Recensione: The Cloud Of Unknowing
E così, alla stregua di una telenovela brasiliana che giunge all’ultima stagione, anche i Sepultura annunciano il loro tour di addio. Come tutte le soap opera latinoamericane, anche quella sulla formazione di Belo Horizonte ha una trama lunga e avvincente. Qua, però, al posto di piagnucolose love story ci sono chitarre e amplificatori che hanno tenuto tutti noi attaccati alle casse dello stereo con le varie “Troops of Doom”, “Refuse/Resist” e “Mass Hypnosis”.
Una storia che inizia in Brasile nel 1984, con quattro ragazzetti scapestrati che mettono su una band per suonare thrash/death. Dai promettenti ma acerbi album degli esordi, si arriva alla perfezione artistica con “Beneath the Remains” ed “Arise”, fino a ridisegnare i lineamenti del genere stesso con i successivi “Chaos A.D.” e “Roots”. Una carriera sfolgorante che, dai sobborghi di Belo Horizonte, ha portato nell’arco di pochi anni i Sepultura a entrare nel giro dei nomi che contano.
Come in tutte le telenovelas, però, arrivano anche i conflitti fra i vari personaggi, causati da una questioni amorose. Il resto della band infatti, non gradisce che la moglie del cantante Max Cavalera sia anche la manager del gruppo e decide di licenziarla, causando l’ira del vocalist che lascia i Sepultura a sua volta. Si apre così una spaccatura tra le due parti, che diventa ancora più marcata con l’uscita anche di Igor Cavalera qualche anno più tardi.
Una rottura che vede da una parte i nuovi Sepultura della gestione Andreas Kisser, e dall’altra i fratelli Cavalera, fondatori della band. Una rivalità mai del tutto sopita e che si è riaccesa negli ultimi anni tramite alcune dichiarazioni pungenti tra le due parti. Prima con Kisser che afferma di non voler rovinare la festa del 40° anniversario invitando i Cavalera, salvo poi ritrattare aprendo a una loro presenza al concerto d’addio. Dall’altra parte, Max Cavalera afferma che i Sepultura attuali, senza lui e suo fratello, non sono più la band di una volta. Ancora Kisser definisce “senza valore artistico” la scelta dei Cavalera di ri-registrare i primi album della band. Max risponde aizzando la folla ai concerti al grido di “NO CAVALERA NO SEPULTURA”. Fra i due litiganti, infine, spunta fuori anche il chitarrista della primissima line-up, Jairo Guedz, che si dice fiducioso sulla presenza dei Cavalera bros per il concerto finale.
Insomma, una vera telenovela ricca di intrighi e veleni che potrebbe riservare ancora qualche sorpresa dell’ultimo momento.
Gossip a parte, resta il fatto che i Sepultura, dopo essere partiti dal sottobosco più underground che si possa immaginare, sono riusciti a portare il metal estremo all’attenzione di un certo pubblico mainstream. Ancora oggi, non sono pochi quelli che affermano di essersi avvicinati al metal grazie a qualche album dei Sepultura degli anni d’oro. Tanto che, nei primi anni ’90, poteva capitare che si parlasse di loro anche su riviste che, a parte qualche articolo su Europe e Guns N’ Roses, davano più spazio a pop star dai capelli spalmati di lacca e bellimbusti della musica leggera.
Un traguardo non da poco, se pensiamo che a raggiungerlo è stata una band brasiliana in un periodo in cui la scena metal era a trazione principalmente angloamericana, con qualche eccezione tedesca e scandinava.
Arriviamo così ai giorni nostri con la pubblicazione di “The Cloud Of Unknowing”, il nuovo EP che dovrebbe essere il capitolo finale della discografia dei Sepultura. Un lavoro che nasce come effetto dell’ingresso in formazione del nuovo batterista Greyson Nekrutman, il quale si è dimostrato talmente entusiasta e propositivo durante le sessioni di prove, da spingere la band brasiliana a registrare dei nuovi brani.
Quattro pezzi che non paiono tanto voler ambire al titolo di magnum opus posto a coronare i quarant’anni di attività, ma piuttosto essere un ultimo sfizio in studio che il combo carioca si è voluto togliere prima di terminare la carriera.
“All Souls Rising” parte sferrando un attacco senza se e senza ma. Un uragano thrash/death che non lascia scampo, con Nekrutman che si dimostra all’altezza dei nomi illustri che lo hanno preceduto dietro la batteria. Sul finale del pezzo c’è anche lo spazio per un breve cambio, prima di lanciarsi in un’altra sfuriata sulle ultimissime battute. Funziona bene anche lo stacchetto sinfonico dai toni apocalittici che sbuca a sorpresa nel corso del brano.
Va in tutt’altra direzione “Beyond the Dream”, una ballata alternative con Derrick Green che si cimenta con delle clean vocals. La seconda metà del pezzo vede nel ruolo di protagonista una jammata della chitarra di Kisser, prima di chiudere riprendendo con il ritornello.
Con “Sacred Books” si torna alle sonorità pesanti, con un massiccio groove concentrato in tre minuti scarsi. Nel brano si fa notare un pianoforte dalle tinte jazz amalgamato alla ritmica della chitarra.
“The Place” è la traccia più varia dell’EP: inizia in modo fluttuante, con la voce pulita di Derrick che si avventura in un contesto grunge. Con il procedere dei minuti il ritmo sale gradualmente, la tensione aumenta fino a esplodere in una sfuriata post-thrash/nu metal.
Come accennato poc’anzi, “The Cloud Of Unknowing” non ambisce ad essere quel lavoro epocale per chiudere con il botto la carriera dei Sepultura. Si tratta probabilmente di un EP fatto con leggerezza e divertimento, senza troppe preoccupazioni su come sarebbe venuto alla fine. Può essere tranquillamente definito una raccolta di bonus track da integrare a una discografia con capitoli gloriosi e ricompensare i fan più fedeli.
Non un’uscita imperdibile, quindi, ma chi ha apprezzato i Sepultura post-1996 può trovare qualche spunto d’interesse anche su “The Cloud Of Unknowing”. Chi pensa invece che i Sepultura siano morti con l’uscita di Max Cavalera non cambierà di certo idea ascoltando queste quattro nuove tracce. Meno che meno quelli che sono rimasti fermi ai tempi di “Arise”, che probabilmente eviteranno quest’uscita come la peste.
Quindi ormai siamo giunti al capolinea?
Visti i numerosi addii farlocchi di più di qualche artista, c’è già chi è pronto a scommettere sul ritorno in futuro della band, magari con i due Cavalera nuovamente in formazione. Se ci sarà o meno una riesumazione al momento non è dato sapere. Noi al momento ci atteniamo alle voci ufficiali, quelle che vogliono “The Cloud Of Unknowing” e questo tour in corso come i capitoli conclusivi dei Sepultura.


