Rock

Joseph Tholl: presentato “I Syrenens Tid”, l’ultimo singolo estratto dall’imminente album “It Might Be Art”

Di Valeria Campagnale - 3 Giugno 2026 - 10:00
Joseph Tholl: presentato “I Syrenens Tid”, l’ultimo singolo estratto dall’imminente album “It Might Be Art”

Comunicato stampa

Joseph Tholl ha svelato l’ultimo singolo “I Syrenens Tid” che anticipa il suo nuovo album in uscita, “It Might Be Art”, previsto per il 12 giugno 2026 tramite la High Roller Records.

Joseph Tholl è ampiamente conosciuto come polistrumentista, cantante e autore svedese. Ha ottenuto il riconoscimento internazionale come membro fondatore e chitarrista della band speed metal Enforcer (lasciata ufficialmente nel 2019). Dopo l’esperienza con gli Enforcer ha fondato i Black Trip (diventati in seguito Vojd) e attualmente suona la chitarra nei Tribulation.

Dopo “Devil’s Drum” del 2019, “It Might Be Art” è il suo secondo album solista, nonché il secondo per la High Roller Records. Il disco è stato registrato e mixato presso l’Humbucker Studio, di cui Tholl è co-proprietario insieme a Robert Pehrsson, anche lui sotto contratto con la stessaetichetta.

In “It Might Be Art”, Joseph Tholl si occupa delle parti di voce, chitarra e della maggior parte del basso, oltre a suonare il pianoforte e i sintetizzatori. Le parti di batteria dell’album sono invece divise tra Robert Eriksson (The Hellacopters) e Jakob Ljungberg (Second Sun). Inoltre, il disco vanta la partecipazione di diversi ospiti, tra cui Johannes Andersson (Tribulation), Tobias Lindkvist (Tyrann), Pia Stjärnvind (Serpent Omega), Adam Zaars (Tribulation) e lo stesso Robert Pehrsson (Dundertåget, Robert Pehrsson’s Humbucker).

Joseph Tholl ritiene che, nonostante la sua grande varietà, “It Might Be Art” sia comunque adatto ai fan dell’heavy metal:

“Non vedo perché no. Voglio dire, non è heavy metal. Ma spero che alla gente piaccia per quello che è: un album rock melodico molto onesto e ben curato. ‘It Might Be Art’ è sia più cupo che più luminoso rispetto a ‘Devil’s Drum’. Musicalmente, nel complesso suona probabilmente un po’ più solare e pop. Ma ci sono anche canzoni come ‘I’m In A Darkness’ o ‘The Burial’ che sono decisamente cupe.”

A tratti, in “It Might Be Art” si possono scorgere influenze di Sisters Of Mercy, The Cure, New Model Army e Midnight Oil, il che spinge Joseph Tholl a riflettere:

“È incredibilmente difficile citare solo poche band come influenze, sono semplicemente troppe. Oltre a quelle menzionate, c’è un mix di grunge, heavy metal, pop/rock svedese, AOR ecc., che io modello nel mio personale stile di rock ‘n’ roll.”

Tracklist:
01. New Dawn
02. Oh the Madness
03. I’m in a Darkness
04. Invocation of the Evening Star
05. Walking
06. It Might be Art
07. I Syrenens Tid
08. Rebirth
09. On Velvet Waves
10. The Burial

Joseph Tholl
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