Recensione: Approaching Doom

Di Valeria Campagnale - 31 Maggio 2026 - 9:00
Approaching Doom
Band: Monsternaut
Etichetta: Heavy Psych Sounds
Genere: Doom 
Anno: 2026
Nazione:
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65

“Approaching Doom” è il terzo album in studio del trio finlandese Monsternaut. Il lavoro si caratterizza per l’utilizzo esclusivo di strumentazione e tecniche di registrazione analogiche, una scelta orientata alla riproduzione di sonorità heavy metal classiche, doom e sludge, con un massiccio impiego di effetti fuzz. Piuttosto che puntare su variazioni strutturali repentine o dinamiche veloci, il disco sviluppa un percorso lineare basato sulla ripetizione ritmica, sulla densità sonora e sul mantenimento di un’atmosfera uniforme.
L’album si apre con “Cold”, una traccia caratterizzata da un tempo metronomico rallentato e da riff di chitarra dilatati, che definisce l’impostazione estetica dell’intera opera. La successiva “Evicted” adotta un approccio più diretto, focalizzato su groove lineari sostenuti da chitarre dal timbro cupo e saturo.
Nella title track emergono in modo netto le influenze dell’heavy metal tradizionale. Il brano poggia su un riffing di chitarra ruvido e su assoli ricorrenti, supportati da una sezione ritmica quadrata ed essenziale che conferisce maggiore coesione strutturale rispetto alla traccia d’apertura.
Con “Drain” l’album mantiene una progressione incentrata su groove chitarristici precisi e continui, mentre “Black Blizzard” si distingue per un incremento delle frequenze basse e per una sezione ritmica cadenzata e priva di variazioni complesse, finalizzata a massimizzare l’impatto sonoro complessivo.
“New Order of Bliss” introduce elementi doom attraverso una batteria lineare e chitarre sature. All’interno della traccia si rileva l’inserimento di una linea melodica minimale che, nel contesto fortemente omogeneo del disco, rappresenta l’unico elemento di contrasto. Segue “Heavy Monday”, che prosegue sulla medesima linea ritmica della traccia precedente, distinguendosi principalmente per un’interpretazione vocale più marcata.
La traccia di chiusura, “Final Pain”, non prevede un climax o una risoluzione dinamica. Il brano mantiene un andamento lento e costante fino alla sfumatura finale, confermando l’andamento circolare del disco.
Il punto di forza di “Approaching Doom” risiede nella coerenza della produzione e nell’omogeneità stilistica con esecuzioni controllate e rigorosamente calibrate per preservare lo stesso standard sonoro dall’inizio alla fine.
Tuttavia, tale continuità strutturale potrebbe rappresentare anche il principale limite del lavoro, la scarsa variazione dei tempi e delle formule compositive rende i confini tra i singoli brani poco definiti, penalizzando l’identità delle singole tracce a favore dell’insieme ma, è nel suo complesso continuo che piace.
In conclusione, il terzo album dei Monsternaut si presenta come un’esperienza d’ascolto focalizzata sulla continuità atmosferica e sulla pesantezza sonora.

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