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Recensione libro: Scandalo in copertina

Di Stefano Ricetti - 13 Marzo 2024 - 11:53
Recensione libro: Scandalo in copertina

Scandalo in copertina

Censura, musica e immagini dagli anni Sessanta al nuovo millennio

di Niccolò Pala

224 pagine

ISBN-10: ‎ 8892772627

ISBN-13: ‎ 978-8892772625

15 x 2.5 x 21 cm

Arcana Edizioni

16 Euro

 

Nel mondo iper serioso, trombonistico e ampolloso della letteratura legata al Metallo fa piacere constatare che di tanto in tanto vi sia anche chi è capace di prenderla un po’ più alla leggera e scriverne un libro. Costui risponde al nome di Niccolò Pala e altro non è che l’autore di Scandalo in copertina. Censura, musica e immagini dagli anni Sessanta al nuovo millennio, tomo di 224 pagine griffato Arcana Edizioni.

Basti questa frase a chiosa dell’introduzione per inquadrare il personaggio e la sua opera:

…se siete dei bigotti o dei perbenisti dalla mente ristretta e senza senso dell’umorismo, lasciate perdere questo libro; però dopo averlo comprato, così almeno mi becco un po’ di soldi

Scandalo in copertina si divide in due parti ben distinte: ‘pop, rock e dintorni’ nella prima e ‘hard rock e heavy metal’ nella seconda, equamente divise sia in termini di dischi presi in esame che di numero di pagine dedicate.

A conferire una forte caratterizzazione hard’n’heavy al lavoro di Pala – ragione per la quale la recensione può essere tranquillamente ospitata sulle pagine di Truemetal – basti sapere che all’interno della prima sezione, quella dedicata a pop, rock e dintorni, insieme a The Beatles, Roxy Music e Bruce Springsteen – solo per enumerarne tre – fanno capolino anche i dischi di Alice Cooper, Led Zeppelin, Rush, Whitesnake, Red Hot Chili Peppers, Nirvana e The Black Crowes. Totalmente settoriale, viceversa e come da titolo la seconda, ricomprendente Megadeth, Iron Maiden, Ozzy Osbourne, Metallica, Poison, Warrant, Pantera, Van Halen e molti altri ancora, più o meno duri e puri.

Chicca fra le chicche va segnalata, incastonata nella prima tranche, la presenza dei TISM, misconosciuta e oltraggiosa band australiana, autrice di “Australia The Lucky Cunt”, nel 1993.

L’autore, per ogni album preso in considerazione, sfodera prima di tutto una doverosa e ben documentata presentazione del gruppo, dei singoli musicisti e del contesto storico relativo sciorinando spesso e volentieri un’aneddotica a corredo che andrà a costituire quel quid in più in grado di far fare a Scandalo in copertina il salto all’insù in termini di appeal che per altre pubblicazioni non avviene. Non sempre, infatti, come si potrebbe pensare di primo acchito, la censura ha perseguito il proprio obiettivo a causa di un nudo di troppo o di un’immagine dissacrante in ambito politico e sociale, spesso il leitmotiv del contendere da parte dell’inquisitore di picchetto alberga in altri ambiti, del tutto inaspettati e sfiziosi.

La musica, soprattutto la nostra, quella dura, ha tratto enormi giovamenti in termini di visibilità, popolarità e business successivamente alle crociate alle quali è stata sottoposta, nei decenni, mosse per i testi espliciti, le immagini sopra le righe (eufemismo), i messaggi subliminali, gli atteggiamenti trasgressivi e l’inneggiamento alle droghe piuttosto che a divinità proibite. Non manca quindi di certo il materiale sul quale discernere e Niccolò Pala ha saputo operare una raccolta oculata delle varie fenomenologie eretiche, passando dal cattivo gusto ostentato dagli Scorpions in alcune loro copertine alla presunta violenza sbandierata dagli Ufo nel loro disco del 1975 senza ovviamente farsi mancare i vari prevedibili e immancabili ammiccamenti al Maligno, presenti nelle più svariate forme.

Peccato notare l’assenza di qualche esempio italiano, di uno in particolare, che per una doppia “S” ambigua e galeotta a un certo punto della propria carriera ebbe addirittura a cambiare il proprio nome di battaglia

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti