Power

Recensione libro: i 100 migliori dischi Power Metal

Di Stefano Ricetti - 23 Ottobre 2016 - 12:30
Recensione libro: i 100 migliori dischi Power Metal

I 100 migliori dischi Power Metal

I Tifoni 10

212 pagine – copertine a colori – 15×21

di G. Loffredo

ISBN 978-88-96131-92-3

17,00 Euro

Tsunami Edizioni

 

La collana dei 100 Migliori Dischi si ingrossa in quest’autunno dell’anno 2016 con la centuria del Power Metal, categoria del Metallo in musica che sinora mancava all’appello del catalogo Tsunami Edizioni di Milano. Chiedersi oggi cosa sia e cosa voglia significare il genere sopraccitato non è esattamente come porsi la stessa domanda nel 1985. Allora nella mischia rientravano (anche) band con i controcolleoni, cariche di rabbia e di borchie, portatrici sane di Acciaio tonante nelle vene, 100% heavy metal, che facevano dell’impatto e della potenza la loro peculiarità. Qualche anno più tardi la definizione Power Metal venne via via appiccicata a quei gruppi che utilizzavano la doppia cassa non per sconquassare le menti bensì per rappresentare il tappeto ritmico ideale sul quale sviluppare un songwrinting melodico, spesso associato a divagazioni epico sinfoniche. Qualche nome? Helloween, Blind Guardian, Gamma Ray seguiti temporalmente da Edguy, Rhapsody of Fire e compagnia.

Più o meno convenzionalmente, per discutibili ragioni storiche di classificazione, sono sempre rimasti imbrigliati nella truppa power anche Running Wild, Rage, Iron Savior, Grave Digger seguiti dagli Hammerfall e qualcun altro tirato dentro per i capelli, tipo i Primal Fear – quelli afferenti la zazzera di Matt Sinner, prevedibilmente, nettamente più ostico calare lo stesso adagio sulla capoccia completamente glabra di Ralf Scheepers – o quantomeno così è stato anche in questo ultimo nato in casa Tsunami, che riporta la recensione del loro Rulebreaker.

Prendiamo ad esempio i Running Wild: incasellare i tradizionalissimi, ortodossi Branded and Exiled e Port Royal nel Power Metal stride parecchio. Molto meno ostico collocarci Masquerade, se proprio lo si vuole e lo si “deve” fare. Men che meno nel Power può rientrare la vena hard’n’roll che permea Shadowmaker… Per la cronaca nell’oggetto della recensione gli hamburger compaiono con Death or Glory, Pile of Skulls e Black Hand Inn, decisamente un terzetto con i controfiocchi!      

Il libro si sviluppa su poco più di duecento pagine, ogni scheda delle cento raccolte viene abbinata ai dati tecnici minimali che caratterizzarono l’uscita del disco in esame insieme con la copertina a colori dello stesso. Il criterio di selezione per poter arrivare al numero richiamato nel titolo viene spiegato all’inizio del volume, subito dopo l’introduzione di Alessandro Conti, il cantante dei Luca Turilli’s Rhapsody e dei Trick or Treat. La copertina guerresca è stata disegnata appositamente da Rhett Podersoo.

Cimentarsi nell’esercizio di capire quali potrebbero essere i grandi assenti – band, album – prima di addentrarsi nella lettura risulterebbe ingeneroso nei confronti del lavoro che è stato portato a termine. Risulta invece interessante andare a rispolverare quelle band che rifuggono l’ovvietà di esserci per forza, tipo gli Helloween, capostipiti pressoché indiscussi della “nuova via” del Power Metal negli anni Ottanta. Mi riferisco ad esempio a ensemble quali Adagio, Galneryus, Leverage, trattati alla stessa stregua dei mostri sacri, così da conferire maggiore incisività al lavoro tutto.

Sul fronte Italia ci si difende bene: al di là degli obbligatori Rhapsody of Fire e Labyrinth trovano il loro meritato spazio anche Domine, Athena, Dgm, Elvenking, Secret Sphere, Thy Majestie, Trick of Treat, Luca Turilli, Vision Divine, a battagliare a suon di spadoni con i “draghi” del genere Nightwish, Iced Earth, Stratovarius, Angra, Kamelot, Sonata Arctica e molti altri, più tutti quelli già citati a inizio recensione. La pressoché totale mancanza di refusi certifica con quanta cura sia stato allestita l’ennesima uscita griffata Tsunami.   

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

       

I 100 MIGLIORI DISCHI POWER METAL