifare tutto da capo, il che all’epoca è stato devastante, come puoi immaginare. Ci siamo detti, “Oh, cazzo. Sai, dobbiamo rifare tutto questo.” Ma in realtà, col senno di poi, ciò ha anche significato che potevamo lavorare su alcune delle canzoni di nuovo con un approccio un po’ fresco. Abbiamo esteso le parti e messo altri assoli diversi e cose del genere. Quindi è andata per il meglio, ma all’epoca, sai, è stato devastante, ma sì, ha portato a un album molto, molto migliore. Quindi è stata una sorta di benedizione sotto mentite spoglie quel problema, ma come puoi immaginare all’epoca non lo sembrava affatto.

E in più penso che abbia funzionato davvero bene perché siamo su una nuova etichetta discografica che è molto proattiva ed è molto appassionata dei Venom. Stiamo facendo molte più interviste, molte più su Zoom, che sono fantastiche perché non siamo solo al telefono. Riusciamo a vedere le persone e ad avere un po’ più di interazione umana con loro. Poi ci sono i social media, dal quale ci siamo un po’ tenuti alla larga per un po’, ma ora ci stiamo coinvolgendo in quel genere di cose. Instagram, Facebook, cose del genere, che per un gruppo di vecchi britannici è una cosa che richiede un po’ di tempo per imparare a muoversi, ma è stato davvero bello.

Dante: Notevole, non è vero? Ti tiene all’erta.

Rage: Quindi, per me, ha funzionato perfettamente perché penso che molte persone stiano… So che sono usciti alcuni album durante il COVID di alcune delle mie band preferite e quegli album per me sembravano persi perché non c’era un tour che li accompagnasse. Non c’erano concerti e la gente un po’ vuole dimenticare quel periodo di lockdown. Non è stato, sai, un sacco di gente ha sofferto durante quel periodo, non sono fortunati come noi musicisti che avevamo la musica su cui ripiegare. Molte persone erano, sai, in casa da sole senza contatti. Quindi le persone non vogliono associarsi a quel periodo e anche se sono usciti dei buoni album sono stati [un po’] dimenticati.

In termini di scrittura delle canzoni immagino da quello che hai detto che l’idea è di lavorare alle canzoni tutti insieme. È qualcosa che è cambiato nel corso degli anni da quando siete entrati nella band? È sempre stato lo stesso tipo di processo o si è evoluto?

Rage: No. A volte è anche una cosa individuale, vero?

Dante: Esatto. Rage o Cronos possono arrivare con un’idea e una visione di una canzone. Ma una volta che viene tutto rimbalzato avanti e indietro tra noi tre può davvero cambiare. La dinamica di una canzone dalle sue dalle sue fasi iniziali può essere completamente diversa una volta finita. Poi alcune delle cose partono da zero, costruite dalle fondamenta partendo da jam spontanee. Suoniamo e basta e registriamo, poi riascoltiamo. E, sai, potrebbero esserci dei momenti lì dentro in cui diciamo, “Wow, quel pezzetto lì. Lavoriamoci sopra. Lavoriamo su quello per un riff che diventerà il fulcro della canzone.” Quindi, ci sono diversi modi in cui approcciamo la scrittura.

Rage: Penso che poiché stiamo insieme da 17 anni, forse in passato finivamo una canzone e dicevamo, “Bene, è completa. Ha un inizio, una parte centrale e una fine. Ottimo.” Mentre ora siamo più aperti, ogni membro della band può dire “In realtà, sai cosa? Voglio provare qualcosa di diverso. Sai, voglio cambiare la batteria o, voglio cambiare la chitarra o il basso.”. O Cronos potrebbe dire, “Sai cosa? Cambiamo totalmente la voce. Proverò qualcosa di diverso.”. E ci impressioniamo molto a vicenda con le cose che suoniamo. Veniamo e suoniamo cose che non ci siamo mai sentiti suonare a vicenda perché siamo un po’ più a nostro agio e vogliamo suonare cose che sono davvero tecniche e un po’ diverse. E questo stimola ognuno di noi.

Quando i Venom hanno iniziato, la band è stata rivoluzionaria per la scena, creando un nuovo stile che ha influenzato molte altre band. E ricordo di aver letto in alcune interviste passate, mi sembra con Cronos, che diceva che questo tipo di progressione è qualcosa che ancora cerca nella nuova musica dei Venom. Allo stesso tempo però la gente si aspetta alcune cose specifiche dai Venom. Quindi, è complicato per voi bilanciare questa progressione e soddisfare le aspettative dei vostri fan, se è qualcosa che vi interessa fare?

Rage: No, penso che conosciamo gli elementi classici dei Venom, sai, sappiamo cos’è che rende una canzone una per cui dire, “Sì, questo è quello che i fan più anziani apprezzeranno davvero.” Ma voglio dire, per me e Dante, insomma, abbiamo modo di incontrare molti dei fan quando siamo in giro perché andiamo a vedere la maggior parte delle band quando suoniamo. E ci sono un sacco di giovani che vengono a dirti la loro opinione e sai, si discute con loro.

Dante: Sì, ci sono un sacco di giovani come dice Rage, guardiamo sotto al palco e ci sono un sacco di ragazzini, un sacco, stanno diventando sempre più giovani, ragazzi che amano i Venom e questa formazione, che dopo 17 anni è la formazione più longeva della band, e questi sono i loro Venom, sai, sono un cresciuti con questa formazione. Poi ovviamente si appassionano alla band e guardano indietro ai lavori precedenti, i primi album, il che è davvero figo per loro. E’ fantastico avere un pubblico più giovane. Si vede che stiamo facendo qualcosa di giusto se i ragazzini sono presissimi da una band che ha quasi 50 anni.

Rage: E non ci interessa la nostalgia, rispettiamo la storia della band e suoniamo le canzoni come dovrebbero essere suonate, ma non vogliamo essere conosciuti come una band nostalgica. Non sarebbe molto interessante come musicisti limitarsi, magari a suonare una canzone nuova e tutto il resto è vecchio. Quella è una cosa che non ti permette di crescere come musicista. La cosa più impegnativa è rendere le canzoni più interessanti per noi da suonare dal vivo perché quando suoni “Black Metal” e “Countess [Bathory]” un milione di volte… dobbiamo divertirci anche noi con le canzoni, quindi priviamo sempre a mettere qualche piccola variazione, Dante magari farà qualcosa di diverso alla batteria che ti fa sorridere e lo rende interessante o Cronos la canterà in un modo diverso. Ma sì, Cronos ha sempre detto, e penso che siamo tutti un po’ di quella stessa opinione, che non abbiamo ancora scritto la nostra canzone migliore, stiamo ancora cercando di ottenere quella canzone che sia proprio la canzone più perfetta del mondo. E questo è ciò che ti sprona e ti fa andare avanti. Pensiamo che questo album sia assolutamente incredibile, ma dentro me dico, “Voglio fare qualcosa di più!”. Voglio fare qualcosa di più grande, migliore e cose del genere. E questo è fantastico. Sai, non molte band hanno più quel tipo fuoco dentro.

Un’altra cosa che volevo chiedervi, ma un po’ mi avete già risposto, è se un’eredità importante come quella dei Venom sia mai stata un peso per voi, dover essere all’altezza di quell’eredità. Ma immagino da quello che mi avete detto che l’importante sia guardare avanti.

Dante: Sì, guardiamo indietro con rispetto, sono passati quasi 50 anni dalla nascita di questa band. Quindi le canzoni, i primi album, abbiamo un grande rispetto per tutto e amiamo suonare queste canzoni dal vivo: la nostra scaletta sembra una sorta di greatest hits di tutti quegli anni, dagli anni ’80, e poi si sono rimessi insieme nel ’96 e poi da lì in poi cerchiamo di incorporare qualcosa da quasi ogni album. Sta diventando sempre più difficile farlo con ogni album nuovo che facciamo. Ma certamente questi nuovi — il nuovo album e i tre album precedenti in cui ho suonato —hanno un sound e una dinamica freschi, non stonano accanto ai classici. Quando vedi il nostro show dal vivo ogni canzone ha davvero il suo posto. Poi i membri del pubblico, come ho detto, stanno diventando sempre più giovani. Naturalmente ci sarà gente tra la folla che ha seguito la band dal suo inizio ed è fantastico vedere i fan più vecchi che hanno magari 60 e 70 anni che si scatenano accanto ai ragazzini che sono adolescenti, o di 20 e 30 anni. Quindi è un sano rispetto quello che abbiamo per la storia della band.

Finora avete pubblicato solo un singolo da questo album, “Lay Down Your Soul”. Avete sentito dei feedback a riguardo? Siete soddisfatti di come i fan hanno reagito finora?

Dante: Sì, è andato davvero bene, vero? Ovviamente il titolo della canzone è come un cenno rispettoso al passato, alla canzone “Black Metal” perché ovviamente quello è fondamentalmente parte di quella canzone. Poi penso che sia perché è passato così tanto tempo dall’ultimo album, è come dire “Guarda, siamo tornati.”. È come una dichiarazione. È un brano dei Venom. Penso che diventerà sicuramente un brano da live e penso che sarà uno dei preferiti dai fan perché con il feedback che abbiamo ricevuto sappiamo che è stato molto apprezzato.

Rage: C’è anche un po’ di ironia. Sai, ci prendiamo molto sul serio quando scriviamo canzoni e registriamo e suoniamo concerti, ma ci piace anche metterci un po’ di umorismo. Nella canzone ci sono ci sono citazioni di “Witching Hour” e “Welcome to Hell” e tutta questa roba. Quindi, è quasi come dire ai fan più vecchi, “Non preoccupatevi, questi sono ancora i Venom che amate. Non preoccupatevi. Non scapperemo e diventeremo una band rap o qualcosa del genere. Non temete.” Un paio di settimane fa ero ad un concerto e dei giovani sono venuti da noi a dirci che amavano il sound [della canzone] e quanto fosse pesante. E poi ho avuto fan più vecchi che sono venuti, dicendo, “Siete tornati alle origini, proprio a quel suono dei Venom e ha mostrato a tutte le altre band come fare del vero Metal.”. Quindi, tanti sembrano apprezzare la canzone, quindi ne siamo felici.

Avete una canzone preferita nell’album o una canzone che ha un significato speciale per voi, con cui avete una connessione speciale?

Rage: Per me personalmente cose come “As Above So Below” perché è così progressiva e ha così tante parti interessanti. Ho fatto cantare Dante sopra, il che è un po’ speciale per noi. “Unholy Mother”, su cui abbiamo lavorato molto, poi anche, “Lay Down Your Souls”. Non vedo l’ora di suonarla perché ha quel qualcosa che puoi quasi sentire i ragazzini che la cantano insieme a noi. Onestamente, è davvero difficile scegliere dei brani su questo album. Normalmente, ci sono un paio di canzoni dove dici, “Ok, avremmo probabilmente potuto farle un po’ meglio.”. Ma in questo album non ci sono canzoni che davvero non mi piaccia ascoltare. Voglio dire, ascolto l’album —

Dante: Non ci sono riempitivi in questo disco. Non ci sono riempitivi, ascoltiamo l’album ogni giorno. Penso “As Above” e “Unholy Mother” decisamente per via di quel tipo di… hanno quel tocco un po’ progressive entrambi. Ma tracce come “Nevermore”, penso che sia davvero interessante, per il feeling che ha. Ha quel tipo di ritmo galoppante, e i testi parlano di Edgar Allan Poe. Cronos ha un po’ basato la trama su Il Corvo che era una poesia di Edgar Allan Poe e sì, quindi è ovviamente una traccia diversa dal solito.

Interessante, grazie. Mi rimane solo un’ultima domanda, e spero non vi disturbi se vi chiedo questa cosa. Da qualche anno abbiamo due diverse versioni dei Venom dopo che alcuni ex membri hanno formato i Venom Inc. Penso che per i fan sia figo avere la possibilità di sentire diversi membri originali eseguire la musica dei Venom, ma immagino che dal vostro punto di vista possa essere quantomeno strano. Quindi volevo chiedervi se volete condividere come vi sentite riguardo a questa situazione, visto che comunque voi siete estranei a qualsiasi disaccordo possa esserci tra i membri originali.

Rage: La questione è che non proviamo nulla al riguardo. Voglio dire, penso che sia piuttosto popolare ora che le band si dividano e che ce ne siano più versioni. È tutta colpa di Graham Oliver dei Saxon. È lui il colpevole di tutto [ride]. Ma no, voglio dire, non ci pensiamo, non ne discutiamo. Non ci pensiamo perché se inizi a farti coinvolgere in cose del genere, tu perdi il focus su quello che dovresti fare, su quello che la band dovrebbe fare e su come la band dovrebbe agire. Ed è lì che ottieni album davvero scadenti e canzoni che non suonano bene come dovrebbero perché sei distratto dalle storie e da stupidaggini del genere. Voglio dire, litigano tra di loro? Lasciamoli fare. A noi interessa solo scrivere canzoni davvero belle e suonare concerti. Stiamo insieme da 17 anni [con questa formazione]. Io sono con Cronos da 20 anni ormai. Sai, è solo rumore di fondo per noi. Facciano solo quello che vogliono. Se i fan vogliono andarli a vedere, va bene. Non possono forzare i fan a fare cose che non vogliono fare. Dipende interamente da loro. A noi interessa solo far uscire buone canzoni e rendere i Venom rilevanti nel 2026 e oltre. E penso che sia quello che stiamo facendo.

Sai, abbiamo un sacco di giovani fan che, come diceva Dante, vediamo un sacco di filmati dei concerti. I ragazzi nelle prime file hanno 18, 19 anni. Ragazzi che avevano tipo due anni quando facevamo uscire album, quindi quelle canzoni sono le canzoni che amano. Poi tornano indietro e scoprono i pezzi vecchi e si godono i primi album e questo è fantastico, ma non hanno quel bagaglio [di chi è cresciuto con altre formazioni]. Non hanno il bagaglio degli anni ’80 e dei battibecchi e di chi piaceva a chi e chi non piaceva. Non sono interessati a quello. Vogliono solo che la band che hanno ascoltato continui e scriva buona musica. E ed è questo che vogliamo offrire loro. Sono loro le persone per cui suoniamo perché sono le persone che porteranno avanti la band e ameranno la band e la tramanderanno ai loro figli molto tempo dopo che ce ne saremo andati.