Black Heavy

Intervista Yoth Iria (Jim Mutilator)

Di Mickey E.vil - 9 Maggio 2026 - 8:00
Intervista Yoth Iria (Jim Mutilator)

Ci ritroviamo a parlare dei greci Yoth Iria per la terza volta nel giro di quattro anni — veri e propri alfieri della New Wave Of Hellenic Black Metal, di recente approdati alla Metal Blade. La storica label americana ha deciso di investire nella crescita di una band che, in pochi anni, si è fatta notare per un recupero in chiave contemporanea del genere musicale creato ormai quasi quattro decenni fa da loschi individui come Rotting Christ e Varathron, band entrambe fondate dal nostro interlocutore, il bassista e figura fondante dell’underground greco Jim Mutilator. Gone With the Devil è il nuovo disco degli Yoth Iria, e non mancherà di soddisfare i veri appassionati del metal estremo contaminato da una buona dose di melodia e atmosfere rituali.

ENGLISH VERSION

Cosa possono aspettarsi i fan da Gone With the Devil in termini di sound, e quali differenze troveranno rispetto a Blazing Inferno?

Nel nuovo album c’è una sola regola: non esistono regole musicali. Blazing Inferno era un disco caratterizzato da una certa uniformità, fedele al sound ellenico tradizionale. Gone With the Devil è dominato da un'”anarchia” musicale, e potrei definirlo un album cosmopolita, o semplicemente Hellenic Mediterranean Metal. È come l’arcobaleno dopo l’uragano.

Raccontaci il processo di composizione dei brani del disco e parlaci della sinergia con Nikolas Perlepe nel dare vita alla musica.

Mi piace molto comporre musica ogni giorno. Alcune di queste idee potrebbero diventare un brano in futuro, altre no. Con Nik formiamo un buon team, perché lui riesce davvero a capire la mia visione riguardo a certi orizzonti musicali. L’altra cosa positiva di Nik è che porta con sé esperienze e riflessioni sulla musica piuttosto diverse dalle mie. Riusciamo così a mescolare due idee che apparentemente si contraddicono, ma che alla fine funzionano perfettamente insieme.

Dicci qualcosa sulla registrazione e la produzione curata da Naberius allo Symbolic P Studio.

Naberius è un maestro dietro la console. Ha anche uno studio molto ben attrezzato. Come potete immaginare, tutto questo rende l’intero processo molto più agevole.

La line-up degli Yoth Iria è ora solida e più forte che mai: puoi condividere qualche riflessione a riguardo?

Hai proprio ragione: la line-up degli Yoth Iria è molto forte, molto coesa, e posso definirla come una vera e propria famiglia.

Conosciamo già il concept lirico degli Yoth Iria, con Lucifero come portatore di luce e i demoni come amici — e non nemici — dell’umanità. Come hai approfondito questi temi con i nuovi brani?

Il nostro pianeta è sotto il dominio delle religioni da migliaia di anni. Ci parlano di amore e di sentimenti nobili, ma sotto il loro potere il mondo va di male in peggio. Il teorema più assurdo è quello che scarica ogni colpa sul Diavolo. Ho realizzato questa parodia a quindici anni e, a mio giudizio, ho restituito a Lucifero la sua natura di energia pura e innocente. Attraverso la mia esperienza personale ho scoperto che ciò che le autorità religiose chiamano male non è il male, bensì un’energia genuinamente amica dell’essere umano, che vuole che viviamo in armonia con l’ambiente e nel rispetto di tutte le creature dell’universo. Lucifero non vuole sudditi, ma amici.

Guidaci nella comprensione della consueta, straordinaria artwork dell’album.

È ancora Harshhand Singh l’artista. Ma questa volta penso che la copertina sia piuttosto diversa rispetto a Under His Sway, As the Flame Withers o Blazing Inferno. Naturalmente si vede ancora il nostro avatar demoniaco, ma in un’estetica più innocente — quasi fumettistica, con quella sensazione degli anni Ottanta che si respira chiaramente.

Quali sono i vostri piani per l’attività live a supporto del nuovo album? Com’è avere Merkaal sul palco per le esibizioni dal vivo?

Sì, ci sono molti show in programma e probabilmente ne arriveranno altri dopo l’uscita dell’album. Merkaal è un grande cantante e performer, con una personalità davvero forte, ma i prossimi concerti, a partire dalla fine di maggio, lo vedranno lui al microfono.

Qual è il tuo pensiero sull’attuale scena black metal ellenica, composta da centinaia di band?

Ci sono molte band che portano avanti la tradizione dell’Hellenic Black Metal. Sono felice di vederlo.

Cosa ascolti quando non si tratta di musica metal?

Mi piace molto il classic rock, ascolto tanto punk, amo il blues, ma la mia musica preferita rimane il traditional heavy metal e il thrash metal degli anni Ottanta.

Quale messaggio e saluto finale vorresti inviare ai fan italiani degli Yoth Iria, con un invito ad ascoltare e godersi Gone With the Devil?

I fan italiani sono tra i migliori al mondo. Sono davvero di supporto e conoscono molto bene questo tipo di musica. Spero di vederne tanti durante i nostri prossimi concerti in Italia. Li invito davvero ad ascoltare Gone With the Devil e a giudicare con le proprie orecchie.

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Band: Yoth Iria
Genere: Black 
Anno: 2024
90