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Eluveitie (Anna Murphy)

Di Lorenzo Bacega - 18 Aprile 2010 - 10:00
Eluveitie (Anna Murphy)

A nemmeno un anno di distanza dalla pubblicazione di Evocation I – The Arcane Dominion, tornano sulle scene gli svizzeri Eluveitie con un nuovo full length, il quarto della carriera, intitolato Everything Remains As It Never Was. Abbiamo approfittato dell’occasione per raggiungere la cantante e ghirondista Anna Murphy e scambiare quattro chiacchiere per quanto riguarda la lavorazione del nuovo disco, la partecipazione al Paganfest 2010, e a proposito di eventuali altri progetti per il futuro. Buona lettura!



Ciao Anna e benvenuta sulle pagine di Truemetal.it. Che ne diresti per cominciare di introdurre il gruppo a chi ancora non vi conosce?

Ciao Lorenzo! Gli Eluveitie si sono formati in Svizzera nel 2002, in origine solo come un progetto da studio, poi divenuto una band a tutti gli effetti anche per quanto riguarda gli spettacoli dal vivo. E’ uscito da poco il nostro quarto full length Everything Remains As It Never Was e in questo momento siamo impegnati a girare per l’Europa nell’ambito del Paganfest 2010, assieme a band del calibro di Arkona, Dornenreich e Finntroll.

Il vostro ultimo lavoro, Everything Remains As It Never Was, riprende il discorso direttamente da Slania, accentuando ulteriormente le vostre influenze death melodiche di chiara matrice svedese. Quanto senti che sia importante per l’economia del vostro sound questa componente death metal?

Trovo che sia sempre stata fondamentale, e questo al pari della componente folk. Il sound degli Eluveitie si fonda appunto su un sottile equilibrio tra queste due parti, quella più propriamente metal e quella invece più orientata sul folk, entrambe sono molto importanti per quello che il gruppo vuole esprimere. Una non può esistere senza l’altra.

Questo equilibrio però si è senz’altro rotto in Evocation I – The Arcane Dominion, un disco estremamente diverso a livello stilistico sia rispetto al predecessore Slania che all’ultimo Everything Remains As It Never Was: come mai avete deciso di cambiare così profondamente il vostro sound?

Era una cosa che ci affascinava, una strada che prima o poi avevamo intenzione di percorrere: accantonare momentaneamente la nostra componente più metal oriented per dare alla luce un lavoro acustico come Evocation I. Eravamo incuriositi, non sapevamo cosa sarebbe potuto uscire da questo progetto, però un giorno in studio ci siamo guardati tutti in faccia e abbiamo deciso di rimetterci in gioco con questo disco.

Si è trattata solamente di una digressione temporanea o pensi che, in futuro, sia possibile per la band tornare più o meno stabilmente a questo stile?

Per il momento posso confermarti che abbiamo in programma di registrare Evocation II, disco che continuerà su questo stile e che uscirà probabilmente nel 2011. Dopodiché non credo che torneremo a battere questa strada. Oddio, mai dire mai, nel futuro tutto può accadere, ma ora come ora non rientra nei nostri progetti registrare altri dischi acustici.

 

 

Vi siete più volte descritti come esponenti della “New Wave of  Folk Metal”: puoi dirci in breve in cosa consisterebbe questa corrente?

E’ stata un’idea del nostro batterista (ndr ride). E’ arrivato un giorno mentre stavamo suonando e se n’è uscito con questo termine, dicendo che calzava in pieno con il sound degli Eluveitie. Non so cosa  volesse intendere con questa cosa, non ce l’ha mai spiegata nel dettaglio. Per una spiegazione vera e propria dovresti chiedere direttamente a lui!

Negli ultimi anni la scena folk metal mondiale è parecchio cresciuta, sia per quanto riguarda il numero di band votate a questo sound, sia per quello che riguarda il bacino di pubblico e di appassionati. Qual è, secondo te, il ruolo degli Eluveitie all’interno di questa scena Folk metal mondiale?

Mah guarda, a dire il vero a noi non interessa avere nessun ruolo in particolare. Tutto quello che ci importa è continuare per la nostra strada, pubblicare dei buoni dischi e dare il massimo durante i concerti.

Quali sono le ragioni, a tuo parere, per cui la scena Folk metal si è espansa così tanto negli ultimi anni?

Credo che in un’epoca così moderna e tecnologica molte persone abbiano avvertito il bisogno di ritrovare le proprie radici e di riscoprire il proprio passato. Questo ritorno alle melodie tradizionali e a questi elementi così folkloristici ha per certi aspetti anche una componente magica, fantastica, e credo sia per questo motivo che negli ultimi tempi la scena si sia ampliata così tanto.

Una considerazione personale: quattro dischi in quattro anni, sembra che, a livello musicale, di cose da dire ne avevate parecchie…

Ci diverte scrivere musica,  per questo motivo ci riesce facile comporre molti pezzi in breve tempo. E’ la nostra passione. Adesso stiamo lavorando sodo per trovare la nostra dimensione live. Stare in otto sul palco non è certo una cosa semplice, ma anche da questo punto di vista stiamo facendo dei progressi. O almeno spero (ndr ride).

Parliamo di uno dei temi più caldi del momento, il file sharing: qual è la tua opinione a riguardo?

Guarda, ad essere onesta non è una problematica che mi abbia mai toccato particolarmente. Voglio dire, pure io scarico musica, anche se legalmente, e so benissimo che il download illegale finisce inevitabilmente per danneggiare gli artisti, economicamente parlando. Però mi rendo conto che oggi come oggi il costo dei dischi è davvero molto alto, troppo. Non è una cosa che condivido quindi, però ne comprendo le ragioni.

Come vedi, da artista e da persona all’interno del music business, tutti gli aspetti burocratici che coinvolgono la band? Mi riferisco ai contatti con le varie etichette, con i promoter per i tour, eccetera…

Sono tutte cose necessarie, fondamentali per poter fare al meglio e senza troppe preoccupazioni il tuo mestiere di musicista. Certo, a volte possono sembrare davvero fastidiose, ma se non esistessero tutto il lavoro di produzione e di promozione di un disco resterebbe completamente a carico della band stessa, con una spesa enorme sia dal punto di vista economico che in termini di fatica.
 

 

A questo proposito, attualmente siete sotto contratto con Nuclear Blast: siete soddisfatti di come stanno andando le cose?

Siamo estremamente soddisfatti, sono un partner eccezionale e hanno fatto un grandissimo lavoro di promozione.

In questo momento state girando l’Europa con il carrozzone del Paganfest 2010: come sta andando il tour?

E’ molto faticoso, dal momento che tutte le date sono ravvicinate tra loro e talvolta si finisce per salire sul palco in condizioni non proprio ottimali: oggi ad esempio ho qualche problema alla voce, niente di grave o che possa pregiudicare il concerto, ma ciò non toglie che sia abbastanza fastidioso. Nonostante questo il Paganfest sta andando molto bene, abbiamo avuto ottimi riscontri di pubblico e ci riteniamo molto soddisfatti.

Cosa ne pensi di Arkona, Varg, Dornenreich e Finntroll… le band che vi affiancano in questo Paganfest 2010?

Penso siano dei gruppi molto validi, danno sempre il massimo sul palco e devo confessarti che mi piacciono più o meno tutti e quattro, anche se purtroppo non abbiamo modo di frequentarci assiduamente dietro le quinte. Per quanto riguarda i Finntroll il discorso invece è abbastanza diverso: con loro abbiamo davvero un ottimo rapporto, sono dei grandi amici e capita molto spesso di trovarci tutti insieme a fare festa o a ubriacarci (ndr ride).

Hai qualche rimpianto in particolare a proposito della tua carriera musicale? Qualche scelta che avresti voluto fare o, al contrario, delle decisioni che, a posteriori, non avresti voluto prendere?

No, non ho assolutamente alcun rimpianto, sono davvero soddisfatta di come stanno andando le cose, se tornassi indietro nel tempo rifarei tutto.

Ok, questa era la mia ultima domanda. Grazie per il tempo che ci hai dedicato Anna, a te un’ultima battuta per chiudere l’intervista come preferisci.

Grazie a te per il tempo concesso, un saluto a tutti i nostri fan italiani!