Manuel Gregorin
Il terzo album degli Sword è un disco molto anonimo. Magari non propriamente brutto, ma che non regala particolari emozioni. Ben suonato, ben prodotto ma che sostanzialmente non dice niente di particolarmente interessante.
La strada percorsa dai Tarmat è quella di un rock votato alla melodia, le chitarre sono spesso tenute alla briglia con dei suoni pop. La batteria non è mai troppo eccessiva e le tastiere ricamano contorni a volte sognanti, altre più tristi e meditativi.
Veramente una piacevole sorpresa i Tyrant Of Chaos, band che con questo nuovo capitolo riesce ad offrire tre quarti d’ora di musica elettrizzante.
Un disco genuino e spontaneo che magari a qualcuno potrà risultare un po’ out of date, ma che sicuramente rispecchia al meglio la vena creativa degli Enuff Z’Nuff.
Veramente un buon colpo quello piazzato dai Trauma con Awakening. Un prodotto con cui dimostrano di avere ancora qualcosa da dire, smentendo chi vedeva nella loro reunion solo un nostalgico tentativo di raschiare il fondo del barile.
Kingdemonium è il classico disco che ci si aspetta da una formazione come gli Hammer King. Heavy metal power della scuola più tradizionale, fedele a tutti i clichè del genere.
Gli Stryper sono indubbiamente in uno stato di grazia e si ritrovano a vivere una seconda giovinezza continuando a realizzare prodotti ancora attuali e convincenti.
In Return of the King dei Santa Cruz, le poche idee indovinate non sono sufficienti a salvare le sorti del disco. Un lavoro che di certo non soddisferà i fans della prima ora e difficilmente ne procurerà di nuovi.
Speriamo che con questo nuovo lavoro la formazione scandinava riesca a raggiungere una maggiore fetta di pubblico e ad entrare nel giro delle band che contano.
Lo meritano e sarebbe un buon affare per tutti: tanto per i Dynazty quanto per i nuovi fans.
Empires Falling dei Mentalist è un buon lavoro con diversi spunti interessanti. Ogni tanto si perde in qualche passaggio forse un po’ troppo trascinato, ma riesce comunque a farsi apprezzare.
Debutto discografico per gli Ultima Grace, band nata dalla mente del tastierista giapponese Yuhki, già attivo in formazioni nipponiche come Galneryus e Alhambra, cui si è aggiunta la celebre vocalist Anette Olzon.
Army of Dreamers del duo Allen/Olzon è un lavoro che pur senza stupire offre non pochi momenti di interesse. Consigliato ai fan del symphonic metal melodico.
Symbol of Eternity è il classico disco che è lecito aspettarsi dei Grave Digger. Un lavoro che non presenta sorprese rispetto alle uscite passate e che obiettivamente nessuno si aspettava di trovare.
Bliss dei Tungsten è un prodotto con spunti interessanti, nel quale si prova a dare un aspetto più moderno al power,
Con Brotherhood i Sinner rimarcano ancora una volta la loro posizione di prestigio nel panorama metal mondiale.
I Crossing Rubicon si cimentano in un hard rock melodico/ AOR che esprime sonorità in voga negli anni 80.
In nuovo album dei Victorius è un lavoro piacevole, che si lascia ascoltare volentieri, consigliato a tutti gli amanti del power di matrice classica.
Che dire di "Impact Is Imminent"? Semplice: nulla di nuovo. Sono sempre i soliti, cari, vecchi Anvil quelli che escono dalla tracce del nuovo cd.
Un disco un po’ particolare per i gusti di qualcuno, certamente non indicato a chi è alla ricerca di suoni ruvidi. Potrebbe al contrario stuzzicare la curiosità di chi, nel rock e nel metal, non disdegna una certa ricerca di innovazione e scelte stilistiche fuori dai soliti cliché.



















