Hard Rock

Intervista Iconic (Joel Hoekstra)

Di Fabio Vellata - 19 Giugno 2022 - 8:00
Intervista Iconic (Joel Hoekstra)

Iconic è l’ennesimo nuovo side project di casa Frontiers che allinea alcune grandi personalità dell’universo hard rock.
Abbiamo avuto l’occasione di scambiare qualche parola con Joel Hoekstra, celebre chitarrista che deve la propria fama alla militanza in Whitesnale e Trans Siberian Orchestra, qui coinvolto con Michael Sweet (Stryper), in una serie di canzoni dal sapore decisamente tradizionale.
Completano la line up Nathan James (Inglorious), Tommy Aldrige (Whitesnake) e Marco Mendoza (Whitesnake, Dead Daisies). Il risultato di tanta grazia, è un progetto dedicato essenzialmente, a chi, ancora oggi, resta convinto che “1987” dei Whitesnake sia uno degli apici assoluti della nostra musica preferita…

Intervista a cura di Fabio Vellata con la collaborazione di Francesco Maraglino

Ciao Joel, è veramente un grande piacere poterti intervistare: benvenuto sulle pagine di www.Truemetal.it. Posso semplicemente dire che è un onore…

Beh, grazie davvero per il supporto e le tue parole!

Parliamo del vosro nuovissimo progetto, il cui debutto è fuori da un paio di giorni.
Iconic è un nuovo supergruppo targato Frontiers, nel solco di altre iniziative come, tra i tanti, W.E.T. e Black Swan. Come e da chi è nata l’idea di mettervi insieme tra componenti di vecchie – ma sempre attive – glorie dell’hard rock come Whitesnake e Stryper con il grande Nathan James dei più giovani, ma classici nell’approccio, Inglorious?

È tutto merito di Frontiers. Volevano circondare Nathan James con un gruppo di musicisti esperti di rock classico. Michael Sweet stava anche discutendo con loro per fare qualcosa con me. Quindi hanno pensato “perché non mettere insieme queste due idee?”. Poi hanno detto: “Troveremo un batterista e un bassista cammin facendo”!
Con mia grande sorpresa, alla fine sono arrivati Tommy Aldridge e Marco Mendoza!

Ti è sembrata subito una buona idea o avevi dei dubbi all’inizio? Sai, di side project ce ne sono così tanti…

Suonava benissimo fin da subito. Avevo scritto e fatto amicizia sia con Michael che con Nathan da un po’. Ovviamente Tommy ed io lavoriamo insieme da 8 anni e ho incontrato Marco quando ha suonato con i Dead Daisies e siamo stati in tour insieme.

Ti sei sentito subito a tuo agio, quindi…

Sono convinto che il fatto che la scrittura sia stata divisa tra Alessandro, Michael, Nathan e me abbia contribuito a dare personalità a tutti. La chimica o funziona o non funziona. Ma in questo caso credo proprio di sì!

Avete fatto tutto da remoto, immagino!

Ho scritto i riff di chitarra non arrangiati, Michael li ha arrangiati, ha aggiunto o sottratto qualcosa dove necessario. Poi Alessandro e Nathan hanno scritto i testi e le melodie vocali su ciò che Michael ha arrangiato. Siamo andati per gradi, insomma.

Quasi tutto “Second Skin” appare come un omaggio ai Whitesnake, ed in particolare a quelli del loro iconico (appunto….) album “1987”. Come mai questa scelta così specifica (a parte, naturalmente, la presenza di qualche componente della band del “serpente bianco”?

Beh, sono stati Michael e Alessandro a dirmi “scrivi riff con un suono hard rock commerciale anni ’80”.
Per me, le prime due band degli anni ’80 che mi vengono in mente sono Whitesnake e Dokken. Ed è per questo che nei riff puoi percepire un sacco di quell’atmosfera che si respirava all’epoca. Per come la vedo, è influenzato dai Whitesnake, ma non suona davvero come i Whitesnake. Anche se, probabilmente, sarà commercializzato in questo modo…

A parte le influenze di David Coverdale e soci, c’è da dire che altrove ci pare non manchino suggestioni differenti: per esempio, l’influenza degli Stryper in Run (As Fast As You Can) o a suoni più votati verso un mood più AOR come in Let You Go. Come la vedi?

Sì certo, anche gli Stryper sono ovviamente un’altra influenza nel nostro sound. Durante la registrazione delle mie parti di chitarra, mi sono per lo più occupato di raddoppiare Michael con precisione sui ritmi, aggiungere buone sovraincisioni e assoli che miglioravano le melodie vocali e aggiungevano un po’ di fuoco ed energia…

Qual è stato il ruolo dell’instancabile produttore e ospite Alessandro Del Vecchio?

Ale, ha scritto le melodie ed i testi vocali per la maggior parte del disco. Ha anche mixato e masterizzato l’album…

Avrete modo di presentare “Second Skin” in concerto? Le canzoni sembrano così grintose dalla versione in studio, sarebbe sicuramente formidabile ascoltarle dal vivo…

Mi piacerebbe supportare il disco live. Per quest’anno sono impegnatissimo con il tour di addio dei Whitesnake e poi passerò direttamente al tour della Trans Siberian Orchestra. Ma spero che tutti i nostri programmi possano essere allineati nel corso 2023 e che possa succedere di portare un po’ in giro anche gli Iconic.

Quali sono le tue aspettative per questo buon debutto?

Vediamo cosa ne pensano i fan! Penso che sia un buon album. Molto coerente. E mi piace ogni canzone.

Tra l’altro abbiamo saputo che a breve ci sarà un nuovo album degli Stryper…Michael ti ha dato qualche anticipazione o hai colto qualche stralcio…?

A mio parere Michael continua a pubblicare dischi di qualità: ha una straordinaria etica del lavoro. È un buon amico e spero che questo sia il miglior album degli Stryper mai realizzato. Adoro il fatto che si sforzi per raggiungere questo risultato ogni volta. I fan dovrebbero apprezzare che la maggior parte delle rock star degli anni ’80 sono un po’ esaurite mentre Michael sta ancora producendo instancabilmente buon materiale per loro. È molto devoto al suo pubblico!

Hai suonato in band come Whitesnake, Trans-Siberian Orchestra, Night Ranger e anche con una star iconica (di nuovo questa parola!) come Cher. Avendo l’opportunità di conoscerti, non possiamo resistere alla tentazione di chiederti dei commenti o dei ricordi di queste esperienze attuali e passate…

Accidenti, questa è una domanda difficile! Credimi, per rispondere dovrei andare avanti a parlare per un mese o due. Ti basti sapere che ho dei bellissimi ricordi di quanto realizzato con ognuna di queste band e artisti. Dico sempre ai giovani musicisti di lavorare sodo ogni giorno e saranno sorpresi da dove li porterà la vita…

A proposito…pensi che ci sarà mai l’opportunità per un nuovo disco dei Whitesnake?

Davvero non lo so. David è fantastico. E sarò pronto per supportare qualunque sia la sua visione o le sue idee per il suo futuro musicale.

Come sta? È in forma? Cos’ha in programma per il prossimo tour di addio?

David sta andando alla grande. È di ottimo umore. Questo tour è molto emozionante per lui. È il suo ultimo… di sicuro. Dopo questo tour europeo, facciamo un tour negli Stati Uniti con gli Scorpions. Poi ci saranno inevitabilmente altri tour nel 2023.
E poi si vedrà.

Progetti per il tuo futuro in generale?

Continuerò a lavorare molto duramente. Al momento ho Vinnie Appice e Tony Franklin al lavoro sul prossimo disco dei 13 di Joel Hoekstra, e spero che i fan non vedano l’ora di ascoltarlo. Tra l’altro, se non hanno ancora dato una possibilità a “Dying to Live” e “Running Games”, apprezzerei davvero che lo facessero!

Grazie per avermi risposto! Un grande in bocca al lupo per tutto. Ti auguro il meglio!

E grazie a te per l’intervista!

 

 

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