Recensione libro: Trent Reznor e Atticus Ross, Il Suono delle Immagini

TRENT REZNOR E ATTICUS ROSS
Il Suono delle Immagini
di Umberto Mentana
230 pagine
Formato: 16×23
ISBN: 978-88-94859-95-0
22 €
Trent Reznor e Atticus Ross, che per i fan saranno (quasi) sempre associati (esclusivamente) al progetto musicale di Reznor, ovvero i Nine Inch Nails, al quale Ross, dopo varie collaborazioni, si unì in pianta stabile appena una decina d’anni fa, in realtà sono considerati anche un brand a sé stante nell’ambito della produzione di colonne sonore. Una fase del loro sodalizio artistico, quest’ultima, che – al netto della recente ripresa dell’attività live dei NIN – ormai ha quasi soppiantato del tutto la creazione di dischi.
Ed è proprio l’impegno di Reznor e Ross nella composizione musicale per il cinema l’argomento centrale del bel libro di Umberto Mentana, sceneggiatore, scrittore e docente di Discipline Audiovisive, che offre un’esauriente panoramica delle incursioni dei due musicisti nell’universo della Settima Arte a partire dal film che, formalmente, ha segnato la nascita del duo: ‘The Social Network’ di David Fincher (2010).
Vero è anche che se, da un lato, per “attitudine” e visione musicale condivisa, il sodalizio artistico di Reznor e Ross prosegue non solo in ulteriori film del medesimo regista ma anche in altre opere cinematografiche, consentendo ai nostri di cimentarsi con i generi più diversi – commedia, thriller, noir, documentario, horror, ecc. – e passare dal lungometraggio alla serie TV, dal cartoon Pixar al videogame, dall’altro, Reznor e Ross si sono “scontrati” con il cinema e la televisione ciascuno per conto proprio.
Prima di Fincher, per Reznor c’è stato un David Lynch, per Ross i Fratelli Hughes e, forse, se devo fare un piccolissimo appunto al libro di Mentana, mi sarei aspettata qualche parola in più su queste esperienze, soprattutto la prima, seppure l’autore chiarisca fin da subito che il focus riguardi il sodalizio e, sia nell’utile prefazione di Giovanni Rossi, sia nell’introduzione e, più avanti nel libro, la citazione sia presente.
Condivido assolutamente il rigore nel mantenersi all’interno del perimetro di ricerca, quindi al lavoro del duo, ci mancherebbe, ma penso anche che una breve ricognizione dedicata specificamente al rapporto tra Reznor e Lynch non avrebbe guastato, considerando che si tratta di due geni visionari nei rispettivi percorsi artistici e che Reznor, pur avendo composto solo alcuni brani per ‘Lost Highways’ (1997) – ma il film può essere letto anche come una visione lynchiana di ‘The Dawnward Spiral’ (Nothing Records, 1994), capolavoro dei NIN, dove Fred è lo stesso Mr.Self Destruct – dicevo, Reznor con Lynch ha lavorato anche per il video di ‘Came Back Haunted’ (da ‘Hesitation Marks’, Columbia, 2013) e in ‘Twin Peaks. The return’ (2017) con un cameo nel fatidico Episodio 8, dove i Nine Inch Nails cantano ‘She’s Gone Away’ (dall’EP ‘Not the Actual Events’, anno 2016, cioè quando Ross è entrato nei NIN).
Comunque, il libro è ben strutturato e scorre molto piacevolmente; è ricco di riferimenti, aneddoti e, cosa per me davvero pregevole, che lo rende prezioso, a ogni conclusione di capitolo troviamo un consiglio d’ascolto.
Certo, per gustarsi a fondo il viaggio, come dice lo stesso Mentana, sarebbe preferibile aver visto tutti i film citati, tuttavia questo è anche un testo “trasversale”, che mette in connessione linguaggio visivo, narrazione e musica e che, come tale, serve a incuriosire il lettore che, magari, vi si accosta per questioni musicali e poi scopre un mondo.
I capitoli su ‘Halloween’ di John Carpenter, ‘The Bear’ (serie TV) e ‘Queer’ di Luca Guadagnino per me sono fenomenali. In conclusione, ‘Trent Reznor & Atticus Ross. Il suono delle immagini’ di Umberto Mentana, edito da Tsunami, è un testo prezioso di approfondimento non solo per chi, come me, adora i NIN, ma anche per chi ama il cinema e, in generale, preferisce studi che si spingono oltre i confini, proprio come fa l’arte.
Lisa Deiuri