Green Carnation: pubblicato il nuovo video “Loneliness Untold, Loneliness Unfold”

Comunicato stampa
Con la seconda parte della loro prossima trilogia di album, i Green Carnation si sono addentrati nelle profondità più oscure e personali della loro illustre carriera nel Prog Metal. A Dark Poem, Part II: Sanguis ha ricevuto un’ondata di elogi da Blabbermouth, Loudwire e altre importanti testate.
Ora, mentre si preparano a voltare pagina e ad affrontare l’audace e risonante capitolo finale di A Dark Poem, i Green Carnation pubblicano oggi un nuovo video per la ballata più cruda e struggente tratta da A Dark Poem, Part II: Sanguis. In una rara apparizione, il bassista e principale autore dei testi della band, Stein Roger Sordal, si cimenta al microfono in “Loneliness Untold, Loneliness Unfold” con la speranza di raggiungere un amico perduto da tempo. “Ovviamente, questa canzone parla di solitudine, ma più nello specifico, parla di un amico molto caro che si chiude gradualmente in se stesso, isolandosi dal resto del mondo”, afferma Sordal. “Significa stare a guardare, assistere agli eventi senza poter fare nulla.”
Dopo aver raggiunto vette inaudite con la sua grandiosa e cupa traccia d’apertura, “A Dark Poem, Part II: Sanguis”, i Green Carnation si rivelano nella loro versione più profonda, oscura e vulnerabile. Sono passati vent’anni dall’ultima volta che Sordal ha guidato la voce, ma è lui da solo a portare il peso di “Loneliness Untold, Loneliness Unfold”. Accompagnato da poco più di una tetra melodia di chitarra che si dipana come il lento scorrere del tempo, offre una delle ballate più agghiaccianti che i bardi del Prog abbiano mai scritto. “Vuoi morire?”, chiede a un amico solitario. Il fatto che la sua voce non tremi nel porre la domanda conferma la sua paura di conoscere già la risposta. “Le canzoni di Part II sono così come sono, senza filtri”, dice Sordal. “Avevo bisogno di liberare queste storie e lasciarle uscire”.
L’idea di una trilogia di album ispirata alla tragica Ofelia di Shakespeare risale alle prime riflessioni della band sulla vita e sulla morte. Quando la prima parte di A Dark Poem venne svelata nel 2025, fu subito chiaro che i Green Carnation avevano completato il loro capolavoro. The Shores of Melancholia si piazzò nelle classifiche di fine anno di Loudwire, Angry Metal Guy e altre importanti pubblicazioni. “Epico sia per portata che per sonorità, quest’ultima caratterizzata dalla ricca e melodica interpretazione del genere da parte della band, che si potrebbe descrivere come Rainbow’s Rising se fosse un album prog”, scrisse PROG. “La Parte I funziona come un’entità a sé stante, lasciando al contempo l’ascoltatore desideroso di ascoltare i successivi capitoli.” Fondati nei primi anni ’90 dal bassista originale degli Emperor, Tchort, i Green Carnation si sono guadagnati un seguito di culto grazie al plauso della critica per Light of Day, Day of Darkness, un album contenente un’unica canzone della durata di un’ora che ancora oggi risuona come una delle epopee più ambiziose negli archivi del Metal.
GUARDA il video di “Loneliness Untold, Loneliness Unfold”