Recensione: Future Is Denied

Di Ninni Cangiano - 5 Maggio 2026 - 21:22
Future Is Denied
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Tornano a farsi sentire i thrashers bulgari Mosh-Pit Justice con il loro settimo album, intitolato “Future Is Denied”, a quasi 4 anni di distanza dal precedente “Crush the demons inside”, uscito ancora una volta per la piemontese Punishment 18 Records. Il full-length ha il consueto gorilla in copertina (vera e propria mascotte della band) è composto da 8 tracce, per un totale di nemmeno 35 minuti di durata, in cui i nostri bulgari ci regalano un thrash compatto, con la chitarra di Staffa in ottima evidenza, a macinare muri di riff ed assoli taglienti come lame. Questo recensore aveva avuto modo di scoprire questo trio una decina d’anni fa, all’epoca del loro terzo album “Stop believing lies”, rimanendo colpito dalla qualità del loro thrash, all’epoca ispirato alla Bay Area californiana. Ma sono trascorsi appunto un po’ di anni ed oggi la band ha virato il proprio approccio verso la scena newyorkese, con richiami al thrash mosheggiante (che si sposa perfettamente con il nome della band!) di gente come Overkill & C.; il singer Georgy Peichev inoltre evidentemente si ispira per il suo screaming a mostri sacri come Bobby “Blitz” Ellsworth e Russ Anderson (10 minuti di vergogna per chi non conosce questi pezzi di storia del thrash mondiale!). Il suo approccio, infatti, è un continuo urlare la propria rabbia dentro il microfono, senza concedere nulla alla melodia e senza mai riposare le violentate corde vocali. Le canzoni bene o male si assomigliano un po’ tutte, essendo accomunate dallo stesso assalto sonoro all’arma bianca e dalla stessa energia e furia dall’inizio alla fine, senza eccezioni di sorta e, di conseguenza, l’album si mostra estremamente compatto e decisamente tosto. La registrazione è valida (opera dello stesso Staffa nei Revenge Studio di Burgas in Bulgaria) anche se mette un po’ troppo in evidenza chitarra e batteria (strumenti suonati entrambi dal predetto Staffa), mentre forse è un po’ troppo in secondo piano il basso di Mariyan G., inglobato nell’impasto sonoro dal forte impatto, ma si tratta di sottigliezze derivanti dalla passione del sottoscritto per tale strumento. Ciò non toglie, infatti, che il full-length nella sua interezza si dimostra decisamente convincente, ben fatto e non meravigliatevi se, dopo un po’, vi ritroverete a fare violento headbanging fino a martoriare le vostre povere vertebre cervicali! Tirando le somme, se vi piace il thrash arrabbiato ed aggressivo, sicuramente questo “Future Is Denied” farà al caso vostro; in caso contrario, se preferite diversificare i vostri ascolti o cercate qualche traccia di melodia, i Mosh-Pit Justice non saranno certamente la band che vi farà cambiare idea.

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